Stracult - Calcio di genere
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alè cessel
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Re: Stracult - Calcio di genere
Neffa e la musicalità del bidone
Gustavo Neffa, comprato in fretta e furia, aspettato per tre anni, bocciato senza appello: in eredità ci lascia un nome noto ancora oggi, in altri campi
In Italia nemmeno maggiorenne per una raccomandazione pesante, smarrito nella nebbia di Cremona, lontano dal calcio in giovane età per amore, ricordato soprattutto per il nome: storia di Gustavo Neffa, l’uomo che ha ispirato un nome d’arte
SU LE MANI chi conosce il cantante Neffa. Bene. Ora su le mani chi conosce l’attaccante Gustavo Neffa. Pochini? Eppure le storie dei due sono strettamente collegate, tanto che tra loro c’è un saldo rapporto d’amicizia. Ma come può una storia di calcio (nemmeno troppo memorabile) finire in musica?
PER CAPIRE LE ORIGINI DEL MITO bisogna tornare al 1989, campionato del Paraguay. Nel glorioso Olimpia Asunción, club dominato dall’ombra discreta ma pesante di HH2, Heriberto Herrera, c’è un ragazzino. Diciassette anni, andatura dinoccolata, mancino prezioso tipico di chi ha grandi scenari davanti a sé: si chiama Gustavo Alfredo Neffa, ha segnato qualcosa come venti gol alla sua prima stagione da titolare, e HH2 si sente autorizzato a consigliare l’affare in anteprima ad una sua ex squadra. È la Juventus di Boniperti, che compra a primo incanto e parcheggia il ragazzo alla Cremonese.
Dal paese senza mare al mare di nebbia padana però il passo sembra essere troppo lungo: sbarcato nella patria del torrone Neffa non riesce più a trovare il bandolo della matassa. Non lo aiuta di certo il sarcasmo con cui lo accoglie il sempre roccioso Tarcisio Burgnich («Io avevo chiesto un mediano esperto!»), meno ancora la palese mediocrità di una squadra retrocessa senza appello con Ascoli, Verona e Udinese. I gol non ci sono, le buone prestazioni si fanno desiderare, ma arrivano al momento giusto: come a San Siro contro il Milan, sotto gli occhi dei grandi capi bianconeri.
QUANTO BASTA PER LA RICONFERMA, arrivata senza batter ciglio così come il rinnovo del prestito: il ragazzo ha qualità, ne son sicuro – dichiarò Boniperti – ha un po’ faticato il primo anno ma vedrete che in B esploderà. Qualche difetto alla miccia, forse? In quasi trenta presenze la miseria di due gol: a vent’anni però si può ancora incassare la fiducia della dirigenza e guadagnarsi un altro tentativo. Di nuovo in Serie A, dato che nel frattempo è arrivata la promozione: però è cambiato l’allenatore, e il nuovo corso coincide con il taglio del paraguayano di troppo.
PASSO INDIETRO: a Torino, sempre in quegli anni, è attiva una band punk. Si chiamano i Negazione, cambiano batterista ogni tre per due, finché non ne arriva uno con il volto vagamente simile a quello di un calciatore. Si chiama Giovanni Pellino, alias “Jeff”, e somiglia proprio a quel Gustavo Neffa che nessuno ormai si aspetta più tornare a Torino da vincitore. Simile il volto, simile il nome, da Jeff a Neffa il passo è fin troppo breve: ormai il nome d’arte di Giovanni è definitivamente diventato Neffa.
IL NOSTRO NEFFA, nel frattempo, è tornato a casa: vinto dai paragoni troppo pesanti (da Sivori fino a nientemeno che Maradona), vinto dall’ostinata nebbia cremonese, vinto dall’ostilità di un tecnico poco avvezzo alla fantasia sudamericana, Gustavo accetta l’offerta dell’Unión Santa Fe, in Argentina. Nel frattempo ha partecipato alle Olimpiadi di Barcelona, dove ha conosciuto la bella tennista Rossana de los Rios, con cui inizia una relazione: l’amore sembra giovargli, tanto che riesce a strappare un contratto con il Boca Juniors per l’anno successivo.
IN ITALIA INTANTO il Neffa cantante ha iniziato una carriera da solista, riscuotendo subito grande successo con Aspettando il Sole. Del giocatore da cui ha preso in prestito il nome non ha più notizia, però gli piacerebbe conoscerlo, confida ad un amico. Viene esaudito: dall’altra parte del mondo il Neffa calciatore scopre grazie ad un amico di aver lasciato almeno un ricordo di sé in Europa, si mette in contatto via mail, incontra l’omonimo, diventano amici. Ha ormai smesso di giocare, Gustavo: l’amore per quella che ora è sua moglie lo spinge a mollare tutto e seguirla in giro per il mondo come suo preparatore atletico, e tanti saluti a quelli del paragone facile e della critica ancor più facile. Una storia d’amore del tipo “sto con lei, e non m’importa niente”. Neffa insegna.
( calciosudamericano.it )
La de los Rios, come no...tra l'altro hanno pure una figlia che gioca a tennis e pare sia molto forte...
