Pagelle Finals Nba 2023 - Gara 1
Inviato: 03/06/2023, 14:43
Gara 1
Heat at Nuggets 93-104 (0-1)
Parziali: 20-29 / 22-30 / 21-25 / 30-20
Voti e giudizi
Miami Heat
Gabe Vincent: 6,5 – Mette assieme i suoi numeri, 19 punti con 5/10 da 3 e 5 assist, ma paga difensivamente i cambi, che vogliono dire quasi sempre dire trovarsi Gordon o Porter Jr. e quindi può far poco. La sua più che discreta partita la fa, solo che fisicamente non può reggere il confronto con nessun Nuggets e questo Spoelstra lo sa bene.
Max Strus: 3 – Un incubo per un tiratore fare 0/9 da 3 e avere il tabellino con scritto 0. Prende 3 tiri praticamente da solo nel primo quarto e continua così per il resto della partita. Di solito un tiratore puro non si fa scalfire da una serata negativa, ma da un disastro simile non sarà semplice riprendersi, anche se gli è già capitato in passato. Strus e gli altri tiratori di Miami devono necessariamente ritrovare il canestro e delle buone percentuali, altrimenti saranno altre 3 partite al massacro.
Jimmy Butler: 5 – Inizia gestendo tutti i possessi in attacco, come a voler mostrare ai suoi compagni la sua leadership, infilando subito 2 punti dei suoi per un totale di 7 nel primo quarto. Poi sparisce lentamente, non incidendo più in attacco – 13 i suoi punti alla fine con 6/14 al tiro – e incidendo relativamente in difesa. Tira giù 7 rimbalzi e distribuisce altrettanti assist, ma gli Heat hanno bisogno di un Butler dominante se vogliono avere una qualche minima speranza in questa serie.
Caleb Martin: 4 – I casi sono due: o il Martin contro i Celtics è stato una meteora, oppure la tensione di una gara 1 alle Finals lo ha completamente bloccato. Oppure i vari Gordon, Porter Jr e Murray sono fisicamente troppo per lui. Inguardabile, non solo per l’1/7 al tiro, ma per la sua invisibilità in campo. Male, malissimo, speriamo si svegli nella prossima partita.
Bam Adebayo: 7,5 – La valutazione difensiva di Adebayo per tutta questa serie sarà relativa, perché di fronte ha il miglior giocatore delle ultime 3 stagioni – in tanti avrebbero dato a Jokic l’MVP di quest’anno invece che a Embiid – e soprattutto un giocatore tecnicamente fuori scala e soprattutto assolutamente immarcabile. Detto questo, Adebayo si porta a casa una sopraffina partita in attacco, con 26 punti e 13/25 al tiro, oltre a 13 rimbalzi e 5 assist. È stato l’unico Heat ad aggredire la gara e a fare il possibile in difesa, forse è il caso che i compagni lo seguano.
Kyle Lowry: 6,5 – È lui in campo quando gli Heat tentano l’ultimo assalto ai Nuggets nell’ultimo quarto, infilando due triple consecutive per il -10 e ancora un assist per Highsmith per tentare di ricucire lo strappo. In difesa si dà da fare e costringe Brown a sbagliare in entrata con un grande aiuto difensivo a metà terzo quarto. 11 punti con 3/6 da 3, 5 rimbalzi e 5 assist per una discreta partita, ma se vuole tentare di vincere nuovamente l’anello deve alzare decisamente la sua qualità.
Duncan Robinson: 4 – Se Strus non funziona, il filippino si aspetta che almeno Robinson faccia ciò per cui è pagato, che non è di certo 1/6 al tiro. Pessima partita, da ricordare solo un bell’assist per Adebayo ma è inguardabile il mattone che prende solo il tabellone a fine terzo quarto, ripetuto poco dopo e accompagnato dalle solite amnesie difensive.
Haywood Highsmith: 6,5 – Ottimo inizio di serie, 18 punti con 7/10 al tiro e due rubate, ma non fa male ai Nuggets se si prende la scena, al posto di Butler o Lowry. Bene a rimbalzo offensivo dopo un errore dell’ex Raptors a inizio terzo quarto e due liberi a segno, gli unici tirati di tutta la gara degli Heat, a cui seguono altri due punti grazie a un assist di Adebayo. Mette dentro il canestro del -10 a 4’ dalla fine prima che i Nuggets mettano fine a gara 1.
Cody Zeller: sv – 7’ e 3 rimbalzi, non incide particolarmente in difesa su Jokic.
