Il Mago estrae il coniglio dal Basko(nia)

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Shaq89
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Domanda di controllo 2: cleveland

Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Shaq89 »

George ha scritto:
IsaiaPanduri ha scritto:al massimo può fare il Marreese Speights di turno
Shaq89 ha scritto:Per fare un paragone, per grinta e carisma, Bargnani mi ricorda Montolivo

Niente da fare..rimane uno dei giocatori più sopravvalutati.
Per fortuna solo in Italia.
ma il mio non era certo un complimento :asd:
Rasheed
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Rasheed »

Jacko ha scritto:Il terreno fertile infatti rimane il college, è da lì che è nato il problema. L'allenatore Nba dove trova il tempo per rieducare?
veramente è un problema di "sistema",con cui discutevamo con Rev e Kukoc mesi fa nel topic NCAA

gli allenatori di College a mio modo di vedere sono ancora in grado di insegnare...io vedo Plumlee e vedo un giocatore perfettamente scolarizzato,che in 4 anni di Duke ha imparato tante cose...
in post non è un fenomeno perchè non ha la qualità...ma ha i fondamentali di un certo tipo

e Plumlee è un esempio...si potrebbe parlare di Kaminsky...o di giocatori che escono da College minori...

ma un Mutombo o un Mourning non li costruisci più a Georgetown...
perchè sono specimen fisici che ormai,dopo mezza stagione di università,prendono e vengono scelti...

lasciando lo sviluppo che una volta si faceva per 3 o 4 anni
magic
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da magic »

Il problema nasce almeno alla HS, secondo me. E lì che viene meno, per prima, la formazione di base.
Se vai (per dire) tra un branco di 14enni a dire che i lunghi non esistono, che il gioco interno è un ripiego e che da quelli alti vuoi un p&r ogni dieci p&p, stai ammazzando il gioco prima ancora che i giocatori.
All'università, e poi nella NBA, raccogli i frutti.
"Quando Dio creò l'uomo era già stanco. Questo spiega molte cose."
Rasheed
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Rasheed »

il problema è ANCHE l'esplosione di nuove categorie di giocatori...

che rendono necessario allargare il campo,aprire l'area,giocare meno post basso
Jacko
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Jacko »

Infatti, il problema del college è che non ci si sta più di un anno (sono della scuola Peterson... :hahaha: )... E una volta nell'Nba si sviluppa quel che serve nel contesto in cui si è (come giustamente si dice dominato dai talenti tra gli esterni).

Continuo però a credere che se un lungo ha talento speciale da lungo (ma deve averne eh, si può "robotizzare" un Hibbert fino a un certo punto sfruttandone l'arco temporale in cui sta anche benissimo fisicamente, ma più in là non si và...), gli staff Nba siano abbastanza intelligenti da farli giocare.
Ultima modifica di Jacko il 02/02/2016, 17:10, modificato 1 volta in totale.
Rasheed
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Rasheed »

ma che vuol dire "talento speciale"...
Jacko
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Jacko »

Per esempio un talento che non permetta al Green di turno di ammazzarti da 5 con la sua versatilità in attacco marcandoti efficacemente sfruttando i tuoi limiti in post...
magic
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da magic »

Appunto. Ma per un lungo, anche odierno, avere in post il suo punto di forza anziché il suo limite dovrebbe essere "normale" e non "speciale".
"Quando Dio creò l'uomo era già stanco. Questo spiega molte cose."
Rasheed
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Rasheed »

Green però è capace di marcare in maniera super Aldridge e Randolph,che sono due dei pochi lunghi che hanno fondamentali di post...
non mi sembra quello il problema

il problema è trovare o meglio costruire giocatori che,nel contesto del basket moderno a livello di ritmi e soluzioni,se serviti con continuità in un determinato spot non pregiudicano l'efficacia dell'attacco o la qualità di pallacanestro di squadra

tanto per dire:Al Jefferson,se ferma in maniera continuativa la palla a Golden State in post basso,renderebbe l'attacco dei Warriors ugualmente fluido e produttivo?

perchè ad esempio se mi dai Jabbar o Walton non ho dubbi:renderebbero GS ancora più ingiocabile

il problema del basket moderno è che,appunto,per rivedere certe situazioni tecniche...devono rinascere i Jabbar e i Walton...
non semplici giocatori forti come,che so,un Al Jefferson
Jacko
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Jacko »

Sì, il mio su Green era un esempio. Se mi dici che devono rinascere i Jabbar e Walton però allora hai una stima incalcolabile sugli esterni di oggi (quelli di Golden State a ragione peraltro...). Secondo me basterebbe meno per riequilibrare maggiormente il gioco.
magic ha scritto:Appunto. Ma per un lungo, anche odierno, avere in post il suo punto di forza anziché il suo limite dovrebbe essere "normale" e non "speciale".
Chiedo perdono per l'utilizzo forse fuorviante dell'aggettivo, ma per "speciale" intendevo "eccellente" (sicuramente raro ad oggi, per i motivi dibattuti), e comunque "che ne valga la pena".
Rasheed
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Rasheed »

