Giro d'Italia '19 (11 Maggio - 2 Giugno, GT)

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Mr. Nba
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Giro d'Italia '19 (11 Maggio - 2 Giugno, GT)

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PERCORSO:

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STARTLIST:

https://www.procyclingstats.com/race/gi ... /startlist

PREVIEW:

https://www.feltet.dk/nyheder/giro_dita ... krivelsen/


EDIZIONI PASSATE E DEADLINE:

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AMALEAKS:

- Quinta edizione del Giro d’Italia nel nostro giochino.
- Ciclista più pickato Sacha Modolo con 71 pick. Anche quest'anno è pronto a NON regalare superabbuoni (Solo nel 2015 ha regalato la W a Master, Prof, Wilt e Jericho). Il secondo più pickato è Tom Dumoulin: 61 pick* di cui solo per tappe non a cronometro (Eurobriko 2018). Ricordiamo ancora la solo-pick e solo-W di Taaramae di Lululove. Curioso come Reichembach sia stato pickato solo una volta.
- Ciclista con più superabbuoni è Greipel (22), seguito da Kittel e Viviani (21)
- Prima partecipazione di Igor Astarloa e Lambo
- dei partecipanti alle varie edizioni, Monta è il migliore per posizione media dei ciclisti scelti (posizione media 11,3 ma tutto nell'edizione 2018). Gengione rimane il secondo, con un'impressionante 15,6 in quattro edizioni. Il peggiore continua a essere Jericho (passato da 41,1 a 47,8)
- Tutti i partecipanti degli scorsi anni hanno vinto almeno una tappa. 25% di superabbuoni per Monta, seguito da Master (19%) mentre i peggiori sono Eurobriko (2 superabbuoni su 42 tappe, 5%) e Hood (6 superabbuoni su 84 tappe, 7%)
- Girone dei dannati guidato da un trio: Pinot-Hermans-Montaguti, che nella 20a tappa del 2018 presero 46'12 di distacco (sulla spinta di El Don). Sempre nei nostri cuori i 45’46” regalati da Pozzovivo a Vellagio nel 2016, oltre a Simon Yates e i suoi 30'31 a Master sempre nel 2018.
Il maggior "distacco cumulato" è dato dai 54'59" della coppia Pozzovivo-Vellagio

*Per le crono, viene considerata solo la Pick del pronosticato vincitore di tappa
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amantino
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Re: Giro d'Italia '19 (11 Maggio - 2 Giugno, GT)

Messaggio da amantino »

Il Giro visto dalle parole di un Maestro - La guida Alternativa al Giro 2019

Prologo/2a Tappa - Bologna-Fucecchio

Dopo il Prologo sul San Luca, il Giro entra nel vivo.
Benvenuti alla seconda tappa Bologna-Fucecchio.
Come ogni anno, il Giro nel suo percorso omaggia degli italiani che nella storia si sono distinti particolarmente. Oggi é il turno di Guglielmo Marconi, Leonardo da Vinci, Indro Montanelli. Nelle prossime tappe verranno giustamente omaggiati Padre Pio, Isaia Panduri e Michele Misseri.
Nella prima parte della tappa si scollina l'Appennino tosco Emiliano e si entra in territorio toscano scendendo verso 草地, terra di case del Popolo, di telai, di bestemmie e dell'indimenticato Cioni Mario. La corsa entra nel vivo attraversando Montelupo Fiorentino, sede di uno storico manicomio criminale, Montespertoli, la cittadina dove risiede un noto pazzo omicida, Spalletti Luciano, e al .termine di un percorso accidentato la tappa termina nella patria di un noto stupratore di bambine negre. Una bella tappa, non c'è che dire.
Nota a margine: quando Cilindro Montanelli si turava il naso ne aveva pienamente il diritto: Fucecchio fa parte del distretto industriale della concia delle pelli, e onestamente l'aria non è delle più salubri

3a Tappa - Vinci-Orbetello

Buongiorno, presentazione terza tappa Vinci-Orbetello.
Qualcuno pensa che questa tappa sia un omaggio al grande genio europeo, per dirla alla Pandurì, e invece gli organizzatori del Giro ci hanno fatto una bella sorpresa. Nella prima parte la tappa arriva dalla provincia di Firenze a quella di Siena passando la leggendaria Val di Pesa, che ha dato i natali al Pacciani, al Lotti e al Vanni. E questa tappa potrebbe quindi valere tutto il Giro.
Arrivati in Val d'Elsa la corsa abbandona lentamente le colline senesi per scendere in Maremma, facendo tappa in un'altra località degna di nota: il bivio di Monticiano, il paese di Luciano Moggi, un eroe italiano.
Da lì in poi la tappa spiana in Maremma, seguendo il corso dell'Ombrone e arrivando finalmente in Argentario, alla laguna di Orbetello, quindi a due passi da Capalbio e dall'Ultima Spiaggia. Dopo la tappa potremmo oziare sulla battigia in compagnia di Asor Rosa, di Chicco Testa, di Giuliano Amato e di Panduri, tra un aperitivo sulla spiaggia e un'ostrica di Cancale.

4a Tappa - Orbetello-Frascati.

Bomba o non bomba, arriveremo a Frascati?

Buongiorno al gruppo, benvenuti alla quarta tappa Orbetello-Frascati.
Dopo una manciata di km il gruppo lascia il mare maremmano per entrare nell'entroterra.
Sicuramente questa variazione è giustificata per evitare l'orrenda centrale di Montalto di Castro e incontrare paesaggi e centri abitati più ameni. Infatti il gruppo abbraccia Pitigliano, piccola Gerusalemme, prima di entrare nella splendida Tuscia. Ma l'organizzazione del Giro non sapeva a cosa andava incontro.
All'altezza del bellissimo borgo di Sutri la corsa viene fermata da un pazzo. Capello fluente sale e pepe, occhiali, decibel alle stelle, parolacce in libertà, circondato da troie. É il sindaco del paese.
Gaviria viene rapito e portato in un palazzo rinascimentale, Roglic trascinato in una chiesa barocca, nella confusione totale il gruppo si ricompone a fatica solo perché il suddetto sindaco era stato provvidenzialmente invitato in un talk show.
Dopo questa disavventura il gruppo si ricompone ed entra nella provincia di Roma. Lì accade l'imponderabile. All'altezza di Castelnuovo di Porto esplode una bomba che colpisce il centro di accoglienza profughi. Il gruppo è sconvolto, si valuta l'annullamento della tappa . Parte la caccia all'uomo. Dopo un paio di ore drammatiche l'attentatore viene ritrovato e arrestato a Mentana, con il suo amico e mentore Enrico Mentana . Trattasi del noto avvocato romano Isaia Panduri.
C'è un altro dramma in corso però. Aljosa, noto animatore delle notti romane aspettava il gruppo a Formello ma il gruppo non raggiungere mai Roma Nord. È inconsolabile, spiaze per il ragasso.
Pur di evitare le buche e i crateri, il gruppo evita Roma e arriva a tarda notte ai Castelli. Non è rimasto più nessuno ad accoglierlo, Rev si rifugia in una delle tante osterie frascatane e dal Buenos retiro di Castelgandolfo papa Bergoglio lo benedice