Coach Spoelstra: 4 – Se pensava che la sua zona, in molti casi adattata, potesse impensierire coach Malone, si sbagliava di grosso. Come tutti i giocatori europei, Jokic va a nozze con le difese diverse dalla uomo, e lo mostra da subito. Fisicamente i suoi uomini vanno sotto con tutti i pari ruolo e quindi servirebbe che tutti giocassero al massimo, ma se Strus, Robinson e Martin fanno 2/16 da 3 (e 6 punti in totale), allora diventa impossibile. Parte riuscendo a tenere lontano da canestro Jokic, ma Gordon fa disastri nell’area degli Heat nel primo quarto. Non trova in realtà nessuna soluzione efficace né contro Jokic, né contro Murray, e con un Butler così in ombra l’impresa diventa impossibile. Inoltre, non attacca mai l’area, i suoi non si procurano tiri liberi e il sistema Heat viene smontato a pezzi. I due lati positivi di questa prima partita della serie per Spoelstra è che i Nuggets sono scappati un paio di volte fino al +20, ma a 4’ dalla fine erano sotto solo di 10, e pur essendo una partita dominata dai Nuggets, gli Heat gli sono rimasti non troppo lontani. E poi in gara 2 ci si aspetta che i tiratori la mettano.
Denver Nuggets
Jamal Murray: 8,5 – La solita solidissima partita in attacco, con 26 punti e il 50% al tiro, oltre a 10 assist e 6 rimbalzi. Inizia subito al ferro, poi la mette dall’angolo, sfrutta quindi uno degli innumerevoli assist del Joker per andare al ferro, schiaccia un altro assist del serbo dopo aver sfruttato un ottimo blocco di Gordon, e siamo solo al primo quarto. Il suo pick&roll con Jokic che si scambiano i ruoli è un autentico enigma per gli Heat, tanto che chiude il primo tempo con 18 punti. Inizia il terzo quarto con un gioco da 3 punti e prosegue nel fare a fette gli Heat per il resto della gara. Se Murray continua a essere questo, e non ci sono motivi per credere che tutto a un tratto possa diventare incostante nel rendimento, il titolo i Nuggets lo vincono a Miami.
Kentavious Caldwell-Pope: 5 – Unico giocatore di Denver che gioca una partita mediocre, 7 punti con 1/3 da 3. In difesa gioca come sempre ma in realtà è più demerito dei tiratori degli Heat che merito suo la pessima serata al tiro degli avversari.
Michael Porter Jr: 7,5 – Forse è stato più di impatto la sua gara difensiva che i numeri in attacco: inizia stoppando Butler e subito dopo riserva lo stesso trattamento a Martin. Mette a referto 14 punti con brutte percentuali – 2/11 da 3 – ma tira giù 13 rimbalzi. È il secondo giocatore più utilizzato da Malone e questo dimostra la solidità della sua prestazione.
Aaron Gordon: 8 – Sontuoso inizio di partita, con 8 punti di fisico e prepotenza spazzando via chiunque tenti di marcarlo. Chiude il primo quarto con 12 punti. Poi prendono in mano la gara Murray&Jokic e porta a casa una favolosa partita fatta di sostanza sia in attacco – 16 punti con 7/10 al tiro e 6 rimbalzi – che in difesa, dove morde le caviglie sia di Butler che di Martin, annullandoli. È il giocatore perfetto per questo sistema, dove non gli viene richiesto di segnare né di essere la prima o seconda punta. La dirigenza dei Nuggets con lui ha aggiunto il tassello perfetto per il sistema di Malone.
Nikola Jokic: 8,5 (MVP) – C’era qualcuno che avrebbe scommesso contro una sua tripla doppia in gara 1? Quindi non stupiscono i 27 punti, 10 rimbalzi e 14 assist, ma come ha affrontato la gara, con un solo tiro nel primo quarto e nessuna discesa in post basso, dominando con gli assist e comandando l’attacco dei suoi. Sembra nato per giocare contro la zona, che distrugge sistematicamente facendo il distributore di gioco o infilando un 2/2 dalla lunetta a metà dell’ultimo quarto. Il vero rebus, probabilmente irrisolvibile per Spoelstra, è il suo pick&roll con Murray, così efficace da distruggere gli avversari in gara 1. È talmente forte che anche un ottimo Adebayo non può nulla contro di lui.
Bruce Brown: 7 – Come sempre molto solido con 10 punti, 4/7 al tiro e 5 rimbalzi. Probabilmente Malone avrebbe potuto impiegarlo di più, per far riposare di più i titolari.
Jeff Green: 6 – 11’ minuti in campo per far rifiatare Jokic, 2/3 al tiro.
