Politica estera
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Rasheed
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Re: Politica estera
Perry è partito tra i "favoriti" solo perchè,in un periodo di crisi,il suo Stato è uno dei pochi in boom economico...
ma il Texas,sostanzialmente,si governa da solo...e infatti,sono bastati 3 dibattiti per farlo passare da frontrunner a frontloser...
se esiste il termine frontloser...
ad ogni tornata i candidati si scannano tra loro...verissimo.. infatti all'ultima tornata hanno demolito la Clinton da una parte e lo stesso Romney dall'altra,che all'inizio erano i favoriti della nomination...
il problema è che quando fai fuori il favorito....o esce fuori il Clinton/Obama di turno...oppure hai fatto una stronzata...
la destra del partito Repubblicano spera che questo sia Gingrich..sicuramente uno politicamente capace ma con troppi scheletri nell'armadio per ambire a battere il Presidente...
Presidente che non so che argomenti avesse dalla sua...una delle delusioni politiche più grosse nella storia del suo Paese
a oggi verrebbe rieletto...non per propri meriti
ma il Texas,sostanzialmente,si governa da solo...e infatti,sono bastati 3 dibattiti per farlo passare da frontrunner a frontloser...
se esiste il termine frontloser...
ad ogni tornata i candidati si scannano tra loro...verissimo.. infatti all'ultima tornata hanno demolito la Clinton da una parte e lo stesso Romney dall'altra,che all'inizio erano i favoriti della nomination...
il problema è che quando fai fuori il favorito....o esce fuori il Clinton/Obama di turno...oppure hai fatto una stronzata...
la destra del partito Repubblicano spera che questo sia Gingrich..sicuramente uno politicamente capace ma con troppi scheletri nell'armadio per ambire a battere il Presidente...
Presidente che non so che argomenti avesse dalla sua...una delle delusioni politiche più grosse nella storia del suo Paese
a oggi verrebbe rieletto...non per propri meriti
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Mattia
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Re: Politica estera
romney nettamente il migliore, per distacco.
pena come stan messi...
oh, rick Santorum ragazzi..
il partito repubblicano e' allo sbando. sono chiaramente rimasti indietro e sono fratturati da fazioni ben piu' marcate degli altri.
e questo e' un male per gli stati uniti.
peraltro, obama ''ha preso bin laden''.
lo so lo so, ma non ditelo a me, ditelo a loro....
pena come stan messi...
oh, rick Santorum ragazzi..
il partito repubblicano e' allo sbando. sono chiaramente rimasti indietro e sono fratturati da fazioni ben piu' marcate degli altri.
e questo e' un male per gli stati uniti.
peraltro, obama ''ha preso bin laden''.
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Rasheed
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Re: Politica estera
nel 2016 arriva Rubio...
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Mattia
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Re: Politica estera
giuro che non l'ho capita 
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Mattia
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Re: Politica estera
ah
pensavo ci fosse di mezzo quello di minnie
pensavo ci fosse di mezzo quello di minnie
- DNA
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Re: Politica estera
Effettivamente si capisce male quello che intendo..Rasheed ha scritto:in parte?
In parte nel senso che in parte ha provato a rispettarli (sanità) e in parte proprio no (politica estera), sui risultati glisso e perchè non ho certamente il polso della situazione che hai tu, e per essere politically correct.
Ogni mano aperta che vedo mi spinge e mi colpisce
Però, non basta colpirmi, bisogna farmi cadere...
La balla passa ma l'ignoranza resta
Da oggi chiamatemi tuca cincillà, che vuol dire piedi di coniglietto peloso
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Rasheed
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Re: Politica estera
non ho molto il polso della situazione...
basta però andarsi a leggere quello che diceva...il famoso "change",il cambiamento con cui ci hanno riempito la testa anche qui...non c'è...
e la stessa riforma sanitaria...se non l'avesse fatta lui...ma un Clinton al secondo mandato...diciamo che ne avrebbero parlato in maniera diversa...
cmq Romney nei sondaggi Nazionali è vicinissimo...e infatti i grandi vecchi del partito e le voci che contano,Karl Rove in testa,lo appoggiano...
la Florida è già un bel test
basta però andarsi a leggere quello che diceva...il famoso "change",il cambiamento con cui ci hanno riempito la testa anche qui...non c'è...
e la stessa riforma sanitaria...se non l'avesse fatta lui...ma un Clinton al secondo mandato...diciamo che ne avrebbero parlato in maniera diversa...
cmq Romney nei sondaggi Nazionali è vicinissimo...e infatti i grandi vecchi del partito e le voci che contano,Karl Rove in testa,lo appoggiano...
la Florida è già un bel test
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Strummer, Jones
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Re: Politica estera
Beh Obama ha tirato fuori i discorsi dell'occupazione in aumento, delle grandi manifatture in ripresa, la morte di Bin Laden e Gheddafi... Poi concordo con te che abbia ampiamente fallito su molti punti del suo programma...