5a tappa - Frascati-Terracina

Buongiorno al gruppo, benvenuti alla quinta tappa
Questa è una tappa estremamente particolare, che si snoda interamente nel Lazio e ci riserva diverse sorprese.
Dopo i primi km che interessano totalmente i Castelli Romani, il gruppo lascia la provincia D Roma a Velletri. Doveroso omaggio del gruppo al mitico Fraccazzo da Velletri.
Ma questa è una tappa dicevamo molto particolare. Si entra nella fascistissima provincia di Latina, pianura, tanta pianura , bufale, umidità, canali, infiltrazioni camorristiche, tanfo
Certo, concime a tonnellate, ma anche olezzo. Prevedo una tappa sospesa per impraticabilità olfattiva. E non è colpa del letame. È colpa del profumo che emana un solo uomo. Si presenta davanti al gruppo con la barba sfatta, i capelli sporchi, un cappello sudicio, uno straccio. Si è lavato i capelli con lo Svelto, e questa è la sua libertà. Bravo Panduri, bravo Vellagio: questa è solo colpa vostra. Una volta personaggi del genere sostavano davanti alla stazione Tiburtina e chiedevano l'elemosina, ora sono osannati come artisti di grido.
Ma il gruppo ha un sussulto di dignità. Interrompe con veemenza i versi burini di Edroado e Nibali sbotta: basta con questa merda! Onoriamo sul serio questa terra che ci ospita! E tutto il gruppo in coro "Giovinezza! Giovinezza! Primavera di bellezza!". Il sedicente artista viene lasciato alle cure amorevoli dei militanti locali di Casa Pound. Non si avranno più notizie di lui.
Andiamo avanti, disgustati e scandalizzati. Lasciati i vari borghi della periferia di Littoria, il gruppo onora un grande italiano. Qui invece la commozione la fa da padrona. Il gruppo sosta davanti a una casa nel comune di Sezze. Scende in mezzo ai girini il padrone di casa, con il suo tipico cappellaccio. Per mezz'ora il gruppo é allietato da irresistibili barzellette, e così tra un compare Zappiddu e un "Di più, nin zo" il buonumore torna a farla da padrone. Quanto é bella l'Italia, che ha dato i natali a geni come Martufello.
Il gruppo riprende la corsa e la fettuccia di Terracina per un probabile arrivo in volata.
Ma c'è tempo a fine corsa per un ulteriore omaggio ,pochi km per onorare Angelo Izzo, il Mostro del Circeo.

6a Tappa - Cassino-San Giovanni Rotondo

Buongiorno gruppo, benvenuti alla sesta tappa.
Nel monumentale Duomo di Orvieto c'è la cappella di San Brizio, posta a destra dell'abside.
Questa cappella é una dei capolavori del Rinascimento italiano, visto che c'è lo straordinario affresco di Luca Signorelli "La resurrezione della carne".
Questa meravigliosa opera, che secondo molti è uno delle più importanti rappresentazioni dell'omosessualità nell'arte, raffigura il giubilo di uomini nudi appena risorti. La croccantezza di quei culi l'ho vista solo in una persona: l'utente Kukoc, noto cassinate, e spero che quel culo sia di buon auspicio per questa tappa.
Dopo aver lasciato Cassino il gruppo si dirige in Molise, percorrendo la statale fino a Campobasso. Devo dire che gli organizzatori hanno dimostrato scarsa fantasia, ma è pur vero che in Molise, eccetto quella strada, sono poche quelle percorribili senza il rischio di forature o di smottamenti. Sosta a casa del mio compagno di squadra ad Isernia e si riparte.
Il vero rischio di questa prima fase è costituito dal pubblico, che pensando di fare cosa gradita, fornisce al gruppo borracce di birra Forst e di Tintilia, l'acqua è severamente vietata.
Quante occasioni perse in questa tappa, all'altezza di Campobasso il gruppo prende la strada per Foggia, Panduri piange perché voleva fermarsi a Casacalenda, la grande anima di Aldo Biscardi aspettava il passaggio a Larino, ma il gruppo, per ragioni politiche cambia strada.
Si, ragioni politiche . Dopo una ventina di chilometri il gruppo sfiora Riccia, sede di una meravigliosa festa del vino, e dopo il lago di Occhito entra in Puglia.
Qui il gruppo si ferma e si genuflette. .
Siamo arrivati a Volturara Appula, il paesino dove è nato il nostro straordinario e elegantissimo premier, quello, coso.
Venerazione, crisi mistiche, grida al miracolo, è un santo, è un apostolo
Dopo questa sosta mistica, il gruppo riprende il cammino, e dopo aver scollinato il subappennino dauno entra nel Tavoliere. Primo paese che incontra, ovviamente , Lucera, patria dello Zar di tutte le puglie, Pietro Maiellaro, e quindi siamo alle porte di Foggia.
Io ho una mia idea: il vero motivo di questa tappa non è tanto onorare il premier. Non é tanto onorare il Santo. Qui si onora soprattutto la più feroce e spietata mafia d'Italia.
Il paesaggio é costellato da baraccopoli , camionette zeppe di negri, caporali senza scrupoli, di solito c'è un caldo asfissiante. Se io volessi augurare il male a una persona non avrei dubbi, la manderei a Foggia.
Un personaggio alquanto bizzarro a bordo strada incuriosisce la carovana. Cuffioni, ciuffo improbabile , linguaggio astruso e incomprensibile, discetta di droghe pesanti, di complanari e di difesa alta . Il gruppo é divertito ma il nostro eroe si congeda con una frase malinconica e struggente. Mi manchi Simbadia. E credo manchi a tutta la Capitanata, Simbadia.
Il gruppo, giustamente fugge da Foggia e si inerpica sul Gargano e si avvia verso San Giovanni Rotondo, la Las Vegas della Fede . Li attende una Chiesa mastodontica e orrenda progettata da Renzo Piano la salma imbalsamata del Santo, un Ospedale 5 stelle, gadget religiosi di dubbio gusto,miracoli a buon mercato. Chiude la giornata megaconcerto di Gigione, osannato dai fedeli e dal gruppo come Frank Sinatra, che come sempre alterna una canzone pia e una canzone trash. Padre Pio, padre buono, proteggici dal male insegnaci a pregare. Un, roie e tre, o biscott mmocc a te, Panduri