Christian Braun: sv – Solo 8’ in campo, potrebbe essere impiegato di più nelle prossime gare.
Coach Malone: 8 – Prepara la fase di attacco in modo magistrale, annullando la zona di Spoelstra, mentre in difesa sembra più che altro siano gli Heat a sbagliare tutti i tiri a disposizione. In questi anni ha affinato il gioco di questi bei Nuggets, oltre ad avere un quintetto estremamente fisico contro cui, pound per pound, gli Heat potranno fare ben poco. Un duo guardia/lungo che giochi così in sintonia e sia così devastante è veramente raro nella Nba di oggi, tanto che bisogna ricorre a Stockton e Malone per ricordare questo modo di giocare. Gli unici punti di domanda di Malone sono sulla gestione del roster – in sostanza giocano in 6 – e il conseguente impiego elevato di Murray e soci. Inoltre, perché ha dovuto aspettare fino a 4’ dalla fine per chiudere una gara condotta in modo così netto già dal primo quarto? E se in gara 2 agli uomini di Spoelstra dovessero entrare un po' di triple e Butler dovesse giocare da fenomeno?
Arbitri
Mark Davis (n. 8 – nero pelato un po' definito): 7,5 – Terna invisibile, grazie anche a una partita molto poco fisica. Auguriamoci che tutti gli arbitraggi siano come questi. Bravo Davis, che lascia a casa quel protagonismo che da qualche anno lo accompagna in certi momenti.
David Guthrie (n. 16 – bianco con pantaloni alla Fantozzi): 7 – In linea con Davis, sbaglia a non fischiare nel terzo quarto un fallo in attacco ad Adebayo che sbraccia su Porter Jr, anche se involontariamente. Per il resto, normale amministrazione.
Ed Malloy (n. 14 – spilungone): 8 – Mancava alle Finals dal 2019 ed è tornato alla grande, fischiando soprattutto falli in attacco: ne vede due, uno per parte, a fine primo quarto, uguale interpretazione anche se forse un po' eccessiva. Poi a inizio terzo quarto vede bene Jokic che allarga troppo la gamba in un blocco per Murray, poi fischia giustamente a favore di Highsmith in entrata per gli unici tiri liberi di serata degli Heat. Chiude la gara fischiando sfondamento di Murray su un buon posizionamento di Vincent.
Heat at Nuggets 93-104 (0-1)
Parziali: 20-29 / 22-30 / 21-25 / 30-20
Voti e giudizi
Miami Heat
Gabe Vincent: 6,5 – Mette assieme i suoi numeri, 19 punti con 5/10 da 3 e 5 assist, ma paga difensivamente i cambi, che vogliono dire quasi sempre dire trovarsi Gordon o Porter Jr. e quindi può far poco. La sua più che discreta partita la fa, solo che fisicamente non può reggere il confronto con nessun Nuggets e questo Spoelstra lo sa bene.
Max Strus: 3 – Un incubo per un tiratore fare 0/9 da 3 e avere il tabellino con scritto 0. Prende 3 tiri praticamente da solo nel primo quarto e continua così per il resto della partita. Di solito un tiratore puro non si fa scalfire da una serata negativa, ma da un disastro simile non sarà semplice riprendersi, anche se gli è già capitato in passato. Strus e gli altri tiratori di Miami devono necessariamente ritrovare il canestro e delle buone percentuali, altrimenti saranno altre 3 partite al massacro.
Jimmy Butler: 5 – Inizia gestendo tutti i possessi in attacco, come a voler mostrare ai suoi compagni la sua leadership, infilando subito 2 punti dei suoi per un totale di 7 nel primo quarto. Poi sparisce lentamente, non incidendo più in attacco – 13 i suoi punti alla fine con 6/14 al tiro – e incidendo relativamente in difesa. Tira giù 7 rimbalzi e distribuisce altrettanti assist, ma gli Heat hanno bisogno di un Butler dominante se vogliono avere una qualche minima speranza in questa serie.
Caleb Martin: 4 – I casi sono due: o il Martin contro i Celtics è stato una meteora, oppure la tensione di una gara 1 alle Finals lo ha completamente bloccato. Oppure i vari Gordon, Porter Jr e Murray sono fisicamente troppo per lui. Inguardabile, non solo per l’1/7 al tiro, ma per la sua invisibilità in campo. Male, malissimo, speriamo si svegli nella prossima partita.