Jacko ha scritto:Sì, il mio su Green era un esempio. Se mi dici che devono rinascere i Jabbar e Walton però allora hai una stima incalcolabile sugli esterni di oggi (quelli di Golden State a ragione peraltro...). Secondo me basterebbe meno per riequilibrare maggiormente il gioco.
non solo degli esterni...
ma proprio del basket che si gioca...

negli anni '80 mediamente si correva più di oggi...e,pur tirando nulla da 3 punti rispetto al 2016 e andando spesso in post basso(anche con gli esterni),avevano trovato un modo per rendere gli attacchi iperproduttivi
tutt'ora l'attacco dei Lakers del 1986-87 è il migliore di sempre a livello di RS,quasi 116 punti su 100 possessi,con un Pace pari a 101.6

ma era appunto un altro contesto tecnico...dove,per esempio,si giocava con un numero di possessi allucinante e c'erano squadre,come i Rockets,che riuscivano a giocare a 105 possessi anche schierando ASSIEME Olajuwon e Sampson...

oggi il basket è evoluto...
in una dimensione dove tu devi trovare un compromesso,ovvero sia mettere "cose" del vecchio basket nel nuovo senza che queste pregiudichino l'efficacia dell'attacco e della squadra

si può fare?

per me senza i fuoriclasse ma solo con giocatori "forti" è complicato
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Rev
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Rev »

pienamente d'accordo con rasheed...
purtroppo ormai volenti o nolenti dobbiamo prendere atto della nuova dimensione data alla pallacanestro dai nuovi ruoli usciti negli ultimi anni. e dovranno nascere contromosse adeguate anche a questa dominanza del basket perimetrale.

[e pensare che 10 anni fa i tweener erano un problema...]

l'esempio che ho sotto gli occhi da agosto è dexter pittman.
al di là delle gag che sicuramente arriveranno, vi assicuro che è un pivot da post basso coi controcoglioni per il livello della serie a e non solo. è 2.12, massa importantissima a dir poco, reattività da ballerino per quello che gli consente il 95 di piede, mano dolce. conosce molto bene i quattro principali movimenti di post da entrambi i lati. quando si gira sulla spalla destra per il semigancio sono sempre 2. sa prendere posizione e una volta che riceve profondo come minimo porta a casa il fallo. è intelligente per davvero, blocca decentemente, ottimo passatore, ovviamente gigantesco a rimbalzo. ogni singola difesa avversaria deve preparare la partita su di lui ed è il giocatore che subisce più falli della lega.

la virtus ha costruito la squadra su di lui. di fianco ha uno stretch 4 saltatore/tiratore di colore non male che non deve mai mettere palla per terra (odom), un 4 un po' più statico con tiro non disprezzabile ma tendenzialmente più interno e difensore (mazzola), e una serie di esterni con poca poca penetrazione, poco estro, molta difesa, buon fisico, tiro teoricamente discreto ma quest'anno tutti sottomedia. e poi ci sarebbe allan ray, che però non ha mai giocato perché rotto.

ora...per l'appunto, la virtus ha costruito la squadra su di lui. guardate la classifica. ieri sera ha perso di 28 in casa dell'ultima della classe (capo d'orlando) alla quale ora è appaiata. ok, hanno avuto una valanga di problemi di infortuni, ma guardando giocare la virtus mi rimane sempre la stessa idea...
pittman è dominante, spacca, mi piace averlo in squadra e "iniziare l'attacco da sotto e non da fuori" come si faceva una volta, che è l'idea sulla quale valli ha scommesso in estate...idea che lo sta portando al baratro...perché purtroppo per quanto sia dominante quei punti rimangono troppo spesso "vuoti". nelle serate in cui sbaglia liberi sprechi troppi, troppi attacchi. la tenuta è bassa rispetto a quella di chiunque altro (ed è qua IMO che deve emergere il nuovo centro dominante che non abbiamo...quello che, mannaggia a lui, avrebbe potuto essere davis con uno sviluppo diverso). dietro lui si impegna, ma i piedi lasciano la coperta sempre corta. e per andarlo a cercare sotto sprecherai sempre tanto tempo, e molto spesso perderai palla oppure arriverai a 24" senza aver concluso un cazzo. e, a quel punto, avendo costruito la squadra sul centro, non hai neanche abbastanza talento fra gli esterni per il coniglio dal cilindro allo scadere (che noi ci scherziamo, ma sono punti molto importanti in una partita nel basket di oggi). e perdi.

quando vince la virtus? solitamente quando lui non ha problemi di falli, gli avversari non sono abbastanza dinamici+stretchy da metterlo in difficoltà e, soprattutto, quelli intorno a lui tirano bene da tre. modello magic con howard o clippers con jordan se vogliamo, ma la differenza è sostanziale: è più facile trovare spazi sul perimetro con il pnr alto e servendo il lungo in corsa che cercandolo in post basso. perché ormai occupare quei 5-6 metri quadrati di post basso e doverli tenere liberi diventa una sfida per ogni attacco, rischia di distruggere le spaziature ad ogni taglio, creando ingorghi.