7a Tappa - Vasto-L'Aquila

Buongiorno a tutti, benvenuti alla settima tappa.
Tappa abruzzese, tanta carne al fuoco, soprattutto arrosticini.
Partenza da Vasto, gradite sorprese per il gruppo.
Ieri si onorava il Santo con le Stimmate, oggi il suo alter ego: Padre Maronno. Urla sacre investono il gruppo, la Rivelazione della Fede, Nibali chiede l espiazione dei peccati, il team Sky viene fulminato durante una emotrasfusione con le seguenti parole: "E se poi te ne penti?".
Un'altra sorpresa arriva con il trattore dalla vicina Montenero di Bisaccia, armata di pessime intenzioni.
Il bizzarro personaggio, dotato di una favella incomprensibile ai più, scende dal trattore e distribuisce avvisi di garanzia e mandati di arresto a tutti. É un momento drammatico, il sistema ciclismo rischia di saltare in aria come il sistema dei partiti della prima repubblica. Provvidenziale l'intervento della Polizia di Stato, che su ordine del Ministro degli interni arresta e massacra il pazzo e salva la corsa. Grazie illuminato Ministro, meriti 49 milioni di baci.
La corsa finalmente parte e si dirige verso nord. In alto le bandiere ad Ortona, per un omaggio sentito a Rocco Tano, eroe delle notti insonni del gruppo passate su pornhub.
Dopo Ortona il gruppo vira nell'entroterra e si dirige verso Chieti.
La città festante accoglie con calore il gruppo. Una trasmissione intervista un gentile signore, capelli lunghi e vaporosi bianchi, baffi simpatici, occhiali da intellettuale.
"Signore, è felice dell'arrivo del Giro a Chieti?"
"Ma felice nu cazz, qua son tutti malviventi. Io penso ai cazzi miei, questi del giro ti inculano senza vasellina. Te lo dico da amico, pensa a li cazzi tuoi".
Un po'sorpresi il gruppo procede verso la provincia di Pescara e successivamente verso L'Aquila. A San Pio delle Camere curioso omaggio del gruppo al grande Franco Marini, tutti in posa con la pipa in bocca.
A pochi chilometri dal traguardo, un tipo strano con il viso zeppo di nei interrompe la corsa.
Occupa la sede stradale e comincia, con la bacchetta in mano a illustrare con un mega plastico la dinamica di una slavina che travolge un hotel forse abusivo. Il gruppo non arriverà mai all'Aquila, l'illustrazione non finisce più, interverranno nell'ordine la criminologa Bruzzone, lo psichiatra Crepet, Klaus Davi, Vittorio Sgarbi e il gruppo si addormenta in blocco all'una di notte. Pubblicità, TG dell'1:30, Marzullo

8a Tappa - Tortoreto Lido-Pesaro

Buongiorno a tutti, benvenuti all'ottava tappa, la Tortoreto Lido-Pesaro.
Partenza dal litorale adriatico e anche oggi una splendida sorpresa per il gruppo.
Si viene a sapere in gruppo che il direttore di corsa viene rapito. Dopo un momento di scoramento generale, dalla vicina Giulianova arriva un uomo con il megafono che inizia a gridare così: Allontana Pugnitopo. L’11 in fuorigioco! ASINOOOOO! Attenzione pericolo! FUORIGIOCO! Era fuorigioco, il guardalinee non vede… FUORIGIOCOOOOO!!! Un ingapace, un ingapace… Pe novanta minut qua c'attocc..Carabinieri, Polizia, arrestate il guardalinee! RAI, RAI, il guardalinee! Intervistate il guardalinee!Parisi, traversone, in area, c’è Di Vincenzo, di testa… La palla va fuori, è punizione dice l’arbitro! C’era stato un fallo, io l’ho visto, ma c’ha fatto l’arbitro? CORNUTI! Allora, stavamo parlando, come avete potuto capire dall’aggettivo, del guardalinee…
Ecco che si batte, tiro, TIRO, GO…PALOOOOO! PALO!!! Palo a portiere battuto, secondo una jella scarogna di tutti i colori! La difesa del Frosinone è stata fortunata, il portiere culone! Vero, è stato fortunato il portiere? Frosinone culone! FROSINONE CULONE! MANNAGGIA LA MADONNA!”

