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Fat Aldo

Inviato: 07/10/2011, 11:44
da Rush
su richiesta del : Chef :

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Re: Fat Aldo

Inviato: 07/10/2011, 11:51
da il borbone
ma aldo grasso proprio no eh? : Lol :

Re: Fat Aldo

Inviato: 13/10/2011, 17:38
da Navaho
facendo le veci...

Il nuovo Prodi professore in tv
Della tv diceva che gli sembrava «una cattiva maestra, diseducativa più che pedagogica....

L'avevamo lasciato in dissidio con il mezzo. Della tv diceva che gli sembrava «una cattiva maestra, diseducativa più che pedagogica, superficiale più che dedita all'approfondimento, talvolta addirittura prepotente nell'imporre le sue regole». E la tv ricambiava dicendo che lui, il «mortadella», bofonchiava troppo davanti a una telecamera, al limite della comprensibilità e senza un briciolo di ironia.
Lui è Prodi, il professor Romano Prodi. Lo abbiamo ritrovato in forma, più giovanile di quando è stato costretto a lasciare. All'Archiginnasio di Bologna, nella stupenda sala dello Stabat mater, davanti a un folto gruppo di studenti italiani e stranieri il professore ha tenuto la prima delle tre lezioni sull'economia («Il mondo che verrà», La7, martedì, ore 23,10).

Il distacco dalla politica attiva gli ha fatto bene: era chiaro nell'esposizione, pedagogico quanto basta. Ha illustrato gli scenari mondiali, il futuro degli equilibri internazionali, il ruolo (sempre più marginale) dell'Europa, degli Stati Uniti e dell'Asia. Ha parlato di risorse alimentari e di risorse energetiche («aumenta la popolazione, diminuisce il cibo»). Partendo dall'ascesa dei grandi Paesi emergenti, ha analizzato l'attuale instabilità del sistema economico occidentale, la crisi dei debiti sovrani e la strada che ha portato a questa situazione difficile. Si è concesso persino digressioni sulla location: «È emozionante parlare qui, in questa magnifica aula. Ci sono gli stemmi degli studenti del 500 e del 600, c'è ancora l'aria dello Stabat Mater di Rossini e sono tante le memorie che si susseguono».

Ha parlato infine dei due grandi mali dell'Italia: lo spaventoso debito pubblico e la criminalità organizzata (a unire i due universi ci pensa la forte evasione fiscale).

È stata molto brava anche la conduttrice Natascha Lusenti, discreta, preparata, attenta al ritmo della trasmissione. Per una volta, la sua erre alla francese è servita a dare al professore un tocco di malizia e d'impertinenza.

Aldo Grasso

Re: Fat Aldo

Inviato: 14/10/2011, 1:44
da vissani
Rush ha scritto:su richiesta del : Chef :

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grazie rushino.....
aldone ha sempre ragione.....
la mestizia della sandrelli che ringrazia danaos(timeo.... et dona ferentes)
perchè non si fracassano le sue ossa osteoporotiche...(facendo le scale...? ecchecazzo)
ripensandola in divorzio all'italiana o anche solo in la chiave...
è immensa.....

Re: Fat Aldo

Inviato: 19/10/2011, 13:13
da pollister
Il kitsch involontario di Vittoria Puccini
«Violetta»: un vero capolavoro di umorismo

Non ho mai riso tanto come con «Violetta»: un vero capolavoro di umorismo involontario, una lezione di kitsch preterintenzionale, un sublime fallimento nel voler emulare un modello alto, rappresentato sia da Giuseppe Verdi (La traviata) che da Luchino Visconti (Senso). E se a questo si aggiunge la redenzione di una escort per il bene della Patria, il divertimento edificante non manca. Un vero peccato che di Violetta, la miniserie scritta da Sandro Petraglia, diretta da Antonio Frazzi e interpretata da Vittoria Puccini, siano state programmate solo due puntate (Raiuno, domenica e lunedì, ore 21.25).




Vittoria Puccini e Rodrigo Guirao Diaz La storia è ambientata nella Milano risorgimentale dei moti del 1948, giusto per celebrare il 150° anniversario dell'Italia unita. Alfredo Germont (Rodrigo Guirao Diaz), giovane e belloccio studente di legge, animato da una forte passione civile e impegnato nella lotta contro gli austriaci, si innamora di Violetta Valery, una escort, bella e spregiudicata ma destinata dalla tisi a una morte precoce (com'è noto, La traviata di Verdi deriva da La signora delle camelie di Dumas figlio). I due sono travolti da un insolito destino di passione, destinato però a smarrirsi sotto il gioco delle convenzioni sociali e del dominio austriaco.