Bam Adebayo: 7,5 – La valutazione difensiva di Adebayo per tutta questa serie sarà relativa, perché di fronte ha il miglior giocatore delle ultime 3 stagioni – in tanti avrebbero dato a Jokic l’MVP di quest’anno invece che a Embiid – e soprattutto un giocatore tecnicamente fuori scala e soprattutto assolutamente immarcabile. Detto questo, Adebayo si porta a casa una sopraffina partita in attacco, con 26 punti e 13/25 al tiro, oltre a 13 rimbalzi e 5 assist. È stato l’unico Heat ad aggredire la gara e a fare il possibile in difesa, forse è il caso che i compagni lo seguano.
Kyle Lowry: 6,5 – È lui in campo quando gli Heat tentano l’ultimo assalto ai Nuggets nell’ultimo quarto, infilando due triple consecutive per il -10 e ancora un assist per Highsmith per tentare di ricucire lo strappo. In difesa si dà da fare e costringe Brown a sbagliare in entrata con un grande aiuto difensivo a metà terzo quarto. 11 punti con 3/6 da 3, 5 rimbalzi e 5 assist per una discreta partita, ma se vuole tentare di vincere nuovamente l’anello deve alzare decisamente la sua qualità.
Duncan Robinson: 4 – Se Strus non funziona, il filippino si aspetta che almeno Robinson faccia ciò per cui è pagato, che non è di certo 1/6 al tiro. Pessima partita, da ricordare solo un bell’assist per Adebayo ma è inguardabile il mattone che prende solo il tabellone a fine terzo quarto, ripetuto poco dopo e accompagnato dalle solite amnesie difensive.
Haywood Highsmith: 6,5 – Ottimo inizio di serie, 18 punti con 7/10 al tiro e due rubate, ma non fa male ai Nuggets se si prende la scena, al posto di Butler o Lowry. Bene a rimbalzo offensivo dopo un errore dell’ex Raptors a inizio terzo quarto e due liberi a segno, gli unici tirati di tutta la gara degli Heat, a cui seguono altri due punti grazie a un assist di Adebayo. Mette dentro il canestro del -10 a 4’ dalla fine prima che i Nuggets mettano fine a gara 1.
Cody Zeller: sv – 7’ e 3 rimbalzi, non incide particolarmente in difesa su Jokic.
Coach Spoelstra: 4 – Se pensava che la sua zona, in molti casi adattata, potesse impensierire coach Malone, si sbagliava di grosso. Come tutti i giocatori europei, Jokic va a nozze con le difese diverse dalla uomo, e lo mostra da subito. Fisicamente i suoi uomini vanno sotto con tutti i pari ruolo e quindi servirebbe che tutti giocassero al massimo, ma se Strus, Robinson e Martin fanno 2/16 da 3 (e 6 punti in totale), allora diventa impossibile. Parte riuscendo a tenere lontano da canestro Jokic, ma Gordon fa disastri nell’area degli Heat nel primo quarto. Non trova in realtà nessuna soluzione efficace né contro Jokic, né contro Murray, e con un Butler così in ombra l’impresa diventa impossibile. Inoltre, non attacca mai l’area, i suoi non si procurano tiri liberi e il sistema Heat viene smontato a pezzi. I due lati positivi di questa prima partita della serie per Spoelstra è che i Nuggets sono scappati un paio di volte fino al +20, ma a 4’ dalla fine erano sotto solo di 10, e pur essendo una partita dominata dai Nuggets, gli Heat gli sono rimasti non troppo lontani. E poi in gara 2 ci si aspetta che i tiratori la mettano.
Denver Nuggets
Jamal Murray: 8,5 – La solita solidissima partita in attacco, con 26 punti e il 50% al tiro, oltre a 10 assist e 6 rimbalzi. Inizia subito al ferro, poi la mette dall’angolo, sfrutta quindi uno degli innumerevoli assist del Joker per andare al ferro, schiaccia un altro assist del serbo dopo aver sfruttato un ottimo blocco di Gordon, e siamo solo al primo quarto. Il suo pick&roll con Jokic che si scambiano i ruoli è un autentico enigma per gli Heat, tanto che chiude il primo tempo con 18 punti. Inizia il terzo quarto con un gioco da 3 punti e prosegue nel fare a fette gli Heat per il resto della gara. Se Murray continua a essere questo, e non ci sono motivi per credere che tutto a un tratto possa diventare incostante nel rendimento, il titolo i Nuggets lo vincono a Miami.
Kentavious Caldwell-Pope: 5 – Unico giocatore di Denver che gioca una partita mediocre, 7 punti con 1/3 da 3. In difesa gioca come sempre ma in realtà è più demerito dei tiratori degli Heat che merito suo la pessima serata al tiro degli avversari.