Giusto anche l'altro discorso, anche se lì IMO è sostanzialmente un mors tua vita mea e quindi chissenefrega se alla fine i repubblicani ne escono indeboliti... Non credo ci sia una visione d'insieme, un progetto, che magari permetta ad un candidato credibile di arrivare fino in fondo e vincere contro l'IMO battibilissimo Obama... Tant'è che quattro anni fa anche lo stesso Obama si era preso un bel pò di melma, ma aveva tutt'altro passo rispetto agli altri...
PS
Hai qualche link per le presidenziali in Francia e Germania?
Giusto anche l'altro discorso, anche se lì IMO è sostanzialmente un mors tua vita mea e quindi chissenefrega se alla fine i repubblicani ne escono indeboliti... Non credo ci sia una visione d'insieme, un progetto, che magari permetta ad un candidato credibile di arrivare fino in fondo e vincere contro l'IMO battibilissimo Obama... Tant'è che quattro anni fa anche lo stesso Obama si era preso un bel pò di melma, ma aveva tutt'altro passo rispetto agli altri...
PS
Hai qualche link per le presidenziali in Francia e Germania?
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Rasheed
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Re: Politica estera
Dò una letta alle edizioni online dei giornali locali...in lingua inglese però 
- DNA
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Re: Politica estera
Il change di certo non c'è è stato, una campagna più pubblicitaria che elettorale, e questo l'ho sempre pensato, ma a parte questo non ho trovato disastroso il suo mandato, ha fatto poco, complici molte problematiche, vedi la situazione economica deragliante e la fama di "cattivi" lasciata dalla precedente presidenza, certo non sono scusanti, ma non ho neppure visto disastri clamorosi.Rasheed ha scritto:non ho molto il polso della situazione...
basta però andarsi a leggere quello che diceva...il famoso "change",il cambiamento con cui ci hanno riempito la testa anche qui...non c'è...
e la stessa riforma sanitaria...se non l'avesse fatta lui...ma un Clinton al secondo mandato...diciamo che ne avrebbero parlato in maniera diversa...
cmq Romney nei sondaggi Nazionali è vicinissimo...e infatti i grandi vecchi del partito e le voci che contano,Karl Rove in testa,lo appoggiano...
la Florida è già un bel test
Ci si aspettava 100 e si è ottenuto 2 questo è l'unica cosa che mi sembra imputabile.
Invece mi sembra tu non lo ritenga poco adatto a quel ruolo, mi interessava capire perchè...
Ogni mano aperta che vedo mi spinge e mi colpisce
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La balla passa ma l'ignoranza resta
Da oggi chiamatemi tuca cincillà, che vuol dire piedi di coniglietto peloso
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Strummer, Jones
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Re: Politica estera
Dal mio punto di vista Obama ha proprio fatto proprio il compitino ino ino... Vuoi perché l'attesa era forse eccessiva, vuoi perché IMO si è venduto benissimo in campagna elettorale, ma per un passo avanti ne ha fatto uno e mezzo indietro su tutti i punti... Io onestamente mi aspettavo decisioni più ardite...
Mi spiace parlarne così perché nel 2008 simpatizzavo per lui...
EDIT: peraltro Gingrich mi ricorda moooolto da vicino il caro Silvietto
Mi spiace parlarne così perché nel 2008 simpatizzavo per lui...
