ATG Bologna: The Story
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ATG Bologna: The Story
CAPITOLO UNO
Sono le 4 della mattina di venerdì 12 aprile e non ce la faccio più. Odio il telefono e sono giorni che mi sembra di vivere al telefono (supposizione che fa acqua da tutte le parti...non avevo idea di cosa potesse succedere più avanti), la casella dei privati da svuotare continuamente, le bestemmie per lo sciopero dei treni, fogli scritti a mano con la tabella di marcia degli arrivi. Mi chiedevo già da qualche giorno se le mie splendide Garnett fossero a Pesaro o Bologna ma, sommerso dagli eventi, arrivo alla scarpiera solo ora. In realtà spero di non trovarle, ho troppe cose per la testa, la decadenza fisica avanza, il polmone indietreggia, e poi non mi dispiacerebbe fare il fotografo e lo statistico insieme a Lulu e allo Squalo. Spizzo gli sportelli e, arrivato all'ultimo, parte un pugnetto alla Kobe: non ho mezza scarpa da ginnastica in tutta la casa, culo salvato. Posso andare a letto tranquillo.
Mi alzo alle 10 e in due ore ricevo 8 chiamate e 3 messaggi, un altro timido antipasto di ciò che mi attende. Mentre cerco frettolosamente di trovare modi per ingannare i futuri ospiti facendo loro credere che casa mia sia pulita, il 71 mi racconta un quarto della sua vita al telefono. Sudo. Sono le 13.10 quando finisco con fatica di nascondere polvere e piatti sporchi prima di farmi una bella doccia per iniziare bene l'ATG: è in questo momento che mi chiama Baghera, a due isolati da casa mia (ci metterà solo 20 minuti ad arrivare, record dell'ATG). Doccia saltata, cazzi vostri. Il suo accento veneto mi sa troppo di imprenditore, di quelli che si alzano alle sei ed hanno energie fino all'una di notte, di quelli che non puoi rimanere indietro. Per l'alcol sicuramente è così, infatti appena arriva Capitan Red alle 14.02 iniziamo a dissetarci alacremente dal pakistano più vicino che troviamo, anche considerata la giornata calda ed ispiratrice. Quando ammarano i Vella's, con il loro T9s disegnato sul volto, la situazione diventa già più delicata. Allo stesso momento spunta DNA, che non sa dove ha lasciato la macchina. Bene. I napoletani intanto squillano: “uè, uà, uò”, intracapisco dal mio telefono molto poco smart. Nel frattempo Sir fa spola con l'aeroporto, mentre Celo e Prandia raccolgono un negro all'Autogrill. Per non saper né leggere né scrivere, do a tutti appuntamento ad un luogo che sembra perlomeno adatto ad un forum di froci: il Bar dei Ragazzi. Lo vedo dal bus quasi ogni giorno da tre anni e non ci sono mai entrato, ma la punta è ottima: al punto che, vedendomi arrivare a braccia aperte, la prima cosa che spara Lulu – a bassa voce, senza far rumore, come sempre – è “UA', MA CHE CAZZ CI FACIMME CA' NNANZE O BAR DE RAGAZZZZZI! BAR DE RAGAZZI E SON TUTTI ULTRASETTANTENNI AHAHAHAHAHAHAH. CHE AMAREZZA”. Qualche ora dopo se ne pentirà.
CAPITOLO DUE
Quello che non sapevo del Bar dei Ragazzi è che si tratta del classico Bar dei Cinesi bolognese, ma soprattutto che i suoi prezzi hanno una grossa capacità calamitante. Fondamentalmente ci piazziamo lì per due o tre ore, sconquassando tutti i ritmi biologici dei poveri ex Ragazzi e dei Cinesi, costretti a rifocillare una mandria di bufali assetati, la maggior parte proveniente da 5+ ore di viaggio, la maggior parte tendente all'alcolismo. All'inizio siamo una decina: Baghera fa il mattatore al bancone, piombano sul tavolo un po' di Moretti a caso, iniziano a girare gli spritz. L'arrivo di Pagolo è tonante, due minuti a dire che voleva partire piano e poi ordina un ottimo vodka liscia e crodino. I fratelli Vella si difendono, ma soprattutto attaccano: per la precisione pezze, a chiunque, sembrano il Bianconiglio, e tutto ciò perchè hanno a disposizione solo una ventina di ore di ATG. Lodevoli. La truppa napoletana, atterrata da un viaggio che si vocifera non esser stato comodissimo, viene rimpinguata dalla presenza di Domenico, grazie a Sir, il numero 77 d'aaa Maggica. Arrivano mille persone e la conversazione si sposta all'esterno (il Bar dei Ragazzi è accogliente, ma non di più), le guance iniziano ad arrossarsi, la fumarola di voci che creiamo da ore è diventata una cappa, il locale s'è svuotato. Io alle 18.30 sono ubriachissimo e da quando siamo al bar ancora non ho tirato fuori il portafoglio dal fidato zaino. Nel frattempo continuo a coordinare gente e ricevere domande, anzi ora sono prese per il culo per il fatto che sono ubriaco, ma a me sembra che lo siano quasi tutti.
