Opinionisti spazzatura (versione mundial)
- seanma
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
due pezzi da rep che trovo molto interessanti
LA RIVALITA'
La guerra dei Roses, ma in versione calcio. Quando ci si specchia nell’altro, per avere un’identità. La rivalità portata all’eccesso. Tu fai, io rifaccio. Tu monti, io smonto. Tutti e due già a casa. Uniti nell’onore e nel disonore. Sliding doors, però le porte non scorrono mai, e la vista è sempre quella.
Cristiano e Leo. I padroni, i 10 Palloni d’oro in due, i più ricchi e i più famosi, quelli che dovevano tatuare questo Mondiale. Quelli che per avere tutto di più finiscono per non avere quello che gli manca. Messi alla porta, prego avviarsi, exit. Fuori l’Argentina di Messi che poi sua non è mai stata. Fuori il Portogallo di Ronaldo che invece si è dato più da fare, ma poco nell’ultima partita. E perché? Perché l’altro era uscito dall’orizzonte del Mondiale. E quindi mancava il confronto. Ricordate i Duellanti? Leo è già a Barcellona con la sua famiglia. Ha viaggiato per conto suo, non con il charter della squadra, come tutti gli argentini che rientravano in Europa. Cristiano alla partenza si è fermato per gli autografi, poi ha viaggiato con la nazionale fino a Lisbona, e da lì vedrà cosa scegliere. Se restare a Madrid o se trasferirsi in una altra squadra (che però dovrà pagare una clausola rescissoria). E perché se ne vuole andare? Perché l’altro guadagna di più. Solo l’altro conta.
Messi parla alla squadra, lui che rifiuta ogni ribalta, nell’intervallo con la Nigeria. Ronaldo fa anche lui la stessa cosa nell’intervallo con l’Uruguay. Messi si fa fotografare con una capra per l’acronimo Goat e l’altro si fa crescere il pizzetto, appunto da capretta. Uno si mette a fare la pubblicità delle lamette e l’altro non si rade più, gira con barba da Mosè, come a dire: vediamo un po’ a chi danno più retta? A forza di marcarsi a uomo, non sul campo, ma nella vita, a forza di avvinghiarsi all’immagine dell’altro, in una replica che dovrebbe significare io non valgo meno di te, i due se ne vanno anche a braccetto sul Viale del Tramonto del mondiale. Leo ha 31 anni, Cristiano 33. Sembra troppo da Higlander rivederli nel 2022.
Da sempre lo sport prospera sulla rivalità, sulla rispettive proiezioni della gloria, c’è chi non riesce a liberarsi dall’altro ed è continuamente informato su gesti, gol, contratti, pensieri e parole. Altri cercherebbero la liberazione, lo scioglimento di quel cordone ombelicale, per poter finalmente affermare: io esisto a prescindere da te. E invece no, loro perseverano, nel contarsi ogni respiro, nel rimpicciolire il mondo al loro angolo. Quest’anno il Pallone d’Oro andrà a chi avanzerà in questo Mondiale, a chi avrà dato più spettacolo. Loro lo volevano per toglierlo all’altro. Dovranno rassegnarsi. Il pianeta calcio va avanti senza di loro, che comunque nella seconda fase di questa competizione non hanno mai segnato. Peccati comuni, debolezze da condividere. Cristiano e Leo. Così diversi, per peso, statura, nazionalità. Così uguali nello stamparsi addosso la faccia dell’altro. Ma entrambi lontano dal futuro. Che a loro forse non è mai interessato. Sì, la fama, i titoli, gli scudetti, le Champions. Tutto bello, tutto conquistato. Ma vuoi mettere rubare la palla all’altro?