EDIT: peraltro Gingrich mi ricorda moooolto da vicino il caro Silvietto
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Rasheed
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Re: Politica estera
non lo ritengo meno capace di altri...o meno adatto...
ma ha promesso 100...ottenuto 2...
io vivo le elezioni americane da esterno...non sono americano e so benissimo che,repubblicano o democratico,a me cambierà pochissimo...sono pochissimi quelli ad aver cambiato davvero qualcosa...
ma la morale che ci sorbiamo ad ogni elezione sulla "bontà"del candidato democratico rispetto a quello conservatore...è una roba che francamente non sopporto...
e vedere il paladino del "change"...quello degli editoriali di Zucconi e Servergnini...dei collegamenti di Borrelli...degli speciali di Romani su SkyTg24...
spedito a casa dopo un mandato...mi darebbe un raro gusto di soddisfazione...
ma ha promesso 100...ottenuto 2...
io vivo le elezioni americane da esterno...non sono americano e so benissimo che,repubblicano o democratico,a me cambierà pochissimo...sono pochissimi quelli ad aver cambiato davvero qualcosa...
ma la morale che ci sorbiamo ad ogni elezione sulla "bontà"del candidato democratico rispetto a quello conservatore...è una roba che francamente non sopporto...
e vedere il paladino del "change"...quello degli editoriali di Zucconi e Servergnini...dei collegamenti di Borrelli...degli speciali di Romani su SkyTg24...
spedito a casa dopo un mandato...mi darebbe un raro gusto di soddisfazione...
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Rasheed
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Re: Politica estera
ma non scherziamo...Strummer, Jones ha scritto:
EDIT: peraltro Gingrich mi ricorda moooolto da vicino il caro Silvietto
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Rasheed
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Re: Politica estera
Massimo Fini parla per me...
Tutti pazzi per Obama? di Massimo Fini
Tutti pazzi per Obama. Oltre, e forse più, che negli Stati Uniti, in Europa e soprattutto in Italia dove non siamo mai secondi a nessuno nel flaianesco correre "in soccorso del vincitore". Tutti pazzi per Obama , a sinistra come a destra. A sinistra perché si ritiene che rappresenti "il cambiamento" (parola magica e taumaturgica che, per se stessa, non significa assolutamente nulla se non l'eterno bisogno dell'uomo di illudersi che le cose, nel futuro, vadano meglio), a destra però l'elezione di un presidente nero, o comunque mezzo nero, dimostrerebbe, come scrive, sia pur a denti stretti, Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, quanto "aperta e libera" sia la società americana.
Ho ascoltato in questi giorni un'infinità di stucchevoli dibattiti sulle elezioni americane, ma alla domanda perché mai Barack Obama debba essere considerato se non "l'uomo della Provvidenza" almeno quello del "cambiamento" (concetto che, se ha mai un senso, contiene in sè quello di "miglioramento") la sola risposta comprensibile che politici, politologi, esperti, commentatori, eccetera, hanno saputo dare è questa: perché è un nero. Ora un nero non è per ciò stesso, migliore di un bianco. Questo lo può pensare solo una società intimamente razzista come resta quella americana ...
... e, in sottofondo, anche come quella europea e italiana (altrimenti il fatto che il nuovo inquilino della Casa Bianca sia un nero, o comunque un mezzo nero, non susciterebbe tanto scalpore).
Anche Condoleezza Rice è nera, e per sopramercato donna, eppure è stata un'assatanata guerrafondaia, più del suo bianco superiore. Uno degli equivoci in cui cade la sinistra europea, e in particolare quella italiana, è di credere che i democratici americani siano, in politica estera, meno aggressivi dei repubblicani. Ma fu il democraticissimo Kennedy (e Obama è chiamato "il Kennedy nero") a iniziare la guerra del Vietnam e fu il disprezzatissimo repubblicano Nixon (forse il miglior presidente che gli Stati Uniti abbiano avuto nel dopoguerra, non a caso fatto fuori per una bagatella) a chiuderla. Fu sempre Kennedy a combinare il pasticcio della "Baia dei porci" e il democratico Carter quello del blitz nell'Iran khomeinista. Ed è stato il democratico Clinton, il sassofonista che tanto piacque a Veltroni, a fare la più assurda delle guerre, più assurda di quella all'Afghanistan o all'Iraq, dell'ultimo ventennio americano; la guerra alla Serbia, cioè all'Europa cristiana. L'America è un Paese imperiale e segue delle logiche imperiali cui nessun suo Presidente può sottrarsi. Al massimo Obama chiederà una maggior collaborazione agli europei ma sempre a condizione che seguano supinamente le logiche americane. Nessuno si illude che Obama ritiri spontaneamente le truppe dall'Afghanistan, dove si combatte la più vergognosa delle ultime guerre occidentali perché, sotto la formula ipocrita del "peace keeping", si vuole togliere a un popolo oltre la sua indipendenza anche la sua anima.