Il kitsch nasce da una serie di scelte stilistiche e narrative: l'ambizione ultima di Petraglia è di rifare Senso capovolgendone l'assunto (là c'è una contessa che tradisce, qui c'è una traviata che si sacrifica e si santifica), la regia di Frazzi, così tradizionale e scolastica, ci restituisce un «Risorgimento For Dummies» (alla portata del pubblico di Raiuno) annegato in una salsa di retorica viscontiana. Ma l'idea più sfacciata e più trash, in un periodo in cui le prostitute non godono di buona fama politica, è quella di trasformare la escort in un'eroina del Risorgimento: s'infila nei letti dei potenti solo per estorcerne informazioni preziose per l'unità nazionale! Come se oggi una soubrette andasse a letto con un capo leghista per ostacolare la secessione!

Aldo Grasso

ho riso tantissimo

Re: Fat Aldo

Inviato: 19/10/2011, 14:14
da Rush
pollister ha scritto:Il kitsch involontario di Vittoria Puccini
«Violetta»: un vero capolavoro di umorismo

Non ho mai riso tanto come con «Violetta»: un vero capolavoro di umorismo involontario, una lezione di kitsch preterintenzionale, un sublime fallimento nel voler emulare un modello alto, rappresentato sia da Giuseppe Verdi (La traviata) che da Luchino Visconti (Senso). E se a questo si aggiunge la redenzione di una escort per il bene della Patria, il divertimento edificante non manca. Un vero peccato che di Violetta, la miniserie scritta da Sandro Petraglia, diretta da Antonio Frazzi e interpretata da Vittoria Puccini, siano state programmate solo due puntate (Raiuno, domenica e lunedì, ore 21.25).




Vittoria Puccini e Rodrigo Guirao Diaz La storia è ambientata nella Milano risorgimentale dei moti del 1948, giusto per celebrare il 150° anniversario dell'Italia unita. Alfredo Germont (Rodrigo Guirao Diaz), giovane e belloccio studente di legge, animato da una forte passione civile e impegnato nella lotta contro gli austriaci, si innamora di Violetta Valery, una escort, bella e spregiudicata ma destinata dalla tisi a una morte precoce (com'è noto, La traviata di Verdi deriva da La signora delle camelie di Dumas figlio). I due sono travolti da un insolito destino di passione, destinato però a smarrirsi sotto il gioco delle convenzioni sociali e del dominio austriaco.


Il kitsch nasce da una serie di scelte stilistiche e narrative: l'ambizione ultima di Petraglia è di rifare Senso capovolgendone l'assunto (là c'è una contessa che tradisce, qui c'è una traviata che si sacrifica e si santifica), la regia di Frazzi, così tradizionale e scolastica, ci restituisce un «Risorgimento For Dummies» (alla portata del pubblico di Raiuno) annegato in una salsa di retorica viscontiana. Ma l'idea più sfacciata e più trash, in un periodo in cui le prostitute non godono di buona fama politica, è quella di trasformare la escort in un'eroina del Risorgimento: s'infila nei letti dei potenti solo per estorcerne informazioni preziose per l'unità nazionale! Come se oggi una soubrette andasse a letto con un capo leghista per ostacolare la secessione!

Aldo Grasso

ho riso tantissimo
dubito l'abbia fatto per quello, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti

Re: Fat Aldo

Inviato: 27/10/2011, 10:50
da alex63
Ho sempre pensato che il sesso fosse molto banalizzato e piu' "parlato" che "reale",ne e' convinto anche Aldo,o meglio sono io ad essere d'accordo con lui ;)



A fil di rete

Il salotto di Elena fermo al passato



Sembrava che con il digitale terrestre la tv facesse un passo avanti e invece... Ho visto il nuovo programma di La7d (d come digitale, d come donna) «La malaeducaxxxion» condotto da Elena Di Cioccio (martedì, ore 23) e mi è sembrato di tornare indietro nel tempo, quando è apparso «Sex and the City» in Italia, come pretesto per una trasmissione che si chiamava «Sesso... Parlano le donne», un talk show di Anna Pettinelli. Mi pare fosse il 2000 o giù di lì. Adesso il telefilm ha fatto scuola e tutte si sentono Miranda o Charlotte o Samantha o Carrie e da samaritane della Disinibizione danno sfogo al sesso ciarliero.

Il salotto di donne Di Cioccio (la Pettinelli, la Falcetti, la D'Urso del digitale purpureo) propone storie filmate di due protagonisti, arricchite dalle interviste a due artisti e intellettuali, che ogni settimana commenteranno il tema della serata. Per l'occasione si esibivano il filosofo Umberto Galimberti (wow!) e Simona Marchini.

Una quarantina di donne raccontano le loro esperienze sessuali senza pudori, intervallate da quattro uomini che tengono loro bordone. Una dice che fa qualcosa di creativo, un'altra dice che è disegnata per fare l'amante, intanto donna Di Cioccio cita Woody Allen e altri brani d'autore per far vedere che... Un'altra ancora dice che ha fatto sesso con il marito pensando a un altro (e qui siamo nell'universo di «Pazza idea»). Allora interviene un lui e dice «cerco di emozionarla».