Decidiamo di passare un po' di tempo nel mio ampio salone, mentre altri vanno a rinfrescarsi ed impomatarsi l'uccello in camera in vista della serata, ed altri ancora si perdono nelle campagne del modenese. Per passare il tempo compriamo 2(0) birre, e dopo essermi assicurato che Tmc non fosse un digossino (ha la classica fisionomia) mi dedico un po' alla costruzione di supporti tecnico-tattici vegetali incartati con maestria al fine di rallegrare un po' la truppa. Una delle cose che mi piace tanto dell'essere ubriachi tutti insieme agli ATG è che quando sei sballato e sincero, l'accento esce per forza. E allora si accavallano storie di paesini sperduti e grandi città lontane, raccontate con la forza stessa della terra natale, con la sua voce. Le risate sincere, le abitudini che s'intersecano, le esclamazioni spontanee in una lingua che gli altri potrebbero non capire grammaticalmente parlando, ma delle quali sicuramente carpiranno significato e forza. Oppure le discussioni da forum, ritirare fuori post che hanno fatto la storia e rianalizzarli a freddo con chi li ha scritti, tirare qualche frecciatina per le rivalità sportive, raccontare più a fondo un episodio menzionato in Mariano's Corner. Fra birre e sandwich giganti (cfr. How I Met Your Mother), si fa na serta. Il Mulino ci aspetta, con tutto l'hype che ci ho caricato e con la lancetta vicina alle 22. Aspettiamo DNA, che si perde solo 4 volte fra gli appartamenti e casa mia (tanto per chiarire, Google Maps dice: 1.3 km, 3 minuti, una svolta nell'intero percorso). C'è solo un problema: Domenico è spiaggiato sul mio letto, è preso male e non vuole schiodarsi. Mi sento in colpa, mi dispiaccio, mi scuso, ma non posso farci nulla. Sei ore dopo lo ritroveremo nella stessa posizione. Dichiarerà, sempre in un idioma tutto suo che ho imparato a capire solo con anni di esperienza, che non era mai stato meglio e non aveva mai viaggiato così lontano...magie dell'ATG.
...to be continued...
Sono le 4 della mattina di venerdì 12 aprile e non ce la faccio più. Odio il telefono e sono giorni che mi sembra di vivere al telefono (supposizione che fa acqua da tutte le parti...non avevo idea di cosa potesse succedere più avanti), la casella dei privati da svuotare continuamente, le bestemmie per lo sciopero dei treni, fogli scritti a mano con la tabella di marcia degli arrivi. Mi chiedevo già da qualche giorno se le mie splendide Garnett fossero a Pesaro o Bologna ma, sommerso dagli eventi, arrivo alla scarpiera solo ora. In realtà spero di non trovarle, ho troppe cose per la testa, la decadenza fisica avanza, il polmone indietreggia, e poi non mi dispiacerebbe fare il fotografo e lo statistico insieme a Lulu e allo Squalo. Spizzo gli sportelli e, arrivato all'ultimo, parte un pugnetto alla Kobe: non ho mezza scarpa da ginnastica in tutta la casa, culo salvato. Posso andare a letto tranquillo.
