mimmomorena ha scritto:Tu chiedi, uno ti risponde. La tua controrisposta non significa nulla.
Forse perchè non è una controrisposta. Forse perchè non è vero che non significa nulla, sei solo tu che non capisci.
Un Buffa che racconta calcio in Italia è come Carlo Emilio Gadda che si mette a raccontare le tribune politiche di Andreotti e Fanfani, ma non perchè non esista un epos calcistico da raccontare. Questo epos c'è ed è enorme e bellissimo e lui ha cercato di attingervi in maniera letteraria, romantica e se vogliamo anche volutamente cialtronesca.
Però questo epos è un recinto di proprietà di geometri, ragionieri ed ingegneri, ciascuno con la propria mappa più vera del vero col proprio specifico colore.
Ciascuno di loro misurerà quello che Buffa ha detto, prima di tutto decidendo se è proprio tutto andato precisamente così e poi misurando di chi, quanto e quando ha parlato bene o male."L'errore" di Buffa sta tutto qui; oppure se ne frega del tutto e tira dritto.
In poche parole: che Buffa fosse un grande affabulatore lo si sapeva e dunque gli devono essere perdonate escursioni nella mitizzazione, proprio perchè gli è stato chiesto di fare epica.
Per assurdo e per far capire quello che voglio dire: se pure fosse vero che è esistito un guerriero fortissimo di nome Achilles, quello che è certo è che nella realtà vera non era invulnerabile escluso il tallone e che non è morto con una freccia infilzata proprio lì. Però è una bellissima storia.
Se è esistito un guerriero sotto le mura di Troia col nome di Achilles il massimo che si può dire rimanendo nella certezza dl reale è che c'è stato ed è morto.
Così però la storia non sa di nulla.
Poi però arriva lulu e dice che Omero è un adorabile contaballe.
Ok.
(lulu non ce l'ho con te, è per spiegarti che non ci devi rimanere male)
Naturalmente tutto sto discorso va fatto con le debite proporzioni di statura tra i due personaggi, intendo Buffa e Omero.
Buffa non spiega il pallone a nessuno, in italia è impossibile, ma ha cercato di raccontare l'amore verso le persone che hanno fatto il calcio attraverso l'epos, che è quello che gli riesce meglio. Il suo non era un programma di cronaca e nemmeno una delle tante tribune calcistiche (orribili), ma un modo di raccontare la sua/nostra vita attraverso la sua/nostra visione di un calcio romantico ed epico ad un tempo.
Non c'è nemmeno il dubbio che certe sue narrazioni di episodi che coinvolgono giocatori NBA siano in parte romanzati, è sicuro che lo siano.
Il fatto che voi non ve ne siate mai accorti o non depone a suo sfavore, secondo me.