Gustavo Neffa, comprato in fretta e furia, aspettato per tre anni, bocciato senza appello: in eredità ci lascia un nome noto ancora oggi, in altri campi
In Italia nemmeno maggiorenne per una raccomandazione pesante, smarrito nella nebbia di Cremona, lontano dal calcio in giovane età per amore, ricordato soprattutto per il nome: storia di Gustavo Neffa, l’uomo che ha ispirato un nome d’arte
SU LE MANI chi conosce il cantante Neffa. Bene. Ora su le mani chi conosce l’attaccante Gustavo Neffa. Pochini? Eppure le storie dei due sono strettamente collegate, tanto che tra loro c’è un saldo rapporto d’amicizia. Ma come può una storia di calcio (nemmeno troppo memorabile) finire in musica?
PER CAPIRE LE ORIGINI DEL MITO bisogna tornare al 1989, campionato del Paraguay. Nel glorioso Olimpia Asunción, club dominato dall’ombra discreta ma pesante di HH2, Heriberto Herrera, c’è un ragazzino. Diciassette anni, andatura dinoccolata, mancino prezioso tipico di chi ha grandi scenari davanti a sé: si chiama Gustavo Alfredo Neffa, ha segnato qualcosa come venti gol alla sua prima stagione da titolare, e HH2 si sente autorizzato a consigliare l’affare in anteprima ad una sua ex squadra. È la Juventus di Boniperti, che compra a primo incanto e parcheggia il ragazzo alla Cremonese.
Dal paese senza mare al mare di nebbia padana però il passo sembra essere troppo lungo: sbarcato nella patria del torrone Neffa non riesce più a trovare il bandolo della matassa. Non lo aiuta di certo il sarcasmo con cui lo accoglie il sempre roccioso Tarcisio Burgnich («Io avevo chiesto un mediano esperto!»), meno ancora la palese mediocrità di una squadra retrocessa senza appello con Ascoli, Verona e Udinese. I gol non ci sono, le buone prestazioni si fanno desiderare, ma arrivano al momento giusto: come a San Siro contro il Milan, sotto gli occhi dei grandi capi bianconeri.
QUANTO BASTA PER LA RICONFERMA, arrivata senza batter ciglio così come il rinnovo del prestito: il ragazzo ha qualità, ne son sicuro – dichiarò Boniperti – ha un po’ faticato il primo anno ma vedrete che in B esploderà. Qualche difetto alla miccia, forse? In quasi trenta presenze la miseria di due gol: a vent’anni però si può ancora incassare la fiducia della dirigenza e guadagnarsi un altro tentativo. Di nuovo in Serie A, dato che nel frattempo è arrivata la promozione: però è cambiato l’allenatore, e il nuovo corso coincide con il taglio del paraguayano di troppo.
PASSO INDIETRO: a Torino, sempre in quegli anni, è attiva una band punk. Si chiamano i Negazione, cambiano batterista ogni tre per due, finché non ne arriva uno con il volto vagamente simile a quello di un calciatore. Si chiama Giovanni Pellino, alias “Jeff”, e somiglia proprio a quel Gustavo Neffa che nessuno ormai si aspetta più tornare a Torino da vincitore. Simile il volto, simile il nome, da Jeff a Neffa il passo è fin troppo breve: ormai il nome d’arte di Giovanni è definitivamente diventato Neffa.
IL NOSTRO NEFFA, nel frattempo, è tornato a casa: vinto dai paragoni troppo pesanti (da Sivori fino a nientemeno che Maradona), vinto dall’ostinata nebbia cremonese, vinto dall’ostilità di un tecnico poco avvezzo alla fantasia sudamericana, Gustavo accetta l’offerta dell’Unión Santa Fe, in Argentina. Nel frattempo ha partecipato alle Olimpiadi di Barcelona, dove ha conosciuto la bella tennista Rossana de los Rios, con cui inizia una relazione: l’amore sembra giovargli, tanto che riesce a strappare un contratto con il Boca Juniors per l’anno successivo.
IN ITALIA INTANTO il Neffa cantante ha iniziato una carriera da solista, riscuotendo subito grande successo con Aspettando il Sole. Del giocatore da cui ha preso in prestito il nome non ha più notizia, però gli piacerebbe conoscerlo, confida ad un amico. Viene esaudito: dall’altra parte del mondo il Neffa calciatore scopre grazie ad un amico di aver lasciato almeno un ricordo di sé in Europa, si mette in contatto via mail, incontra l’omonimo, diventano amici. Ha ormai smesso di giocare, Gustavo: l’amore per quella che ora è sua moglie lo spinge a mollare tutto e seguirla in giro per il mondo come suo preparatore atletico, e tanti saluti a quelli del paragone facile e della critica ancor più facile. Una storia d’amore del tipo “sto con lei, e non m’importa niente”. Neffa insegna.
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La de los Rios, come no...tra l'altro hanno pure una figlia che gioca a tennis e pare sia molto forte...