è una roba brutta, vi giuro. guardavi la squadra in allenamento senza difesa e godevi, un orologio (prima che iniziassero a turbinare americani ogni due settimane)...in partita una fatica immonda.
ovviamente tutto ciò per dire che temo di ritrovare speranza solo fra qualche annetto.


la mia utopia rimane sempre quella dei campi allargati.
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da magic »

Siamo tutti d'accordo, mi pare. Allargare il campo (e tirare indietro la linea) unica soluzione.
Resta il fatto che il post di Rev (Pittman lo ricordo benissimo, scelto da Miami, mi pare, o comunque arrivato lì da rookie, giusto?), mette proprio il dito nella piaga. O almeno quella che io ritengo tale.
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Rasheed »

carriera di Pittman che peraltro è se vogliamo uno dei simboli del cambiamento...

perchè scelto da una squadra guidata da combo plenipotenziario-allenatore che se potesse tornerebbe al sumo coi canestri anni '90...che appena ha trovato un lungo decente che regge il campo anche nella nuova strutturazione ci ha puntato(Whiteside)

ma che,sostanzialmente,è stata tra le prime ad abdicare,optando per la fine del post basso,giocando con Bosh e 4 esterni per coprire il campo orizzontalmente a livello difensivo
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Hansel
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Hansel »

Secondo me l'esempio di Rev calza fino a un certo punto.
Concettualmente sono anche io d'accordo, ma la Virtus è dove è perchè fa cagare, non perchè ha scommesso sul centro.
Cantù prima dell'avvento di Gerasimenko giocava una pallacanestro molto incentrata sugli esterni, un basket di movimento in cui tutti correvano (Corbani figlio di D'Antoni)...
Perdeva uguale.
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Rasheed »

secondo me è calzante...

fa cagare perchè immagino abbia un budget di un certo tipo...se ce l'hai,ormai i soldi importanti(credo che Dexter sia il più pagato o al max il secondo più pagato della squadra)non li investi sul centro di post basso ma o li distribuisci meglio oppure li metti su un giocatore di pnr palla in mano(possibilmente con tiro da fuori)
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Hansel »

Appunto.
Fa cagare perchè ha un budget di un certo tipo, quindi ha giocatori scarsi.
L'avere il centro da post basso non c'entra con il fare cagare.
Cantù aveva un centro perimetrale da basket moderno e perdeva comunque.
Pistoia, la rivelazione della stagione, ha come giocatore simbolo Kirk che gioca sì fronte a canestro ma anche tanto in post.
Fesenko adesso in post fa il vuoto sempre e comunque, e viene servito ancora poco perchè gioca in un cantiere aperto.
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Rasheed »

si ma Rev non ha scritto che "ha un centro di post basso"
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da Rev »

Rasheed ha scritto:secondo me è calzante...

fa cagare perchè immagino abbia un budget di un certo tipo...se ce l'hai,ormai i soldi importanti(credo che Dexter sia il più pagato o al max il secondo più pagato della squadra)non li investi sul centro di post basso ma o li distribuisci meglio oppure li metti su un giocatore di pnr palla in mano(possibilmente con tiro da fuori)
questo...
il punto non è che avere un lungo da post sia un problema, ma immaginarsi una squadra che abbia lui come giocatore migliore. perdendo anche, ed è qui il vero problema, se lui è così forte da garantirtene X a partita con tutto il conseguente carico di falli e lividi ammassati dagli avversari.
se non hai il budget per ammazzare il campionato (ma a quel punto su chi investi, un lungo importante o langford...?) e devi essere concreto con il poco a disposizione, creare una squadra con un centro come punto di riferimento ormai è questione esclusa. perché la virtus farà pure schifo, ma non così tanto da partire 6 - 12 in questo campionato.

kirk, non per caso, sa tirare da tre. e soprattutto il gioco non nasce da lui...è un ottimo terminale, ma a pistoia la boccia la comandano moore (sottovalutatissimo imo, da sempre) + filloy + blackshear + knowles. hai detto niente. a bologna la comandano gaddy, vitali e un terzo che è stato prima williams, poi fells, poi hasbrouck: la sostanza è che sotto puoi avere chi vuoi, ma senza esterni buoni non vai da nessuna parte.
magic
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Re: Il Mago (Nella Grande Mela)

Messaggio da magic »

In pratica stiamo affossando le speranze dei Pistons di costruire una squadra competitiva attorno a Drummond e quelle dei Kings intorno a Causins (anche se Cousins può benissimo interpretare il perno di un attacco "moderno" con quattro esterni, continuità difensiva a parte).
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