AUF WIEDERSEHEN
KAZAN. C’è l’aspetto emotivo del tracollo, il più irrilevante, che produce reazioni a casaccio, tipo quelle dei politici di estrema destra dell’Afd che vogliono che «la Germania torni tedesca», o quelle miti e deluse di chi il pallone lo segue una volta ogni tanto, come Vettel: «Non sono un tecnico di calcio, ma è stato orribile». E poi c’è la Germania che s’è già messa al lavoro per capire i suoi sbagli, correggerli e pianificare un altro ciclo come quello, sensazionale, finito l’altra sera a Kazan, bruscamente ma non imprevedibilmente: «Non dobbiamo farci prendere dall’agitazione», ha detto il presidente federale Reinhard Grindel. «La settimana prossima esamineremo la situazione insieme al consiglio e al ct. Ma non decideremo sull’onda emotiva». Non è scontato che Löw, che a maggio aveva firmato per un altro quadriennio e ieri ha incassato la fiducia del capitano Neuer («La colpa è nostra, non sua»), resti. Né che voglia restare: «Adesso sono prigioniero della delusione e non sono in grado di riflettere. Ma profondi cambiamenti da fare ce ne sono», e potrebbe comunque essere lo stesso Löw a gestirli. La situazione è seria ma non grave ed è precipitata principalmente per il logorio, il logorio nei rapporti tra compagni che si frequentano da troppo e quello di giocatori che troppo hanno dato (Khedira e Gomez non saranno più convocati), anche se bisogna capire come mai un tedesco sia già in fase calante attorno ai trent’anni (Müller, Özil, Hummels, Boateng) e intorno ai 33-34 si sfili, come hanno fatto Lahm e Schweinsteiger.
Perché nella Mannschaft ci si consuma più in fretta?
La questione generazionale è un finto problema, alle spalle dei reduci di Russia spinge gente come Sané e Brandt, Dahoud ed Emre Can che garantirà immediatamente il ricambio. La vera questione da affrontare è di base, richiederà tempo e mezzi la ridiscussione dell’Extended Talent Promotion Program, il progetto lanciato nel 2000 con il quale è stato geneticamente modificato il dna del calcio tedesco. Ora serve un altro ritocco. «Non è in discussione il sistema che abbiamo creato», spiega Oliver Bierhoff, l’uomo che dirige tutte le nazionali comprese quelle femminili. «È dal punto di vista strettamente tecnico che ci siamo seduti. Dobbiamo dare un impulso. Il gioco di passaggi rasoterra non paga più».
È la fine, in pratica, del tiki taken, il dolce stile che ha trasformato la Germania da una nazionale possente e cingolata in una leggera, elegante, esuberante, introducendo una sorta di guardiolismo su scala nazionale. «Ma adesso», spiega Bierhoff, «è un modello superato. Altri, come gli inglesi, stanno facendo un grande lavoro sui vivai e noi non dobbiamo restare indietro. Bisogna tornare a produrre centravanti d’area e uomini che sappiamo dribblare». L’insegnamento del calcio di tocco è stato il linguaggio comune dei 52 centri tecnici che la Dfb, la federcalcio tedesca, aprì sul territorio all’inizio del millennio: educare alla sensibilità nel trattamento del pallone fu la vera idea rivoluzionaria. Adesso si tornerà invece a lezioni di calcio più ancestrale: uno contro uno e tiri in porta, che poi è l’evoluzione stessa che ha seguito Guardiola, che al Bayern ha rivoluto i centravanti puri (Lewandowski, poi Agüero e Gabriel Jesus al City) e i grandi dribblatori (Douglas Costa, Coman, Sané, Bernardo Silva), convinto che il passo in avanti sia nella creazione della superiorità numerica per mettere in moto il centravanti, praticamente un ritorno agli anni 70-80. L’idea della Germania è di innestare dei Rummenigge, dei Völler, degli Hässler, dei Littbarski sulla straordinaria base tecnica stesa in questi anni. Ma non ci sarà un ritorno al calcio muscolare di una volta: «No, di muscoli ne abbiamo già abbastanza». Ogni bravo tedesco dovrà armarsi di santa pazienza, nel giro di poco tornerà a spassarsela.