Obama non cambierà neanche il capitalismo americano. Perché anche il capitalismo, americano o meno, ha le sue logiche ferree da cui non può sfuggire. È inutile e ipocrita prendersela col capitalismo finanziario, perché è la diretta conseguenza, oltre che la precondizione, di quello industriale. Chi si scandalizza per il capitalismo finanziario è nella stessa posizione di chi avendo inventato la pallottola si meravigli che si sia arrivati al missile. Ora siamo al missile e non si può tornare indietro senza sconfessare l'intero impianto del modello di sviluppo occidentale. Cosa che nessun Obama può nè ha intenzione di fare.
Quanto al fatto che l'elezione di un nero dimostrerebbe quanto "aperta e libera" sia la democrazia americana, beh questo è un pensiero che può venire solo riguardo a un Paese che ha avuto fino a un secolo e mezzo fa la schiavitù, scomparsa in Occidente dalla caduta dell'Impero romano, e fino a cinquant'anni fa la segregazione razziale come nel tanto disprezzato Sud Africa bianco.
Non può essere portato come distintivo, come medaglia d'onore di una democrazia quello che in democrazia, che proclama solennemente l'uguaglianza di tutti i cittadini "senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione", dovrebbe essere l'assoluta normalità.
Tutti pazzi per Obama? di Massimo Fini
Tutti pazzi per Obama. Oltre, e forse più, che negli Stati Uniti, in Europa e soprattutto in Italia dove non siamo mai secondi a nessuno nel flaianesco correre "in soccorso del vincitore". Tutti pazzi per Obama , a sinistra come a destra. A sinistra perché si ritiene che rappresenti "il cambiamento" (parola magica e taumaturgica che, per se stessa, non significa assolutamente nulla se non l'eterno bisogno dell'uomo di illudersi che le cose, nel futuro, vadano meglio), a destra però l'elezione di un presidente nero, o comunque mezzo nero, dimostrerebbe, come scrive, sia pur a denti stretti, Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, quanto "aperta e libera" sia la società americana.
Ho ascoltato in questi giorni un'infinità di stucchevoli dibattiti sulle elezioni americane, ma alla domanda perché mai Barack Obama debba essere considerato se non "l'uomo della Provvidenza" almeno quello del "cambiamento" (concetto che, se ha mai un senso, contiene in sè quello di "miglioramento") la sola risposta comprensibile che politici, politologi, esperti, commentatori, eccetera, hanno saputo dare è questa: perché è un nero. Ora un nero non è per ciò stesso, migliore di un bianco. Questo lo può pensare solo una società intimamente razzista come resta quella americana ...
... e, in sottofondo, anche come quella europea e italiana (altrimenti il fatto che il nuovo inquilino della Casa Bianca sia un nero, o comunque un mezzo nero, non susciterebbe tanto scalpore).
Anche Condoleezza Rice è nera, e per sopramercato donna, eppure è stata un'assatanata guerrafondaia, più del suo bianco superiore. Uno degli equivoci in cui cade la sinistra europea, e in particolare quella italiana, è di credere che i democratici americani siano, in politica estera, meno aggressivi dei repubblicani. Ma fu il democraticissimo Kennedy (e Obama è chiamato "il Kennedy nero") a iniziare la guerra del Vietnam e fu il disprezzatissimo repubblicano Nixon (forse il miglior presidente che gli Stati Uniti abbiano avuto nel dopoguerra, non a caso fatto fuori per una bagatella) a chiuderla. Fu sempre Kennedy a combinare il pasticcio della "Baia dei porci" e il democratico Carter quello del blitz nell'Iran khomeinista. Ed è stato il democratico Clinton, il sassofonista che tanto piacque a Veltroni, a fare la più assurda delle guerre, più assurda di quella all'Afghanistan o all'Iraq, dell'ultimo ventennio americano; la guerra alla Serbia, cioè all'Europa cristiana. L'America è un Paese imperiale e segue delle logiche imperiali cui nessun suo Presidente può sottrarsi. Al massimo Obama chiederà una maggior collaborazione agli europei ma sempre a condizione che seguano supinamente le logiche americane. Nessuno si illude che Obama ritiri spontaneamente le truppe dall'Afghanistan, dove si combatte la più vergognosa delle ultime guerre occidentali perché, sotto la formula ipocrita del "peace keeping", si vuole togliere a un popolo oltre la sua indipendenza anche la sua anima.