La neuro porta con sé il folle e libera il direttore di corsa, quindi si può partire.
Dopo pochi chilometri il giro entra nelle Marche. Ma questo sconfinamento non porta serenità per il gruppo. Dopo aver passato San Benedetto, già casa del Vate, il gruppo entra in Porto san Giorgio e Porto Sant'Elpidio. Qui un altro strano tipo ferma la corsa, stavolta per un'offerta commerciale, prendetene tutti, tutta roba il, filiera 100% vietnamita, prendete il frutto della globalizzazione, diffondete anche voi il verbo di Soros e Lucarini.
Le scarpe vanno a ruba, il venditore si dilegua velocemente nella speranza di non trovare tifosi viola per strada e il gruppo riparte.
Si risale l'Adriatico, il gruppo si lascia andare a gesti apotropaici all'altezza di Porto Recanati, rimembrando lo sfortunato poeta, il sottoscritto fa lo stesso all'altezza di Loreto stazione, rimembrando la Madonna, visti i precedenti nel Giro 2019.
Il gruppo quindi arriva ad Ancona, nel capoluogo marchigiano molti vorrebbero svoltare per andare al Conero, ma il rituale prevede due omaggi a personaggi illustri della città dorica: Sergio Volpini detto Ottusangolo e Geminello Alvi, arcinoto intellettuale di centrodestra, al pari di Charlie Hood.
All'altezza di Senigallia, una delle capitali gastronomicche d'Italia il gruppo saluta Concita de Gregorio, Carlo Calenda e Isaia Panduri che sul lungomare pranzano da Uliassi e cenano da Cedroni. Rolls Royce, voglio una vita così come Isaia Pandurì.
Dopo Senigallia il gruppo vira verso le colline evitando Fano, per la felicità di Rev, e dopo una serie di muri entra a Pesaro. Qui accade l'imponderabile. A 500 metri dal traguardo un pazzo esagitato con i capelli lunghi ferma la corsa, e con fare minaccioso interroga tutto il gruppo. Sembrerebbe un controllo antidoping a sorpresa ma le domande virano su argomenti strani. Il nostro discetta di morbillo, di scabbia, di malattie infettive, di varicella, di vaccini distribuendo epiteti a tutti, in suo soccorso arrivano i guardiani della Verità Sir Loki e Filo, mentre dall'altra parte della palla di Giò Pomodoro un gruppo agguerritissimo di no vax parte, carica il gruppo e si arriva a una colluttazione violenta e sanguinosa. Nel bel mezzo della rissa un motociclista corre a velocità folle, schiva con una derapata il gruppo e cerca di seminare una volante della GdF.
A fine corsa si contano morti e feriti e il Giro sembra ormai finito, affogando negli scandali quotidiani. Riuscirà a risorgere dalle proprie ceneri? Ai posteri l'ardua sentenza

9a tappa - ITT Riccione-San Marino

Dogana di San Marino
Chi siete? Cosa volete? Cosa portate? Un fiorino!
La vita alla dogana del Titano scorre tranquilla, forse un po'monotona.
Qualche controllo di routine, qualche pendolare, insomma, poca roba.
Un giorno un evento squarcia il tedio sammarinese.
"Favorisca i documenti"

Abbassa il finestrino uno strano tipo. Barba folta, Rayban, due strafiche a bordo.
"Che nun me conosci"
"Veramente no"
"Mo te faccio sentí na cosa"
Il tipo accende lo stereo e parte una hit di un paio di estati fa.
"Ah, cos'è questa robaccia?
"Come cos'è, è l'Indie che si fa pop, la nicchia che conquista la massa.
In una parola: Riccione"
"Venga con me in commissariato"
"Aò, ma che sei scemo! Io ?!, Guarda che so amico de Aljosa"
Lo attenderà il commissario di polizia, che lo torchierà bene per 4 ore. Il tipo ha con sé una valigetta, dopo un lungo tergiversare la apre.
Ci sono migliaia di banconote da 500 euro, una milionata circa.
"E queste cosa sono?"
Il nostro, stremato, confessa
"So i sordi dei diritti di autore. Li porto qui, al sicuro, sa.."
"Lei è libero. Vada pure. E in bocca al lupo per la carriera. Sappi che lei a San Marino è sempre benvenuto"

10a Tappa - Ravenna-Modena

Buongiorno a tutti, benvenuti alla decima tappa Ravenna-Modena

Si parte da Ravenna e due fantasmi aleggiano sul gruppo all'ombra di San Vitale: Dante Alighieri e Raul Gardini. Viene distribuito ai girini il pamphlet "Come scalare il capitalismo italiano, storia di tangenti e suicidi", edizione Panduri.
Dalla vicina Fusignano viene portata la salma di Arrigo Sacchi, che è fisicamente presente ma dormiente e in chiaro affanno mentale. La corsa parte, il pubblico applaude, il nostro si sveglia dal torpore e grida: "Franco! Fuorizoco!!!".
Si avvicina a Landa e fa "Mauro, mi raccomando il preshing", si rivolge a Nibali così "Bubu, mi raccomando accorza".
Il gruppo, stranito, va avanti e il nostro viene portato a braccia da due infermieri.
Il gruppo lascia la Romagna eludendo l'allegria posticcia di Raul Casadei e. Suo carico di luoghi comuni ed entra nella campagna emiliana, bypassando Bologna.
Mai deviazione fu così fatale. All'altezza di Budrio Roglic viene raggiunto da una raffica di colpi di arma da fuoco ed è costretto al ritiro dalla vita terrena.
Panico nel gruppo, é un giro maledetto, parte la caccia all'uomo ma l'omicida è letteralmente introvabile. La verità emergerà a distanza di due anni, e il killer della bassa verrà rintracciato in Spagna. Non si tratta di Zorro ma del misterioso Igor il russo, che poi non è manco russo, forse.
The show must go on, e dopo un doveroso omaggio a a San Giovanni in Persiceto a Marco Belinelli, con le campane che fanno sdeng, il gruppo entra nel modenese. Terra di grandi italiano, da Enzo Ferrari a Luciano Pavarotti, da Massimo Bottura all'utente Vissani. Ma un altro personaggio bizzarro interrompe la marcia del gruppo a pochi metri dal traguardo. Con un'acquasantiera in mano questo personaggio benedice tutti e afferma che il giro d' Italia è contagiato dal Demonio. Un esorcismo di gruppo è proprio quello che ci vuole per scacciare omicidi e imprevisti. Grazie, Padre Amorth : Love :