Mi alzo alle 10 e in due ore ricevo 8 chiamate e 3 messaggi, un altro timido antipasto di ciò che mi attende. Mentre cerco frettolosamente di trovare modi per ingannare i futuri ospiti facendo loro credere che casa mia sia pulita, il 71 mi racconta un quarto della sua vita al telefono. Sudo. Sono le 13.10 quando finisco con fatica di nascondere polvere e piatti sporchi prima di farmi una bella doccia per iniziare bene l'ATG: è in questo momento che mi chiama Baghera, a due isolati da casa mia (ci metterà solo 20 minuti ad arrivare, record dell'ATG). Doccia saltata, cazzi vostri. Il suo accento veneto mi sa troppo di imprenditore, di quelli che si alzano alle sei ed hanno energie fino all'una di notte, di quelli che non puoi rimanere indietro. Per l'alcol sicuramente è così, infatti appena arriva Capitan Red alle 14.02 iniziamo a dissetarci alacremente dal pakistano più vicino che troviamo, anche considerata la giornata calda ed ispiratrice. Quando ammarano i Vella's, con il loro T9s disegnato sul volto, la situazione diventa già più delicata. Allo stesso momento spunta DNA, che non sa dove ha lasciato la macchina. Bene. I napoletani intanto squillano: “uè, uà, uò”, intracapisco dal mio telefono molto poco smart. Nel frattempo Sir fa spola con l'aeroporto, mentre Celo e Prandia raccolgono un negro all'Autogrill. Per non saper né leggere né scrivere, do a tutti appuntamento ad un luogo che sembra perlomeno adatto ad un forum di froci: il Bar dei Ragazzi. Lo vedo dal bus quasi ogni giorno da tre anni e non ci sono mai entrato, ma la punta è ottima: al punto che, vedendomi arrivare a braccia aperte, la prima cosa che spara Lulu – a bassa voce, senza far rumore, come sempre – è “UA', MA CHE CAZZ CI FACIMME CA' NNANZE O BAR DE RAGAZZZZZI! BAR DE RAGAZZI E SON TUTTI ULTRASETTANTENNI AHAHAHAHAHAHAH. CHE AMAREZZA”. Qualche ora dopo se ne pentirà.
CAPITOLO DUE
Quello che non sapevo del Bar dei Ragazzi è che si tratta del classico Bar dei Cinesi bolognese, ma soprattutto che i suoi prezzi hanno una grossa capacità calamitante. Fondamentalmente ci piazziamo lì per due o tre ore, sconquassando tutti i ritmi biologici dei poveri ex Ragazzi e dei Cinesi, costretti a rifocillare una mandria di bufali assetati, la maggior parte proveniente da 5+ ore di viaggio, la maggior parte tendente all'alcolismo. All'inizio siamo una decina: Baghera fa il mattatore al bancone, piombano sul tavolo un po' di Moretti a caso, iniziano a girare gli spritz. L'arrivo di Pagolo è tonante, due minuti a dire che voleva partire piano e poi ordina un ottimo vodka liscia e crodino. I fratelli Vella si difendono, ma soprattutto attaccano: per la precisione pezze, a chiunque, sembrano il Bianconiglio, e tutto ciò perchè hanno a disposizione solo una ventina di ore di ATG. Lodevoli. La truppa napoletana, atterrata da un viaggio che si vocifera non esser stato comodissimo, viene rimpinguata dalla presenza di Domenico, grazie a Sir, il numero 77 d'aaa Maggica. Arrivano mille persone e la conversazione si sposta all'esterno (il Bar dei Ragazzi è accogliente, ma non di più), le guance iniziano ad arrossarsi, la fumarola di voci che creiamo da ore è diventata una cappa, il locale s'è svuotato. Io alle 18.30 sono ubriachissimo e da quando siamo al bar ancora non ho tirato fuori il portafoglio dal fidato zaino. Nel frattempo continuo a coordinare gente e ricevere domande, anzi ora sono prese per il culo per il fatto che sono ubriaco, ma a me sembra che lo siano quasi tutti.
Decidiamo di passare un po' di tempo nel mio ampio salone, mentre altri vanno a rinfrescarsi ed impomatarsi l'uccello in camera in vista della serata, ed altri ancora si perdono nelle campagne del modenese. Per passare il tempo compriamo 2(0) birre, e dopo essermi assicurato che Tmc non fosse un digossino (ha la classica fisionomia) mi dedico un po' alla costruzione di supporti tecnico-tattici vegetali incartati con maestria al fine di rallegrare un po' la truppa. Una delle cose che mi piace tanto dell'essere ubriachi tutti insieme agli ATG è che quando sei sballato e sincero, l'accento esce per forza. E allora si accavallano storie di paesini sperduti e grandi città lontane, raccontate con la forza stessa della terra natale, con la sua voce. Le risate sincere, le abitudini che s'intersecano, le esclamazioni spontanee in una lingua che gli altri potrebbero non capire grammaticalmente parlando, ma delle quali sicuramente carpiranno significato e forza. Oppure le discussioni da forum, ritirare fuori post che hanno fatto la storia e rianalizzarli a freddo con chi li ha scritti, tirare qualche frecciatina per le rivalità sportive, raccontare più a fondo un episodio menzionato in Mariano's Corner. Fra birre e sandwich giganti (cfr. How I Met Your Mother), si fa na serta. Il Mulino ci aspetta, con tutto l'hype che ci ho caricato e con la lancetta vicina alle 22. Aspettiamo DNA, che si perde solo 4 volte fra gli appartamenti e casa mia (tanto per chiarire, Google Maps dice: 1.3 km, 3 minuti, una svolta nell'intero percorso). C'è solo un problema: Domenico è spiaggiato sul mio letto, è preso male e non vuole schiodarsi. Mi sento in colpa, mi dispiaccio, mi scuso, ma non posso farci nulla. Sei ore dopo lo ritroveremo nella stessa posizione. Dichiarerà, sempre in un idioma tutto suo che ho imparato a capire solo con anni di esperienza, che non era mai stato meglio e non aveva mai viaggiato così lontano...magie dell'ATG.