Obama non cambierà neanche il capitalismo americano. Perché anche il capitalismo, americano o meno, ha le sue logiche ferree da cui non può sfuggire. È inutile e ipocrita prendersela col capitalismo finanziario, perché è la diretta conseguenza, oltre che la precondizione, di quello industriale. Chi si scandalizza per il capitalismo finanziario è nella stessa posizione di chi avendo inventato la pallottola si meravigli che si sia arrivati al missile. Ora siamo al missile e non si può tornare indietro senza sconfessare l'intero impianto del modello di sviluppo occidentale. Cosa che nessun Obama può nè ha intenzione di fare.
Quanto al fatto che l'elezione di un nero dimostrerebbe quanto "aperta e libera" sia la democrazia americana, beh questo è un pensiero che può venire solo riguardo a un Paese che ha avuto fino a un secolo e mezzo fa la schiavitù, scomparsa in Occidente dalla caduta dell'Impero romano, e fino a cinquant'anni fa la segregazione razziale come nel tanto disprezzato Sud Africa bianco.
Non può essere portato come distintivo, come medaglia d'onore di una democrazia quello che in democrazia, che proclama solennemente l'uguaglianza di tutti i cittadini "senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione", dovrebbe essere l'assoluta normalità.
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Strummer, Jones
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Re: Politica estera
Sono stato un pò avventato..Rasheed ha scritto:ma non scherziamo...Strummer, Jones ha scritto:
EDIT: peraltro Gingrich mi ricorda moooolto da vicino il caro Silvietto
Parlavo del mange a trois, del dare del comunista a chi lo critica, delle tre mogli... Non certo dal punto di vista politico...
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Mattia
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Re: Politica estera
alla prossima volta che citi severgnini in un topic chiamato politica estera ti banno rasho
- DNA
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Re: Politica estera
Ok, capito, io non do mai peso a quello che dice la stampa o la politica, o meglio gli attribuisco un peso relativo che mi serve solo a crearmi un'opinione quindi un'eventuale sconfitta di obama non significherebbe niente dal punto di vista delle screditamento di questi.
Rispetto a quell'editoriale, la penso molto diversamente invertendo difatto nixon con clinton (ritenendo peraltro quell'intervento in serbia una gran cosa, visto lo stato in cui versava quella gente e le politiche scellerate di milosevic, intervento fatto in un'area economicamente meno significativa del golfo, di iraq o dell'afganistan, viste le spiegazioni datemi da mici serbi e bosniaci e viste le testimonianze di mio padre che portava aiuti umanitari sul campo alla popolazione), per il resto rispetto alla scarsa differenza in politica estera dei due schieramenti americani e ai ridicoli riflessi della situazione politica oltreoceano sui nostri media etc. sono d'accordo.
Rispetto a quell'editoriale, la penso molto diversamente invertendo difatto nixon con clinton (ritenendo peraltro quell'intervento in serbia una gran cosa, visto lo stato in cui versava quella gente e le politiche scellerate di milosevic, intervento fatto in un'area economicamente meno significativa del golfo, di iraq o dell'afganistan, viste le spiegazioni datemi da mici serbi e bosniaci e viste le testimonianze di mio padre che portava aiuti umanitari sul campo alla popolazione), per il resto rispetto alla scarsa differenza in politica estera dei due schieramenti americani e ai ridicoli riflessi della situazione politica oltreoceano sui nostri media etc. sono d'accordo.
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Zero
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Re: Politica estera
in Germania si vota nel 2013, in Francia, Sarkozy deve ancora far partire al 100% una campagna elettorale che lo vede sotti di 10 punti percentuali ad HollandStrummer, Jones ha scritto:
PS
Hai qualche link per le presidenziali in Francia e Germania?
ah se c'e' uno che si fa recuperare 10% in 4 mesi questo e' Holland, carisma zero. Avrei di lunga preferito Martine Aubry.
Benim adım Ebruli.
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Zero
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Re: Politica estera
perche' la guerra del 99 e' piu' assurda di quella all'Iraq?Rasheed ha scritto:Massimo Fini parla per me...