11a Tappa - Carpi-Novi Ligure

Buongiorno a tutti, benvenuti all'undicesima tappa del Giro.
Partenza dal cuore della bassa padana, da Carpi .
Qui il giro onora uno dei personaggi più importanti della Penisola. Ormai ridotto a straccio umano, riceve gli applausi della folla Danilo Fatur, artista del popolo italiano, meglio conosciuto all'epoca del mitologico Tuwat di Carpi con lo pseudonimo José Lopez Macho Frazquelo, ex spogliarellista fascista, ex performer, un grande uomo.
Italiani, inquilini, coinquilini, affittuari, vota Fatur. Si parte.
Pochi chilometri e il giro incontra un noto rocker (ahah) a Correggio. Questi scrive e dedica al gruppo una nuova canzone. Disapprovazione generale, brusii, qualche fischio. "Ma è sempre la stessa canzone!", esplode Viviani. Giustamente il soggetto viene preso a sassate.
Si riparte. Il paesaggio emiliano è alquanto monotono, afta epizootica, nebbia, calce, cataste di maiali sacrificati! All'altezza di Reggio Emilia il gruppo vorrebbe onorare il busto di Lenin a pochi chilometri di lì, ma un altro cantante, mezzo ubriaco, irrompe e dedica un suo omaggio al gruppo. Anche qui, l'accoglienza è fredda, fischi, ululati. "È un plagio!", urla Ackermann.
Il gruppo va avanti, aspetto un'emozione sempre più indefinibile, si supera Parma, e all'altezza di Fidenza un altro personaggio discutibile ferma la carovana. Si dice sia un comico, dice 3-4 battute agghiaccianti e qui la contestazione si fa feroce. In coro il gruppo fa sapere che il Rompipallone fa cacare, altra aggressione fisica. Che strazio. Dammi una mano, dammi una mano ad incendiare il Piano padano. Aveva ragione il poeta.
Il gruppo finalmente dopo Piacenza saluta l'Emilia e si inoltra brevemente nell'oltre-po pavese e mi tocca riportarti fino a casa e i chilometri sono più lunghi perché è grigia la strada ed è grigia la luce e Broni, Casteggio, Voghera son grigie anche loro. A San Zenone Po' omaggio a Gianni Brera, che qui perse tragicamente la vita. Si entra in Piemonte, salve Piemonte, si attraversa la pianura dell'alessandrino, e dopo aver attraversato Tortona (dove la carovana si rifiuta di omaggiare Alessandro Cattelan) il gruppo arriva finalmente a Novi Ligure.
Anche qui, un altro comico pelato cerca di intrattenere il gruppo. Preventivamente Masnada lo blocca : "Senti, non sei male, ma diciamocelo, anche tu alla lunga hai rotto i coglioni".
Tagliato il traguardo il gruppo si avventa su una bambola gonfiabile e a turno le vengono inflitte centinaia di coltellate. Il vincitore di tappa sale sul palco e mostra una maglietta celebrativa che recita così: "40+56= :tantammore: Erika e Omar eroi italiani"

12a Tappa - Cuneo-Pinerolo

Buongiorno alla dodicesima tappa la Cuneo-Pinerolo

Partenza dalla capitale della Granda, con due sorprese. Una gentile signorina intrattiene il gruppo cercando evidentemente marito.
Si avvicina a Ciccone
"Ciao, bel giovine, di dove sei?"
"De l'Abbruzzu"
"Mi dispiace, troppo a sud"
E tu, Damiano?
"Sono ragusano, come il formaggio"
E tu, Domenico?
"Della Basilicata, come Pittella"
Ma porca madonna, sono tutti terroni!
Il gruppo si consolerà con i suoi manicaretti. Si dice che questa tappa sarà una prova del fuoco, per ora sembra la prova del cuoco.
Niente alcol per il gruppo, solo acqua raccolta nelle ampolle sul vicino Monviso.
Ben rifocillati il gruppo cerca di ripartire ma...
Ma un altro bizzarro personaggio irrompe nel bel mezzo della carovana all'altezza di Saluzzo con la sua automobile di lusso e con un codazzo di troie.
"Chi cazzo sono sti poveracci del cazzo in bicicletta? Volete la figa? Il successo? E vi presentate così, con quei pantaloncini di merda? E tu? Si, tu? Quanto guadagni?"
L'ignoto gregario, un po' titubante "Io...dichiaro 90.000 all'anno?"
Dichiaro? DICHIARO? Ma chi è sto pezzente che ancora dichiara? Ma dai, figa, su, vieni, ti porto alle Cayman, sole, mare, fighe, un paradiso!"
Sfortuna vuole che quel ciclista non è altro che un ufficiale della locale stazione della GdF. Finirà ovviamente con un condono tombale, per la gioia di Armando Siri e Isaia Panduri.
Passaggio a Cavour, città del padre del liberalismo prima sabaudo e poi italiano, commozione di Panduri, noto liberale sabaudo.
Si arriva a Pinerolo, grosso comune del torinese. Mr.NBA abbraccia un illuminato dirigente del suo Milan: Marco Fassone. Ma passiamo alle cose formali: grande festa per il gruppo con personaggi enormi della città della Mole.
Intervengono nell'ordine: i protagonisti della telenovela piemontese, che fanno piangere dalla commozione tutti, il Mago Gabriel che incanta il gruppo con i suoi sperimenti di pinotismo e il grande cantante Donato Mitola. Perché si sa, Lambo vive nel bordello di un castello, succhia succhia, lecca lecca

13a Tappa - Pinerolo-Ceresole Reale

Buongiorno a tutti, benvenuti alla tredicesima tappa, la Pinerolo-Ceresole Reale.
A pochi km dalla partenza, all'altezza di Avigliana, un improbabile uomo, altissimo, magrissimo, allampanato, ferma la corsa.
Il gruppo é incredulo, vorrebbe dargli qualcosa da mangiare, è probabile che non veda la sera, non si regge in piedi. E invece questi convince il gruppo di essere un mago, di prevedere il futuro.
E allora si lascia andare alle sue strampalate previsioni: il Giro lo vince Santaromita, il fantagiro lo vince Astarloa e alle prossime elezioni Europee il PD prende il 50%.
Il gruppo decide di lasciar perdere e va giustamente avanti.
Il giro decide di fare una breve deviazione a Villar Perosa. Viene deposta sulla tomba del suo illustre cittadino una corona di fiori, un incentivo statale e una lupara proveniente da San Luca, Aspromonte. Don e Amantino commossi.
Il giro riprende la marcia e bypassa a ovest il capoluogo piemontese. Ma qui accade l'imponderabile: un gruppo di No TAV blocca la corsa, il gruppo viene preso a sprangate, i manifestanti mostrano il loro disappunto . Da Torino arriva però un altro gruppo di manifestanti, guidato dall'immancabile Panduri: sono le madamine. Inizia una battaglia senza esclusione di colpi, i NO TAV con le spranghe e le madamine con il mattarello. Vincono le madamine, con l'ausilio dei poteri forti.
Il gruppo riparte, ma per pochi km. Un altro personaggio allucinante, vestito da druido, blocca la corsa. Questo, a dire il vero, ma più paura dell'indovino di Avigliana, inizia a insultare tutti, fa il gesto dell'ombrello, farfuglia frasi come "Padania bianca e cristiana! Portiamo a Bruxelles la saggezza della croce a quel popolo di pedofili!" e si mette perfino a disinfettare degli atleti impuri. Uno del genere può essere portato solo in manicomio. E invece passa un'auto blu che lo porterà dritto all'Europarlamento.
La corsa entra nel Canavese e qui ci sono due omaggi da fare: uno all'efferato omicida Emanuele Defilippi, uno dei più sottovalutati della storia della cronaca nera italiana e un altro davanti alla Olivetti. Una mente semplice pensa che sia un omaggio ad Adriano Olivetti, imprenditore illuminato che ha fatto crescere questa impresa. E invece no, si omaggia Franco De Benedetti, che l'Olivetti l'ha affossata.
E mentre il gruppo scala le Valli occitane, terre di protestantesimo e di eretici, di montagne spopolate e di paesaggi straordinari, di stambecchi e camosci, il pensiero si acquieta, dopo una giornata estremamente movimentata.