LA RIVALITA'
La guerra dei Roses, ma in versione calcio. Quando ci si specchia nell’altro, per avere un’identità. La rivalità portata all’eccesso. Tu fai, io rifaccio. Tu monti, io smonto. Tutti e due già a casa. Uniti nell’onore e nel disonore. Sliding doors, però le porte non scorrono mai, e la vista è sempre quella.
Cristiano e Leo. I padroni, i 10 Palloni d’oro in due, i più ricchi e i più famosi, quelli che dovevano tatuare questo Mondiale. Quelli che per avere tutto di più finiscono per non avere quello che gli manca. Messi alla porta, prego avviarsi, exit. Fuori l’Argentina di Messi che poi sua non è mai stata. Fuori il Portogallo di Ronaldo che invece si è dato più da fare, ma poco nell’ultima partita. E perché? Perché l’altro era uscito dall’orizzonte del Mondiale. E quindi mancava il confronto. Ricordate i Duellanti? Leo è già a Barcellona con la sua famiglia. Ha viaggiato per conto suo, non con il charter della squadra, come tutti gli argentini che rientravano in Europa. Cristiano alla partenza si è fermato per gli autografi, poi ha viaggiato con la nazionale fino a Lisbona, e da lì vedrà cosa scegliere. Se restare a Madrid o se trasferirsi in una altra squadra (che però dovrà pagare una clausola rescissoria). E perché se ne vuole andare? Perché l’altro guadagna di più. Solo l’altro conta.
Messi parla alla squadra, lui che rifiuta ogni ribalta, nell’intervallo con la Nigeria. Ronaldo fa anche lui la stessa cosa nell’intervallo con l’Uruguay. Messi si fa fotografare con una capra per l’acronimo Goat e l’altro si fa crescere il pizzetto, appunto da capretta. Uno si mette a fare la pubblicità delle lamette e l’altro non si rade più, gira con barba da Mosè, come a dire: vediamo un po’ a chi danno più retta? A forza di marcarsi a uomo, non sul campo, ma nella vita, a forza di avvinghiarsi all’immagine dell’altro, in una replica che dovrebbe significare io non valgo meno di te, i due se ne vanno anche a braccetto sul Viale del Tramonto del mondiale. Leo ha 31 anni, Cristiano 33. Sembra troppo da Higlander rivederli nel 2022.
Da sempre lo sport prospera sulla rivalità, sulla rispettive proiezioni della gloria, c’è chi non riesce a liberarsi dall’altro ed è continuamente informato su gesti, gol, contratti, pensieri e parole. Altri cercherebbero la liberazione, lo scioglimento di quel cordone ombelicale, per poter finalmente affermare: io esisto a prescindere da te. E invece no, loro perseverano, nel contarsi ogni respiro, nel rimpicciolire il mondo al loro angolo. Quest’anno il Pallone d’Oro andrà a chi avanzerà in questo Mondiale, a chi avrà dato più spettacolo. Loro lo volevano per toglierlo all’altro. Dovranno rassegnarsi. Il pianeta calcio va avanti senza di loro, che comunque nella seconda fase di questa competizione non hanno mai segnato. Peccati comuni, debolezze da condividere. Cristiano e Leo. Così diversi, per peso, statura, nazionalità. Così uguali nello stamparsi addosso la faccia dell’altro. Ma entrambi lontano dal futuro. Che a loro forse non è mai interessato. Sì, la fama, i titoli, gli scudetti, le Champions. Tutto bello, tutto conquistato. Ma vuoi mettere rubare la palla all’altro?