Era Michel Foucault (tanto per fare la Di Cioccio) che sosteneva che straparlare di sesso è una forma sottile di sottomissione al potere. Più cose vengono dette e fatte, più cose possono essere amministrate, al di fuori dell'eversiva oscurità in cui le teneva il loro silenzio. Qui stiamo solo raccogliendo i danni televisivi fatti dai Willy Pasini, dai Raffaele Morelli, dai Paolo Crepet, da tutto l'Esercito della Salvezza del Banale. Bella novità!

Re: Fat Aldo

Inviato: 27/10/2011, 10:56
da Loki
ecco, mi dai lo spunto... programma ridicolo. ne ho visto 15 minuti, forse meno, sono ovviamente bastati.
lei è forse il personaggio televisivo con il minor rapporto fra quanto pensa di essere figa e quanto lo è realmente.
c'è un'aria di "ma come siamo liberi, ma come siamo libertini" fastidiosissima, parlano di sesso come se fosse l'orario degli autobus, riescono a spogliarlo di ogni erotismo, a levare ogni tipo di fascino.
ne escono fuori una serie di profili di una tristezza infinita, più che di trombare ti fanno venir voglia di psicanalizzarli.
La conduzione è ridicola, atteggiamento da film softcore, allusioni da pierino e la professoressa di lingue, abbigliamento... non lo commento nemmeno.
Le citazioni di cui parla Grasso sono sputate a caso.
Ridicolo.

Re: Fat Aldo

Inviato: 21/12/2011, 17:37
da alex63
Aspettando Jannacci
Ne valeva la pena


Aspettando Jannacci. La serata omaggio che Fabio Fazio ha reso a Enzo Jannacci aveva una sola idea drammaturgica: quella di aspettare.

Aspettare Jannacci come fosse Godot, aspettare la Milano che non c'è più, aspettare Beppe Viola, aspettare l'aspettare. Nell'attesa il cartellone è ricco: Antonio Albanese canta «Vengo anch'io», Teo Teocoli si esibisce ne «Il dritto», Irene Grandi attacca «Ci vuole orecchio». E intanto Jannacci padre non arriva. C'è il figlio in studio, che suona e interpreta (interpreta le canzoni del padre nel senso che ce le spiega, caso mai non le avessimo capite), ci sono Ale & Franz, c'è Roberto Vecchioni che, da ispirato, interpreta «Vincenzina la fabbrica» (Rai3, lunedì, ore 21,09).

C'è grande attesa che si compia un miracolo: rivedere Cochi e Renato tornati ai tempi de «Il poeta e il contadino» o Boldi e Teocoli inseguiti dai fantasmi sgangherati e bellissimi di «Non lo sapessi ma lo so», con tutto il rimpianto e la nostalgia canaglia per quella tv di professionisti, sperando che i sentimentalismi siano ancora sufficienti a garantire la bontà attuale di quella tv. E Jannacci si fa aspettare.

E allora sotto con Paolo Rossi che fa il palo dell'Ortica e Cristiano De André a dimostrarci, con Paolo Jannacci, che i figli hanno studiato musica. Per fortuna, nell'attesa, c'è Dario Fo che da tempo non lo si vedeva così vispo e spensierato (anche se ha il maledetto vizio di attualizzare le sue cose del passato) a snocciolarci le allegre disgrazie di «Ho visto un re».

Il programma si chiamava «Vengo anch'io, ovvero Enzo Jannacci» ed era un tributo di amici nei confronti del nostro Godot, un modo per rompere l'attesa, per passer le temps , per trovare un senso a questa lunga attesa. Poi finalmente si materializza e, più stranito del solito, ci fa rivivere stupendamente l'epopea di «El portava i scarp del tennis». A ricordarci che l'attesa ne valeva la pena.


Aldo Grasso


: Love :

Re: Fat Aldo

Inviato: 21/12/2011, 17:43
da Loki
adoro jannacci... sarà recuperabile online la puntata??

Re: Fat Aldo

Inviato: 21/12/2011, 17:51
da alex63
Loki ha scritto:adoro jannacci... sarà recuperabile online la puntata??
non lo so non sono esperto.
Ma se adori jannacci la tua e' stata una colpevole dimenticanza!
Credo sia stata una specie di "celabriamolo da VIVO!"

Re: Fat Aldo

Inviato: 21/12/2011, 17:59
da Loki
non è una dimenticanza... semplicemente non avevo mai sentito del programma!

Re: Fat Aldo

Inviato: 21/12/2011, 18:20
da El Don
Forse riesco a rimediartelo io... appena posso controllo.