14a Tappa - Saint Vincent-Courmayeur

Buongiorno a tutti benvenuti alla quattordicesima tappa, la Saint Vincent-Courmayeur.
É una tappa dura, non solo sotto il profilo altimetrico, ma soprattutto dal punto di vista mentale.
I nostri amati girini prima della partenza decidono di prendersi un momento di svago, tutti al casinò! Questa parentesi ludica si trasforma in una carneficina per le finanze dei corridori: Cattaneo perde tutti i suoi averi alla roulette, Sivakov brucia tutto alle slot e tracanna vodka per dimenticare, Zakarin si dissangua al Black jack e si unisce al suo compagno di bevute sovietico.
Tutto il gruppo lamenta perdite ingentissime e all'uscita dal casinò se la prende con un ignaro passante, piccolo, goffo e bruttino, reo di aver portato scalogna. "Sparisca! Se ne vada! .Menagramo di un menagramo!" esclama il ducaconte Mikel Landa. Il direttore del casinò per farsi perdonare regala a tutti un berrettino con visiera del casinò municipale di Saint Vincent. Meglio di niente.
Il gruppo, con le tasche vuote e i travasi di bile parte. Il percorso si snoda interamente nella Vallée, paesaggi mozzafiato e puzza di fontina su tutto il percorso. All'altezza del Truc d'Abre l'ennesima interruzione imprevista scuote il gruppo. Una donna in stato di incoscienza con un coltello in mano vaga per strada in cerca di aiuto. "Dov'è il mio Samuele? Dov'è il mio bambino?", grida con un forte accento bolognese. Questo momento di intima disperazione viene spezzato dai Ris di Parma che setacciano il percorso a caccia di non meglio precisato indizi di colpevolezza e sequestrano il coltellaccio. Della signora bolognese non si saprà più nulla.
Arrivo in quota a Courmayeur e, sarà per la fatica immane, sarà per l'alta quota, all'ombra del Dente del Giudizio (cit.) alcuni membri del gruppo vengono colti da allucinazioni competitive: Nibali dice a Roglic che, se lui é stato una promessa del salto, lui è stato azzurro di sci; Carapaz crede di essere un viveur e millanta conoscenze importanti e improbabili. Viene organizzata un party in serata e Lopez prima affoga in un caldissimo e gigantesco paiolo di polenta , poi dopo un giro di brindisi offerti da grandi nomi dell'enologia italica con un rutto gigantesco provoca una slavina. La sfiga per MAL non finisce mai.
L'indomani, in mattinata, Nibali da sfoggio delle sue abilità sulla neve e dopo una serie di disavventure arriva a valle con un ritardo gigantesco. Titina? Titina? Dov'è la mia cagnetta Titina?

15 tappa - Ivrea-Como

Buongiorno, benvenuti a tutti alla Ivrea Como
I nostri amati girini, ex drogatelli per dirla alla Andrea De Luca sono attesi da una tappa insidiosa e con un finale difficile, che ricalca il percorso del Lumbardia
Ma anche l'inizio si rivela molto complicato. Alla partenza dal capoluogo del Canavese, un carro pubblicitario, uno dei tanti che partecipano alla carovana rosa, viene preso d'assalto da un gruppo di eporediesi.
Questi occupano il carro, e da lì iniziano a colpire con migliaia di arance i corridori, sembrerebbe una forma moderna di intifada, ma non lo è.
Quasi tutti i corridori vengono colpiti e son costretti a recarsi al locale pronto soccorso con il loro pieno di arance, ecchimosi e escoriazioni, persino qualche retina distaccata. Vengono colpiti tutti, tranne Sivakov, scelto da Lambo
Ma le disgrazie non vengono mai da sole: l'ennesimo sfessato dell'indie italiano allieta, si fa per dire il gruppo con i suoi lamenti bovini su arrangiamenti elettronici. Sei la mia città Fuori dal centro. Sei la mia città é un complimento. Sei la mia città ti sento dentroE quando tornerò qualcosa cambierà. Ma fortunatamente non tornerò.
Il gruppo lascia Ivrea e si incammina verso la Lombardia. Nel novarese una gradita sorpresa, un po'ingombrante. Dal vicino Lago d'Orta, e precisamente da Villa Crespi un gigante barbuto ferma la corsa. Va verso la nuova maglia rosa, Richard Carapaz e gli fa :"Ebbrav Carapazzo! Mi tieni la maglia rosa eh? Ma o ceviche o sai fa? No? Sbamm!! Una pacca sulla spalla paurosa. Nossai cucinaro? Ti insegno io." Così in pochi minuti il Giro d'Italia si trasforma in un programma di cucina, Gallopin bocciato perché nossaffare la ratatouille, De Gendt espulso perché non conosce l'aringa con le mele, abbiamo una nuova direzione di corsa.
Superato lo choc culinario il Giro passa il Ticino ed entra a Busto Arsizio. Una voce rauca dall'oltretomba inquieta il gruppo. INDIPNZNZN PADNDND FEDERLSMSM. Si materializza un vecchio con l'ictus che, con uno spadone in mano farfuglia i suoi cavalli di battaglia di gioventù. Dopo essere stato rottamato da un suo giovane allievo non é più lui e due sue insubri collaboratori, tali Francesco Belsito e Rosi Mauro son costretti a portarlo via.
Si entra in Brianza, terra di capannoni, officine, la Via Gluck di Celentano che muta pelle, quello che resiste é la squadra locale di basket, che ancora ho capito come cazzo si fa a rifarla. Dopo pochi chilometri, una bambina dolcissima allieta la carovana. Vuole declamare una sua filastrocca in onore di glorie locali. La poesiola fa così: Siam piccini ma Siam pazzi, tutti uniti per Rosa Bazzi. Quanto é bello il cielo lindo quando penso allo zio Olindo, tutti quanti a testa in giù quando passa Azouz Marzúk. Che tenerezza : Love :
La tappa volge al termine, su quel ramo del lago di Como, tra l'odore di soldi riciclati dalla vicina Lugano e lo sfarzo dei villoni delle star Hollywoodiane. Ci resta solo scendere dalla bici e recarci a Villa d'Este a Cernobbio, per l'annuale meeting dei poteri forti italiani. Ci attendono come ogni anno Emma Marcegaglia, Luca Cordero di Montezemolo e Isaia Panduri, che come ogni anno ci chiede più riforme, più Europa, più impresa. Capitano coraggioso