...to be continued...
Ultima modifica di Rev il 03/05/2013, 18:23, modificato 2 volte in totale.
- Rev
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Re: ATG Bologna: The Story
*scriverò ogni volta che troverò del tempo da buttare e mi sentirò ispirato...lunghezza random, ricchezza dei particolari random, scadenze random.
- Sir Charles #34
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- Rog
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Re: ATG Bologna: The Story
nel frattempo, così, a prescindere, io inizio ad applaudire.Rev ha scritto:*scriverò ogni volta che troverò del tempo da buttare e mi sentirò ispirato...lunghezza random, ricchezza dei particolari random, scadenze random.
- Sir Charles #34
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Re: ATG Bologna: The Story
Giuro, ero convinto che ci passassi serate ad avvinazzarticivicivisi approfittando dei prezzi concorrenziali. 1 Spritz a 1,20 € non credevo fosse possibile... Per fortuna che non ne ho bevuto neanche mezzo, così se non arrivo a cinquant'anni non posso dare colpe all'ATG!!!Rev ha scritto:Per non saper né leggere né scrivere, do a tutti appuntamento ad un luogo che sembra perlomeno adatto ad un forum di froci: il Bar dei Ragazzi. Lo vedo dal bus quasi ogni giorno da tre anni e non ci sono mai entrato
- Mr. Nba
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Re: ATG Bologna: The Story
Ah quindi la polvere ed i piatti sporchi li avevi nascosti?
- amantino
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Re: ATG Bologna: The Story
Mr. Nba ha scritto:Ah quindi la polvere ed i piatti sporchi li avevi nascosti?
2. Amantino: El Shaarawy
3. Jackx82: Tevez
- DNA
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- Iscritto il: 04/10/2011, 14:04
Re: ATG Bologna: The Story
Se mi fossi ricordato precisamente dov'era l'auto non sareste venuti a conoscenza del negozio interamente dedicato a star trek!
Ogni mano aperta che vedo mi spinge e mi colpisce
Però, non basta colpirmi, bisogna farmi cadere...
La balla passa ma l'ignoranza resta
Da oggi chiamatemi tuca cincillà, che vuol dire piedi di coniglietto peloso
Però, non basta colpirmi, bisogna farmi cadere...
La balla passa ma l'ignoranza resta
Da oggi chiamatemi tuca cincillà, che vuol dire piedi di coniglietto peloso
- Celo
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- Domanda di controllo 2: houston
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Re: ATG Bologna: The Story
Ah, ecco, tra l'altro... ne approfitto per tessere le lodi di coloro che si sono sbattuti con gli scarrozzamenti nei giorni di ATG, in particolare Sir, che ha trangugiato hamburger e patatine in 14 secondi (cronometrati!!!) per andare a prendere il 71 in stazione e che già in precedenza aveva fatto da autista ad altri... e poi, naturalmente il solito Filo, che tra l'altro si è preso l'ennesimo rischio multa caricando 5 persone in macchina (più se stesso) per portare me e Dario in stazione domenica.
Un pezzo delle mie anche credo sia ancora da qualche parte nelle tasche del Don...
Un pezzo delle mie anche credo sia ancora da qualche parte nelle tasche del Don...
- baghera
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Re: ATG Bologna: The Story
Grande rev, scrivi.
Segui la discesetta ..vai verso il parco e trovi"
NE' IL PARCO NE' LA DISCESETTA ESISTONO!!!!DROGA!!!