Se nni’ mmondo esistesse un po’ di bene
e ognun si considerasse suo fratello,
ci sarebbe meno pensieri e meno pene
e il mondo ne sarebbe assai più bello.
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- Syd
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Re: Stracult - Calcio di genere
Aspetto che passi il suo più grande sostenitore Lenny per una disanima tecnica su di lui.
Corperryale L'Adorable "Manny" Harris, un nome che dice tutto.
- Syd
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Re: Stracult - Calcio di genere
ma i negazione punk?
been through toughest wickets
no more dead on red
everything buckety-buckety
exapno mapcase
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- Gennaro D'Auria
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Re: Stracult - Calcio di genere
stavo navigando in maniera più o meno casuale e scopro, in Molise, un'azienda olearia come tante. Sembrava un'azienda come tante. In realtà il titolare è uno dei miti della mia infanzia: Luigino Pasciullo
Lo ricordate (penso proprio di si)? Terzino sinistro, fisico possente, gambe ipertrofiche, buona spinta..tutto sommato un buon giocatore e una carriera più che onorevole, soprattutto nella migliore Atalanta di sempre, quella di Stromberg, Evair e Caniggia.
Ma soprattutto un nome e un cognome da pallone d'oro.
e soprattutto origini molto particolari..Pasciullo è di Montemitro, un minuscolo paese di 3-400 anime non lontano dal confine abruzzese. embè? embè questo paese è meglio conosciuto come Mundimitar, essendo uno delle pochissime (ne son rimasti 2-3) isole croate in Italia. Posto totalmente a sè: il prete del paese si chiama Fra Petar Milanovic, i cognomi più diffusi sono Juricci (che sarebbe Juric), Joviccio (che sarebbe Jovic), Blascetta (Blazetic), Papiccio (Papic) ecc. ecc.

Lo ricordate (penso proprio di si)? Terzino sinistro, fisico possente, gambe ipertrofiche, buona spinta..tutto sommato un buon giocatore e una carriera più che onorevole, soprattutto nella migliore Atalanta di sempre, quella di Stromberg, Evair e Caniggia.
Ma soprattutto un nome e un cognome da pallone d'oro.
e soprattutto origini molto particolari..Pasciullo è di Montemitro, un minuscolo paese di 3-400 anime non lontano dal confine abruzzese. embè? embè questo paese è meglio conosciuto come Mundimitar, essendo uno delle pochissime (ne son rimasti 2-3) isole croate in Italia. Posto totalmente a sè: il prete del paese si chiama Fra Petar Milanovic, i cognomi più diffusi sono Juricci (che sarebbe Juric), Joviccio (che sarebbe Jovic), Blascetta (Blazetic), Papiccio (Papic) ecc. ecc.
- mimmomorena
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Re: Stracult - Calcio di genere
Papà Castoro raccontaci una storia 
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Re: Stracult - Calcio di genere
Hood ha scritto:La versione femminile di Lulu è quella che tira le inculate al fantavolley.
- Syd
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Re: Stracult - Calcio di genere
Farelli sull'ultimo rigore. 
Someone in my dictionary's up to no good...
- Syd
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Capitan Red
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Re: Stracult - Calcio di genere
scusate ma sono venuto solo ora a conoscenza dei 14 gol di Pellè in 14 partite con il Feyenoord.. 
- bahiablanca
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- Gennaro D'Auria
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Re: Stracult - Calcio di genere
Schiena appoggiata in una poltrona d’albergo, sigaro in bocca, concentrazione nel leggere un giornale che riporta sotto la testata, “quotidiano comunista”. Arriva l’avvocato Peppino Prisco, chiede di lui, lo trova in un angolo, appunto col quotidiano in mano. Appena lo vede, strabuzza gli occhi, è incredulo, il nervoso gli sale dentro, se avesse avuto qualche tic sarebbe già esploso. Non ce la fa a trattenersi, e infatti esclama: “l’allenatore dell’Inter non può leggere Il Manifesto”. Preso alla sprovvista il mister esclama: “Cosa dovrei fare, iscrivermi alla P2?”.
- Gennaro D'Auria
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- Iscritto il: 03/10/2011, 12:44
Re: Stracult - Calcio di genere
ovviamente il mister è Corrado Orrico
- mimmomorena
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Re: Stracult - Calcio di genere
No-look di Amauri per spazzare al limite della sua area. Chiudere tutto.
- amantino
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- Iscritto il: 03/10/2011, 10:41
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Re: Stracult - Calcio di genere
primo tempo di Acerbi da tramandar ai posteri.
Peggior prova di un difensore dell'anno? o Burdisso in Juve-Roma vince?
Peggior prova di un difensore dell'anno? o Burdisso in Juve-Roma vince?
2. Amantino: El Shaarawy
3. Jackx82: Tevez
- Aimo
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Re: Stracult - Calcio di genere
Ma i capelli di Niang?
- El Don
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- Domanda di controllo 2: la lakers
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Re: Stracult - Calcio di genere
Non sarà un pochino fru fru il ragazzo? Pure la stellina in testa...
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