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KAZAN. C’è l’aspetto emotivo del tracollo, il più irrilevante, che produce reazioni a casaccio, tipo quelle dei politici di estrema destra dell’Afd che vogliono che «la Germania torni tedesca», o quelle miti e deluse di chi il pallone lo segue una volta ogni tanto, come Vettel: «Non sono un tecnico di calcio, ma è stato orribile». E poi c’è la Germania che s’è già messa al lavoro per capire i suoi sbagli, correggerli e pianificare un altro ciclo come quello, sensazionale, finito l’altra sera a Kazan, bruscamente ma non imprevedibilmente: «Non dobbiamo farci prendere dall’agitazione», ha detto il presidente federale Reinhard Grindel. «La settimana prossima esamineremo la situazione insieme al consiglio e al ct. Ma non decideremo sull’onda emotiva». Non è scontato che Löw, che a maggio aveva firmato per un altro quadriennio e ieri ha incassato la fiducia del capitano Neuer («La colpa è nostra, non sua»), resti. Né che voglia restare: «Adesso sono prigioniero della delusione e non sono in grado di riflettere. Ma profondi cambiamenti da fare ce ne sono», e potrebbe comunque essere lo stesso Löw a gestirli. La situazione è seria ma non grave ed è precipitata principalmente per il logorio, il logorio nei rapporti tra compagni che si frequentano da troppo e quello di giocatori che troppo hanno dato (Khedira e Gomez non saranno più convocati), anche se bisogna capire come mai un tedesco sia già in fase calante attorno ai trent’anni (Müller, Özil, Hummels, Boateng) e intorno ai 33-34 si sfili, come hanno fatto Lahm e Schweinsteiger.
Perché nella Mannschaft ci si consuma più in fretta?
La questione generazionale è un finto problema, alle spalle dei reduci di Russia spinge gente come Sané e Brandt, Dahoud ed Emre Can che garantirà immediatamente il ricambio. La vera questione da affrontare è di base, richiederà tempo e mezzi la ridiscussione dell’Extended Talent Promotion Program, il progetto lanciato nel 2000 con il quale è stato geneticamente modificato il dna del calcio tedesco. Ora serve un altro ritocco. «Non è in discussione il sistema che abbiamo creato», spiega Oliver Bierhoff, l’uomo che dirige tutte le nazionali comprese quelle femminili. «È dal punto di vista strettamente tecnico che ci siamo seduti. Dobbiamo dare un impulso. Il gioco di passaggi rasoterra non paga più».
È la fine, in pratica, del tiki taken, il dolce stile che ha trasformato la Germania da una nazionale possente e cingolata in una leggera, elegante, esuberante, introducendo una sorta di guardiolismo su scala nazionale. «Ma adesso», spiega Bierhoff, «è un modello superato. Altri, come gli inglesi, stanno facendo un grande lavoro sui vivai e noi non dobbiamo restare indietro. Bisogna tornare a produrre centravanti d’area e uomini che sappiamo dribblare». L’insegnamento del calcio di tocco è stato il linguaggio comune dei 52 centri tecnici che la Dfb, la federcalcio tedesca, aprì sul territorio all’inizio del millennio: educare alla sensibilità nel trattamento del pallone fu la vera idea rivoluzionaria. Adesso si tornerà invece a lezioni di calcio più ancestrale: uno contro uno e tiri in porta, che poi è l’evoluzione stessa che ha seguito Guardiola, che al Bayern ha rivoluto i centravanti puri (Lewandowski, poi Agüero e Gabriel Jesus al City) e i grandi dribblatori (Douglas Costa, Coman, Sané, Bernardo Silva), convinto che il passo in avanti sia nella creazione della superiorità numerica per mettere in moto il centravanti, praticamente un ritorno agli anni 70-80. L’idea della Germania è di innestare dei Rummenigge, dei Völler, degli Hässler, dei Littbarski sulla straordinaria base tecnica stesa in questi anni. Ma non ci sarà un ritorno al calcio muscolare di una volta: «No, di muscoli ne abbiamo già abbastanza». Ogni bravo tedesco dovrà armarsi di santa pazienza, nel giro di poco tornerà a spassarsela.
