Encolpio ha scritto:
Ciò che invece mi infastidisce molto, e che già ho segnalato in altri ambiti, è chi "dialettizza" l'italiano. Come fanno di regola i romani. Io mi sono sempre sforzato, anche grazie all'aiuto di genitori "sensibili" alla cosa, di perdere l'intercalare tipicamente piacentino quando parlo italiano, i suoi "tic". Per i romani sembra invece quasi motivo di vanto. Il che è segnale di un provincialismo intrinseco scoraggiante. E questo non vale solo per il borgataro...per cui ci starebbe anche. Ma vale per l'intellettuale. Marco Damilano, che va in televisione a fare il pedante, non parla italiano...biascica romanesco. Fossi in televisione con lui...lo schianterei...appena caga il cazzo. Addamilà...ma manco sai parlà in itajano...ma chemmevuoi imparà?!?
C'è da dire che poi, se senti Marco Damilano a discussioni più formali (magari non televisive) rispetto a gazebo, il romano lo lascia a casa.
La cadenza a me piace sempre (l'accento, diciamo), ma concordo sul fastidio di alcune "imbastardamenti" italo-dialettali, su tutti romano e napoletano (non il dialetto in sé, che peraltro nel caso del romano è ormai scomparso). Per motivi diversi, entrambi tendono a pensare che sia l'interlocutore a doversi adattare, sempre e comunque. La televisione ha contribuito parecchio allo sdoganamento della parlata romana, per cui ora è "concessa" un po' ovunque, a volte anche in situazioni formali, e per me si lega anche alla progressiva scomparsa del dialetto (che, se fosse sopravvissuto, avrebbe arginato il fenomeno). A me non piace, ovviamente (discorso simile, ma diverso, sul napoletano).
Ma va! Parla romanesco lercio anche dalla Gruber e con Napolitano. Pariggi, Cubba, tajare, politiga...etc.
boh, al festival del giornalismo parlava italiano.
una che parla un "romanaccio" (perchè non è romanesco) fortissimo è la Meloni. Un paio di giorni fa l'ho beccata da Vespa (senza contraddittorio, per gli amanti del genere) ed è una cosa imbarazzante.
Piuttosto, mi interesserebbe capire in che senso (dico sul serio) il romanesco è scomparso. Immagino dunque che la cadenza sdoganata dal cinema italiano anni '80-90 non sia autentica....
- "Crowds don't think. They react"
- Anyone who stops learning is old, whether at twenty or eighty. Anyone who keeps learning stays young.
Encolpio ha scritto:
Ciò che invece mi infastidisce molto, e che già ho segnalato in altri ambiti, è chi "dialettizza" l'italiano. Come fanno di regola i romani. Io mi sono sempre sforzato, anche grazie all'aiuto di genitori "sensibili" alla cosa, di perdere l'intercalare tipicamente piacentino quando parlo italiano, i suoi "tic". Per i romani sembra invece quasi motivo di vanto. Il che è segnale di un provincialismo intrinseco scoraggiante. E questo non vale solo per il borgataro...per cui ci starebbe anche. Ma vale per l'intellettuale. Marco Damilano, che va in televisione a fare il pedante, non parla italiano...biascica romanesco. Fossi in televisione con lui...lo schianterei...appena caga il cazzo. Addamilà...ma manco sai parlà in itajano...ma chemmevuoi imparà?!?
C'è da dire che poi, se senti Marco Damilano a discussioni più formali (magari non televisive) rispetto a gazebo, il romano lo lascia a casa.
La cadenza a me piace sempre (l'accento, diciamo), ma concordo sul fastidio di alcune "imbastardamenti" italo-dialettali, su tutti romano e napoletano (non il dialetto in sé, che peraltro nel caso del romano è ormai scomparso). Per motivi diversi, entrambi tendono a pensare che sia l'interlocutore a doversi adattare, sempre e comunque. La televisione ha contribuito parecchio allo sdoganamento della parlata romana, per cui ora è "concessa" un po' ovunque, a volte anche in situazioni formali, e per me si lega anche alla progressiva scomparsa del dialetto (che, se fosse sopravvissuto, avrebbe arginato il fenomeno). A me non piace, ovviamente (discorso simile, ma diverso, sul napoletano).
Ma va! Parla romanesco lercio anche dalla Gruber e con Napolitano. Pariggi, Cubba, tajare, politiga...etc.
boh, al festival del giornalismo parlava italiano.
una che parla un "romanaccio" (perchè non è romanesco) fortissimo è la Meloni. Un paio di giorni fa l'ho beccata da Vespa (senza contraddittorio, per gli amanti del genere) ed è una cosa imbarazzante.
No, no...si chiama proprio romanesco. Fidati. Anche la Meloni è fastidiosa...come tanti altri politici romani...ma non ha l'aggravante di essere un "intellettuale". Lei parla alla gènte.
Mi avete fatto venire la curiosità... Io avrei detto che il romanesco è quello di Trilussa e Belli, che nessuno parla più ed è difficile da leggere anche per un romano, mentre quello di oggi non è un dialetto ma un accento... Secondo Wikipedia, quello di oggi è anche romanesco ma nella sua variante moderna che non ha nulla a che fare con quello di Trilussa e Belli... A complicare le cose, "dialetto" non ha un significato univoco ed il romanesco "può essere considerato un dialetto nel senso anglo-francese ma non nel senso italiano."
Encolpio ha scritto:Vabé, ma tu puoi chiamarla come vuoi, anche coatto, o Scalfarotto...
La parlata romana alla Troppo Forte...è detta "romanesco" dagli stessi romani.
si vabbè, non vedo il senso della polemica su come viene chiamata.
Encolpio ha scritto:Nessuna polemica. Tu avevi scritto che si chiama "romanaccio" e non romanesco. Io ho precisato.
si ma io non ti stavo bacchettando. come ho precisato dopo, io li distinguo così, perchè altrimenti non si capisce di cosa si parla... chiamare "romanesco" due cose completamente diverse (la lingua di trilussa e quella della meloni) non aiuta. Poi se dico che il romanesco mi piace, pare che amo sentire Bonolis, invece intendo altro.