16a Tappa - Lovere-Ponte di Legno

Buongiorno, benvenuti a tutti alla Lovere-Ponte di Legno
Io non credo alle coincidenze. Si riparte dopo il giorno di riposo e questa tappa arriva non a caso immediatamente dopo il trionfo della Lega alle Europee.
E che c'entra? C'entra, eccome. Perché questa tappa, nella sua interezza é il trionfo del leghismo düro e püro. Si parte dal lago di Iseo, fontane di berlucchi innaffiano il gruppo e due superospiti incontrano il gruppo alla partenza. Uno è l'artista contemporaneo Christo, che propone, con l'assenso del gruppo di spianare la tappa odierna, che é dura, con una mega passerella di 180 km. La direzione di corsa, purtroppo si oppone e il gruppo minaccia lo sciopero ad oltranza.
La situazione appare bloccata, per sloccarla occorre un colpo di genio. Eccolo. Arriva Roberto Calderoli, con il suo maiale da passeggio (applausi del fantagruppo) e con un orango al guinzaglio. L'orango lo chiameremo Cecile. Questo momento di grande gioia scioglie il gruppo che si affretta a fare foto ricordo con l'animale peloso. E negher.
Si parte, dopo un breve sconfinamento in Val Seriana, il gruppo entra in Val Camonica. Qui, notoriamente ci sono ritrovamenti dell'uomo preistorico, che qui é sopravvissuto ai millenni, a quanto pare.
Il povero atleta eritreo dal nome impronunciabile viene sequestrato da alcuni camüni, ovviamente militanti della Lega, si pensa che possa fare la fine dell'orango di Calderoli, ma di lui per ora non si sanno più notizie. Il gruppo, liberatosi del fardello di pronunciare quel nome, va avanti felice e dopo un breve sconfinamento in Valtellina per fare razzia di bitto e pizzoccheri, torna a Ponte di Legno dopo la scalata del Mortirolo.
La tappa finisce, i corridori stremati vengono invitati alla grande festa leghista di Ponte di Legno.
Sorrisi, brindisi, rütti, gesti dell'ombrello per il gruppo, una canzoncina contro i terroni (bresciani compresi ) e gran finale. Rullo di tamburi e ..appare l'eritreo! In poche ore anche lui é diventato un dirigente leghista , parla un dialetto gutturale e incomprensibile all'uomo moderno, dal palco si scaglia contro i negri, e da lì a poco diventerà anche deputato, con il seguente nome d'arte: Toni Iwobi.

17a Tappa - Commezzadura-Anterselva

Buongiorno a tutti, benvenuti alla Commezzadura-Anterselva.
Tappa che si snoda interamente in Trentino Alto Adige, con partenza dalla splendida Val di Sole. Da qui passaggio in val di Non, dove il gruppo incontra un ospite graditissimo, il menestrello Angelo Branduardi che invita tutti a cantare "Cogli la prima mela". Chissà se il sindaco di Cles tifa per una vittoria italiana o straniera oggi, per il bene del turismo locale.
Lasciata la val di non , il gruppo percorre la strada del vino che porta a Bolzano. Difficoltà di Ciccone , non per una foratura, non per una crisi di fame, ma perché non riesce a pronunciare Gewurtztraminer. Ecco il vero motivo per cui oggi non scatta.
Si arriva a Bolzano e qui il gruppo incontra, vestita alla maniera sudtirolese, una nota gloria politica locale: Maria Elena Boschi. Con molta pazienza ferma il gruppo e spiega ai girini i punti programmatici per lo sviluppo del Sudtirolo: in primis il salvataggio di Banca Etruria.
in un tratto di breve discesa Roglic omaggia un'altra gloria locale (anzi, due, un uomo e una donna) scendendo a tutta e buttandosi a tuffo in una pozzanghera. Coefficiente di difficoltà 3.2, tutti 9, tranne il giudice croato che gli appioppa 4.
Il gruppo risale la valle, arriva a Bressanone e poi, dopo un paio di strappi a Brunico. Il bello dello sport è la solidarietà e l'amicizia tra atleti di diverse discipline. Qui il gruppo è accolto da un gruppetto di sciatori italiani, Paris e Innerhofer in testa e dal mitico Armin Zoeggeler. Baci e abbracci, dopo di che Zoeggeler prende il microfono che omaggia il gruppo con un discorso memorabile e commovente.

Il gruppo arriva finalmente arriva allo stadio del biathlon ad Anterselva, dove viene accolto da Dorothea Wierer e da un gruppo di militanti della Sudtiroler Volks Partei, tutti con la carabina in mano. Come nei gloriosi anni 60, ai tempi di Georg Klotz, il martellatore della Val Passiria, riparte quanto meno ci si aspetta la caccia all'italiano, i corridori italici vengono impallinati giustamente. Italianen sempre rumoren, sempre cantare kitarra mantolino!