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
c'era anche Adriana Volpe!dfavors ha scritto:"Il tenente Ciccio"![]()
![]()
ah beh...
ieri gialappi e duo comico al meglio...
Abbiamo ricevuto la sceneggiatura del film, nella prima scena il tenente Ciccio viene ucciso e arriva il commissario Spillo
uno spettatore ci scrive che Collovati dopo i Mondiali girava a Stintino con la maglia della nazionale per farsi riconoscere...
adesso mi date il nome e cognome di questo qui che ha scritto!
è già in galera? (megacit.)
ok, ero a Stintino, in barca, c'era anche bisteccone Galeazzi, abbiamo rischiato di affondare (serio, senza rendersi conto della battuta involontaria), ma non avevo la maglia della nazionale...
no ma aspetta, lo spettatore conclude con "grande Fulvio!"
eh ma ditelo prima, allora ok...
ma come "allora ok"? quindi uno può scrivere di tutto purchè concluda con "grande Fulvio"?
Encolpio ha scritto:I pensanti sono qui fra voi. Un Vincenzo, un Rasho, un Cap Jack, un Encolpio.
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
In attesa che Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello sviluppo economico con delega alle Tlc, ci spieghi quale sarà il futuro della tv generalista (non però sulla base di un recente report di Morgan Stanley, una di quelle banche che fino a ieri i grillini indicavano come una tessera del Grande complotto internazionale), in attesa, dicevo, di queste spiegazioni prendiamo atto del buon lavoro che Mediaset sta facendo sui Mondiali di calcio.
Peccato «Balalaika», il varietà di Canale 5 che tallona il calcio giocato. No, non ci siamo, nonostante gli ultimi aggiustamenti: alla Gialappa' s Band è stato messo un piccolo silenziatore; Nicola Savino e Ilary Blasi cercano di non pestarsi i piedi, anche se i ruoli non sono chiari; Alberto Brandi, con il suo volto da college movie, sottrae a Savino i discorsi calcisticamente più impegnati. No, non ci siamo.
Forse era meglio spostare «Tiki Taka» su Canale 5. Ho letto che a Mediaset sarebbero delusi dagli ascolti del varietà, ma la delusione avrebbero dovuto metterla nel conto, viste le scelte. La colpa è di chi ha valutato un format che ricalcava pedissequamente «Quelli che il calcio»; la colpa è di chi ha scelto Nicola Savino e il suo giro di comici; la colpa è di chi pensa che prendere per i fondelli Ciccio Graziani («il Pippo Franco del calcio italiano», secondo Diego Abatantuono) e le sue giacche sia un' idea intelligente. Che sofferenza vedere l' altra metà di Paolino Pulici trasformato in vittima sacrificale!
Un varietà non funziona solo sull' accumulo (l'inutile Belén Rodriguez, i collegamenti dalla Piazza Rossa di Mosca con Javier Zanetti o Hernan Crespo, Gene Gnocchi tatuato, Ciro Ferrara in quota Sud, l'ex arbitro Elena Tambini), funziona sulle idee, sul carisma del conduttore e, nel caso specifico, sulla capacità di analizzare anche le partite con il sorriso sulle labbra.
Sì, era meglio spostare «Tiki Taka».
Aldo Grasso corriere.it
Peccato «Balalaika», il varietà di Canale 5 che tallona il calcio giocato. No, non ci siamo, nonostante gli ultimi aggiustamenti: alla Gialappa' s Band è stato messo un piccolo silenziatore; Nicola Savino e Ilary Blasi cercano di non pestarsi i piedi, anche se i ruoli non sono chiari; Alberto Brandi, con il suo volto da college movie, sottrae a Savino i discorsi calcisticamente più impegnati. No, non ci siamo.