Le informazioni che mi avevi dato erano :" il 15/2 non lo trovi sul navigatore, è normale....arriva al 15...in questo momento che mi chiama Baghera, a due isolati da casa mia (ci metterà solo 20 minuti ad arrivare, record dell'ATG)
Segui la discesetta ..vai verso il parco e trovi"
NE' IL PARCO NE' LA DISCESETTA ESISTONO!!!!DROGA!!!
- Rog
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Re: ATG Bologna: The Story
la discesetta esiste... e farla dopo il basket è stata dura. anche in versione "salitetta".
- baghera
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- Iscritto il: 06/10/2011, 13:35
Re: ATG Bologna: The Story
Ma quella è la discesona (credo)
- Rog
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- Iscritto il: 04/10/2011, 10:29
Re: ATG Bologna: The Story
ahahahahahahah!
sarà che io abito in montagna. quelle sono discesette per me.
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- BillyHoyle
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Re: ATG Bologna: The Story
BG ha scritto:Mia madre fa donazioni mensili a 3 enti di beneficenza, tutti e tre riguardanti i bambini. Non le ho mai chiesto il motivo ma credo che quando ha capito che suo figlio era una tragedia abbia preferito investire sui figli degli altri.
- AndreA71
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Re: ATG Bologna: The Story
...ed anche DNA!!! Che s'è dovuto scarrozzare chiunque... compresa la banda filina domenica mattina per il fantomatico calcetto...e l'ho pure tirato giù dal letto per farlo...lui che non doveva nemmeno venirci.Celo ha scritto:Ah, ecco, tra l'altro... ne approfitto per tessere le lodi di coloro che si sono sbattuti con gli scarrozzamenti nei giorni di ATG, in particolare Sir, che ha trangugiato hamburger e patatine in 14 secondi (cronometrati!!!) per andare a prendere il 71 in stazione e che già in precedenza aveva fatto da autista ad altri... e poi, naturalmente il solito Filo, che tra l'altro si è preso l'ennesimo rischio multa caricando 5 persone in macchina (più se stesso) per portare me e Dario in stazione domenica.
Un pezzo delle mie anche credo sia ancora da qualche parte nelle tasche del Don...
E pure a tutti gli altri che hanno portato froci qua e là in giro per Bologna e dintorni!!!
BRAMA (cit.)
Adrenaline starts to flow
You're thrashing all around
Acting like a maniac
Whiplash
O uccidi o muori... o muori e poi uccidi!
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- Celo
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Re: ATG Bologna: The Story
Arrivano i primi colpi di piccone a scalfire il mito... Ieri una mia collega vede un paio di foto di Prandia all'ATG e mi chiede "ma quanti anni ha?". Io rispondo e lei mi dice "Li porta proprio male...". 
- ElGatoPrandia
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Re: ATG Bologna: The Story
chi disprezza compra...Celo ha scritto:Arrivano i primi colpi di piccone a scalfire il mito... Ieri una mia collega vede un paio di foto di Prandia all'ATG e mi chiede "ma quanti anni ha?". Io rispondo e lei mi dice "Li porta proprio male...".
d'altronde non si può piacere a tutti...(cit)
mimmomorena ha scritto:Prima o poi scriverò due righe.
Intanto mi limito a segnalare El Gato come unico dio, dentro e fuori dal campo.
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Re: ATG Bologna: The Story
se per te "cortile" equivale a "parco" è un problema tuobaghera ha scritto:Grande rev, scrivi.
Le informazioni che mi avevi dato erano :" il 15/2 non lo trovi sul navigatore, è normale....arriva al 15...in questo momento che mi chiama Baghera, a due isolati da casa mia (ci metterà solo 20 minuti ad arrivare, record dell'ATG)
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- baghera
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Re: ATG Bologna: The Story
hai edtto parco !Rev ha scritto:se per te "cortile" equivale a "parco" è un problema tuobaghera ha scritto:Grande rev, scrivi.
Le informazioni che mi avevi dato erano :" il 15/2 non lo trovi sul navigatore, è normale....arriva al 15...in questo momento che mi chiama Baghera, a due isolati da casa mia (ci metterà solo 20 minuti ad arrivare, record dell'ATG)
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o forse era un bioporco...
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Re: ATG Bologna: The Story
lo spritz ad 1,20 con la variante campari al posto dell'aperol MVP pomeridiano.
Comunque i cinesi del bar dei ragazzi sono dei geni. La Peroni a 3€. Lo Spritz a 1.20€.
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My role in society, or any artist's or poet's role, is to try and express what we all feel. Not to tell people how to feel. Not as a preacher, not as a leader, but as a reflection of us all
OJ Mayo Picchia per Noi
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