18 Tappa - Valdaora-Santa Maria di Sala

Buongiorno a tutti, benvenuti alla Valdaora-Santa Maria di Sala.
Tappa che si snoda quasi interamente in Veneto, con partenza dal Sudtirolo. Il gruppo parte e subito subisce una brusca interruzione. All'altezza di Cortina una serie di personaggi strani attira l'attenzione su di sé. Si distinguono tra gli altri un giovane pianista veronese, bassino e bruttarello, ma si dice piacente, un giovane rampollo della rampante borghesia romana che è accompagnato da una modella statunitense ma con tendenze "moderne", suo padre, che non vede l'ora di andarsene, una famiglia di borgatari romani e soprattutto un cumenda milanese che insulta il gruppo "Ué, proletari, cosa fate lì col biciclo, fate ballare l'occhio sul tic, Via Della Spiga-Hotel Cristallo di Cortina 2ore, 54 minuti e 27 secondi...Alboreto Is nothing! "
Il gruppo lo saluta commosso in coro "See you later, Dogui".
Il gruppo prosegue costeggiando i bellissimi boschi del Cadore devastati dalle alluvioni di autunno, e una lacrima scende a tutti, non si può restare indifferenti. Questa é una bellissima terra, forte, che ha dato i natali a grandi artisti come Tiziano. Lo stile di Panduri é vecchio, come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore.
Un altro evento devasta il gruppo all'altezza di Longarone. Si materializza davanti alla carovana Marco Paolini, che comincia a parlare da solo della strage del Vajont. Il gruppo si addormenta narcotizzato in blocco, si sveglia dopo 3 giorni e Paolini, ancora lì, imperterrito con il suo bel monologo. L'artista finalmente finisce di parlare ma un'altra sciagura è in atto, che si preannuncia attraverso un tanfo di legno bagnato, muschio e lerciume. Il tanfo si fa ancora più insopportabile fino a quando non si presenta uno stranissimo tizio con la barba , la bandana e un fiasco di vino. Comincia a inveire contro tutti, bestemmia, cerca una tale Bianchina, se la prende con Cimolai per l'accorpamento del corpo forestale con i Carabinieri, invita tutti in montagna e regala libri a tutti. Il tizio si allontana solo quando ritrova la Bianchina e insieme si allontanano e si infrattano dietro una siepe. Finalmente l'amore vince sempre sull'odio.
Il gruppo, disgustato, riparte e trova un po'di pace. Fino a Conegliano dove incontra un altro strano tipo che parla con gli uccelli e sponsorizza l'acqua minerale. Si fa chiamare come un altro grande pittore, il Pinturicchio. Questi non stanno bene con la testa.
Finalmente il gruppo scende in pianura e dopo una serie di capannoni finisce la tappa. Si intravede il fumo e la rabbia di Porto Marghera, la Serenissima con il suo carico di bellezza, turisti e luoghi comuni. Venezia qui é solo un sogno, di quelli che puoi comperare, però non ti puoi risvegliare con l' acqua alla gola, e un dolore a livello del mare. Oltre al tanfo che ancora i nostri girini hanno addosso

19a-20a Tappa - Tappe dolomitiche

Benvenuti alla diciannovesima e ventesima tappa.
Si parte da Treviso, con ospiti eccezionali.
Viene a salutare il gruppo il mitologico sindaco Gentilini che si diverte con un nuovo giochino per famiglie: fa indossare ai corridori di colore del gruppetto un costumone da coniglio, mentre lui imbraccia un fucile carico e li impallina. Pin! Pin! Pin! Ecco il nuovo passatempo per famiglie italiane del 2019! Il gruppo si diverte, RCS pure, persino gli impallinati.
Prima di partire però, un imprevisto: una famiglia intera, capitanata da un tipo con i capelli bianchi vaporosi ferma il gruppo.
"Chi siete ? Cosa volete? Dove andate? Cosa portate?"
"No, guardate noi siamo del giro d'Italia, dovremmo partire, abbiamo una tappa" dice la maglia Rosa
"Un fiorino! Sa é per la manutenzione.."
La scena si ripete per quasi 200 volte, e ciascuno dei girini versa il suo fiorino.
Anche alla maglia nera tocca questa sorte, ma la risposta è netta: "Ma vafangul!!".
Dopo un chilometro un ponte casca sulla testa del gruppo e si sfiora la strage.
Dopo questo inizio tribolato il gruppo si ferma a Valdobbiadene per il rifornimento. Di prosecco.
Dopo la sosta alcolica il gruppo entra nel bellunese a Feltre. Qui la carovana incontra i feltrini. Questi strani animaletti, tanto carini e buffi sono noti soprattutto per il turpiloquio. Aprono la bocca e dicono "Negri fuori dalle balle" "Boldrini grande troia" "Comunisti pederasta" e così via. Un bacione ai feltrini e via verso le Dolomiti e precisamente San Martino di Castrozza. Non esistono più le Dolomiti di una volta, il riscaldamento globale ha sciolto i ghiacciai e l'afflusso enorme di turisti rischia di deturpare l'ecosistema. Per cui sul traguardo ecco un'altra sorpresa: si materializza Greta Thurberg, che ammonisce il gruppo sull'uso delle borracce di plastica, sulla carta degli integratori e cerca di convincere il gruppo ad un comportamento più responsabile. Ma i feltrini sono in agguato scacciando la piccola paladina dell'ambiente con grida invereconde e epiteti irripetibili.
Ma non finisce qui. Sul passo Rolle, che si fa domani si materializza una minaccia terrificante: non è loro yeti, ma un cantante con la barbetta, il berretto da deficiente, e la zeppola in bocca che vuole fare un mega concerto nel bel mezzo delle montagne. Ma fortunatamente arriva il grande Reinhold Messner a scacciare il mercante dal tempio naturale a colpi di badile. Sempre sia lodato

21a Tappa - ITT Verona-Verona

Buongiorno all'ultima tappa del giro
É tanto che aspettavo un'occasione così. Il giro finisce e finisce anche il giochino delle preview, con somma gioia dei fantagirini.
Intanto vi do un'anteprima: la crono non si farà, il percorso é interamente presidiato dal popolo della famiglia, da cattolici ultraconservatori che e brandiscono una croce e una bibbia, gente che si affida giustamente al cuore immacolato di Maria. In prima fila il ministro Fontana che interroga gli atleti sull'integrità della loro fede.
Dopo questo strano interrogatorio la crono parte. Ma i momenti di tensione non finiscono qui: alla partenza del leggendario Amanuel Ghebreigzabhier Werkilul gli ultras dell'Hellas, anche loro cattolicissimi, lanciano uova e pomodori e dileggiano il povero atleta. Arriva perfino l'ex sindaco Tosi con un leone. El leon magnarà el negròn.
La corsa finisce con le premiazioni, sorrisi, rimpianti e con la lapidazione finale del sottoscritto da parte dei fantagiocatori, Isaia Panduri in testa
2. Amantino: El Shaarawy
3. Jackx82: Tevez
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