Forse era meglio spostare «Tiki Taka» su Canale 5. Ho letto che a Mediaset sarebbero delusi dagli ascolti del varietà, ma la delusione avrebbero dovuto metterla nel conto, viste le scelte. La colpa è di chi ha valutato un format che ricalcava pedissequamente «Quelli che il calcio»; la colpa è di chi ha scelto Nicola Savino e il suo giro di comici; la colpa è di chi pensa che prendere per i fondelli Ciccio Graziani («il Pippo Franco del calcio italiano», secondo Diego Abatantuono) e le sue giacche sia un' idea intelligente. Che sofferenza vedere l' altra metà di Paolino Pulici trasformato in vittima sacrificale!
Un varietà non funziona solo sull' accumulo (l'inutile Belén Rodriguez, i collegamenti dalla Piazza Rossa di Mosca con Javier Zanetti o Hernan Crespo, Gene Gnocchi tatuato, Ciro Ferrara in quota Sud, l'ex arbitro Elena Tambini), funziona sulle idee, sul carisma del conduttore e, nel caso specifico, sulla capacità di analizzare anche le partite con il sorriso sulle labbra.
Sì, era meglio spostare «Tiki Taka».
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Encolpio ha scritto:I pensanti sono qui fra voi. Un Vincenzo, un Rasho, un Cap Jack, un Encolpio.
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Billy_Ray_Bates
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
per quel che mi riguarda Pardo (che non conoscevo) con Tiki Taka m'è parso un cavallo di razza. Balalaika niente di che partendo proprio da Savino (ma chi è?).
- seanma
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
billy, non vivi in italia vero?
pardo è uno dei più famosi telecronisti di calcio. a sky ha fatto coppia per anni con di gennaro (quello che adesso commenta le partite con sandrone)
poi, nel 2012 è passato a premium divenendone 2a voce per importanza, e sfasando anche in conduzione (con tiki taka su italia1, il successore ideale di controcampo
nicola savino nasce come fonico di radio dj, poi nel '97 diventa cohost con linus di un programma che spopola ancor oggi tutte le mattine. parallelamente, è prima autore poi conduttore de le iene, più altri vari programmi in rai (scorie, quelli che il calcio, un boss in incognito, isola dei famosi) che mediaset (meteore, 90 special)
pardo è uno dei più famosi telecronisti di calcio. a sky ha fatto coppia per anni con di gennaro (quello che adesso commenta le partite con sandrone)
poi, nel 2012 è passato a premium divenendone 2a voce per importanza, e sfasando anche in conduzione (con tiki taka su italia1, il successore ideale di controcampo
nicola savino nasce come fonico di radio dj, poi nel '97 diventa cohost con linus di un programma che spopola ancor oggi tutte le mattine. parallelamente, è prima autore poi conduttore de le iene, più altri vari programmi in rai (scorie, quelli che il calcio, un boss in incognito, isola dei famosi) che mediaset (meteore, 90 special)
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
minchia, ne ha fatte di cagate Savino...seanma ha scritto:billy, non vivi in italia vero?
pardo è uno dei più famosi telecronisti di calcio. a sky ha fatto coppia per anni con di gennaro (quello che adesso commenta le partite con sandrone)
poi, nel 2012 è passato a premium divenendone 2a voce per importanza, e sfasando anche in conduzione (con tiki taka su italia1, il successore ideale di controcampo
nicola savino nasce come fonico di radio dj, poi nel '97 diventa cohost con linus di un programma che spopola ancor oggi tutte le mattine. parallelamente, è prima autore poi conduttore de le iene, più altri vari programmi in rai (scorie, quelli che il calcio, un boss in incognito) che mediaset (meteore, 90 special)
- seanma
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
e vado a memoria, visto che wiki è in sciopero... ma ce ne saranno molte altreRog ha scritto:minchia, ne ha fatte di cagate Savino...seanma ha scritto:billy, non vivi in italia vero?