Michael Porter Jr: 7,5 – Forse è stato più di impatto la sua gara difensiva che i numeri in attacco: inizia stoppando Butler e subito dopo riserva lo stesso trattamento a Martin. Mette a referto 14 punti con brutte percentuali – 2/11 da 3 – ma tira giù 13 rimbalzi. È il secondo giocatore più utilizzato da Malone e questo dimostra la solidità della sua prestazione.
Aaron Gordon: 8 – Sontuoso inizio di partita, con 8 punti di fisico e prepotenza spazzando via chiunque tenti di marcarlo. Chiude il primo quarto con 12 punti. Poi prendono in mano la gara Murray&Jokic e porta a casa una favolosa partita fatta di sostanza sia in attacco – 16 punti con 7/10 al tiro e 6 rimbalzi – che in difesa, dove morde le caviglie sia di Butler che di Martin, annullandoli. È il giocatore perfetto per questo sistema, dove non gli viene richiesto di segnare né di essere la prima o seconda punta. La dirigenza dei Nuggets con lui ha aggiunto il tassello perfetto per il sistema di Malone.
Nikola Jokic: 8,5 (MVP) – C’era qualcuno che avrebbe scommesso contro una sua tripla doppia in gara 1? Quindi non stupiscono i 27 punti, 10 rimbalzi e 14 assist, ma come ha affrontato la gara, con un solo tiro nel primo quarto e nessuna discesa in post basso, dominando con gli assist e comandando l’attacco dei suoi. Sembra nato per giocare contro la zona, che distrugge sistematicamente facendo il distributore di gioco o infilando un 2/2 dalla lunetta a metà dell’ultimo quarto. Il vero rebus, probabilmente irrisolvibile per Spoelstra, è il suo pick&roll con Murray, così efficace da distruggere gli avversari in gara 1. È talmente forte che anche un ottimo Adebayo non può nulla contro di lui.
Bruce Brown: 7 – Come sempre molto solido con 10 punti, 4/7 al tiro e 5 rimbalzi. Probabilmente Malone avrebbe potuto impiegarlo di più, per far riposare di più i titolari.
Jeff Green: 6 – 11’ minuti in campo per far rifiatare Jokic, 2/3 al tiro.
Christian Braun: sv – Solo 8’ in campo, potrebbe essere impiegato di più nelle prossime gare.
Coach Malone: 8 – Prepara la fase di attacco in modo magistrale, annullando la zona di Spoelstra, mentre in difesa sembra più che altro siano gli Heat a sbagliare tutti i tiri a disposizione. In questi anni ha affinato il gioco di questi bei Nuggets, oltre ad avere un quintetto estremamente fisico contro cui, pound per pound, gli Heat potranno fare ben poco. Un duo guardia/lungo che giochi così in sintonia e sia così devastante è veramente raro nella Nba di oggi, tanto che bisogna ricorre a Stockton e Malone per ricordare questo modo di giocare. Gli unici punti di domanda di Malone sono sulla gestione del roster – in sostanza giocano in 6 – e il conseguente impiego elevato di Murray e soci. Inoltre, perché ha dovuto aspettare fino a 4’ dalla fine per chiudere una gara condotta in modo così netto già dal primo quarto? E se in gara 2 agli uomini di Spoelstra dovessero entrare un po' di triple e Butler dovesse giocare da fenomeno?
Arbitri
Mark Davis (n. 8 – nero pelato un po' definito): 7,5 – Terna invisibile, grazie anche a una partita molto poco fisica. Auguriamoci che tutti gli arbitraggi siano come questi. Bravo Davis, che lascia a casa quel protagonismo che da qualche anno lo accompagna in certi momenti.
David Guthrie (n. 16 – bianco con pantaloni alla Fantozzi): 7 – In linea con Davis, sbaglia a non fischiare nel terzo quarto un fallo in attacco ad Adebayo che sbraccia su Porter Jr, anche se involontariamente. Per il resto, normale amministrazione.
Ed Malloy (n. 14 – spilungone): 8 – Mancava alle Finals dal 2019 ed è tornato alla grande, fischiando soprattutto falli in attacco: ne vede due, uno per parte, a fine primo quarto, uguale interpretazione anche se forse un po' eccessiva. Poi a inizio terzo quarto vede bene Jokic che allarga troppo la gamba in un blocco per Murray, poi fischia giustamente a favore di Highsmith in entrata per gli unici tiri liberi di serata degli Heat. Chiude la gara fischiando sfondamento di Murray su un buon posizionamento di Vincent.