Tutti pazzi per Obama? di Massimo Fini
Tutti pazzi per Obama. Oltre, e forse più, che negli Stati Uniti, in Europa e soprattutto in Italia dove non siamo mai secondi a nessuno nel flaianesco correre "in soccorso del vincitore". Tutti pazzi per Obama , a sinistra come a destra. A sinistra perché si ritiene che rappresenti "il cambiamento" (parola magica e taumaturgica che, per se stessa, non significa assolutamente nulla se non l'eterno bisogno dell'uomo di illudersi che le cose, nel futuro, vadano meglio), a destra però l'elezione di un presidente nero, o comunque mezzo nero, dimostrerebbe, come scrive, sia pur a denti stretti, Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, quanto "aperta e libera" sia la società americana.
Ho ascoltato in questi giorni un'infinità di stucchevoli dibattiti sulle elezioni americane, ma alla domanda perché mai Barack Obama debba essere considerato se non "l'uomo della Provvidenza" almeno quello del "cambiamento" (concetto che, se ha mai un senso, contiene in sè quello di "miglioramento") la sola risposta comprensibile che politici, politologi, esperti, commentatori, eccetera, hanno saputo dare è questa: perché è un nero. Ora un nero non è per ciò stesso, migliore di un bianco. Questo lo può pensare solo una società intimamente razzista come resta quella americana ...
... e, in sottofondo, anche come quella europea e italiana (altrimenti il fatto che il nuovo inquilino della Casa Bianca sia un nero, o comunque un mezzo nero, non susciterebbe tanto scalpore).
Anche Condoleezza Rice è nera, e per sopramercato donna, eppure è stata un'assatanata guerrafondaia, più del suo bianco superiore. Uno degli equivoci in cui cade la sinistra europea, e in particolare quella italiana, è di credere che i democratici americani siano, in politica estera, meno aggressivi dei repubblicani. Ma fu il democraticissimo Kennedy (e Obama è chiamato "il Kennedy nero") a iniziare la guerra del Vietnam e fu il disprezzatissimo repubblicano Nixon (forse il miglior presidente che gli Stati Uniti abbiano avuto nel dopoguerra, non a caso fatto fuori per una bagatella) a chiuderla. Fu sempre Kennedy a combinare il pasticcio della "Baia dei porci" e il democratico Carter quello del blitz nell'Iran khomeinista. Ed è stato il democratico Clinton, il sassofonista che tanto piacque a Veltroni, a fare la più assurda delle guerre, più assurda di quella all'Afghanistan o all'Iraq, dell'ultimo ventennio americano; la guerra alla Serbia, cioè all'Europa cristiana. L'America è un Paese imperiale e segue delle logiche imperiali cui nessun suo Presidente può sottrarsi. Al massimo Obama chiederà una maggior collaborazione agli europei ma sempre a condizione che seguano supinamente le logiche americane. Nessuno si illude che Obama ritiri spontaneamente le truppe dall'Afghanistan, dove si combatte la più vergognosa delle ultime guerre occidentali perché, sotto la formula ipocrita del "peace keeping", si vuole togliere a un popolo oltre la sua indipendenza anche la sua anima.
Obama non cambierà neanche il capitalismo americano. Perché anche il capitalismo, americano o meno, ha le sue logiche ferree da cui non può sfuggire. È inutile e ipocrita prendersela col capitalismo finanziario, perché è la diretta conseguenza, oltre che la precondizione, di quello industriale. Chi si scandalizza per il capitalismo finanziario è nella stessa posizione di chi avendo inventato la pallottola si meravigli che si sia arrivati al missile. Ora siamo al missile e non si può tornare indietro senza sconfessare l'intero impianto del modello di sviluppo occidentale. Cosa che nessun Obama può nè ha intenzione di fare.
Quanto al fatto che l'elezione di un nero dimostrerebbe quanto "aperta e libera" sia la democrazia americana, beh questo è un pensiero che può venire solo riguardo a un Paese che ha avuto fino a un secolo e mezzo fa la schiavitù, scomparsa in Occidente dalla caduta dell'Impero romano, e fino a cinquant'anni fa la segregazione razziale come nel tanto disprezzato Sud Africa bianco.
Non può essere portato come distintivo, come medaglia d'onore di una democrazia quello che in democrazia, che proclama solennemente l'uguaglianza di tutti i cittadini "senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione", dovrebbe essere l'assoluta normalità.
Benim adım Ebruli.