pardo è uno dei più famosi telecronisti di calcio. a sky ha fatto coppia per anni con di gennaro (quello che adesso commenta le partite con sandrone)
poi, nel 2012 è passato a premium divenendone 2a voce per importanza, e sfasando anche in conduzione (con tiki taka su italia1, il successore ideale di controcampo
nicola savino nasce come fonico di radio dj, poi nel '97 diventa cohost con linus di un programma che spopola ancor oggi tutte le mattine. parallelamente, è prima autore poi conduttore de le iene, più altri vari programmi in rai (scorie, quelli che il calcio, un boss in incognito) che mediaset (meteore, 90 special)
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- Lorenzo
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
In Italia per ferie, sto seguendo le partite con la Gialappa’s.
È vero che hanno perso un passo, però a me fanno ridere ancora.
Graziani che si dice indignato dovesse finire dietro Collovati nella classifica dei più belli in studio
È vero che hanno perso un passo, però a me fanno ridere ancora.
Graziani che si dice indignato dovesse finire dietro Collovati nella classifica dei più belli in studio
mimmomorena ha scritto: Io a questo punto gli darei un altro Flagrant e gli farei saltare anche gara 6.
THE COMEBACK
Poi in gara 7 mettono la regola che non possono giocare quelli che non sono nè negri, nè bianchi.
Fuori Curry e Klay.
GOAT
- ml
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
Una partita del genere, senza di loro, sarebbe intollerabile
- zibib
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
Stasera mi sono veramente divertito...ml ha scritto:Una partita del genere, senza di loro, sarebbe intollerabile
Ciccio spettacolare
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Carneade
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
Ero partito, all'inizio del mondiale, che volevo fare il "purista" del calcio e le guardavo sui canali tradizionali... ora sono passato stabilmente a loro che, col tempo, si sono ripresi ed effettivamente fanno ridere ancora. Tutto sta nel beccare gli ospiti giusti e con Ciccio l'hanno azzeccata in pieno.
-
nugget91
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
Grosse grasse risate con Ciccio..One man show..
- El Don
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
Quoto ogni singola parola. A metà dei gironi sono passato alla Gialappa's e non sono più tornato indietro. Molto gradevole l'intesa che hanno raggiunto con Ciccio e Collovati, piacevoli alcuni invitati (la TambiniCarneade ha scritto:Ero partito, all'inizio del mondiale, che volevo fare il "purista" del calcio e le guardavo sui canali tradizionali... ora sono passato stabilmente a loro che, col tempo, si sono ripresi ed effettivamente fanno ridere ancora. Tutto sta nel beccare gli ospiti giusti e con Ciccio l'hanno azzeccata in pieno.
Corperryale L'Adorable "Manny" Harris, un nome che dice tutto.
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nugget91
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
La Tambini fregna assurda..
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grande artista ungherese
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- Iscritto il: 11/06/2012, 16:02
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
gli ospiti fanno tanto...
anche in negativo.
Gullo (inquartatissimo
) e la sua "simpatia", veramente insopportabili.
anche in negativo.
Gullo (inquartatissimo
Encolpio ha scritto:I pensanti sono qui fra voi. Un Vincenzo, un Rasho, un Cap Jack, un Encolpio.
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Wilt
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
Niente più milf colombiana 
- seanma
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
Com'è che non c'è la gialappas?
Che hanno già finito le partite?
Che hanno già finito le partite?
Ogni mano aperta che vedo mi spinge e mi colpisce
Però, non basta colpirmi, bisogna farmi cadere...
La balla passa ma l'ignoranza resta
Da oggi chiamatemi tuca cincillà, che vuol dire piedi di coniglietto peloso
Però, non basta colpirmi, bisogna farmi cadere...
La balla passa ma l'ignoranza resta
Da oggi chiamatemi tuca cincillà, che vuol dire piedi di coniglietto peloso
- seanma
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
non ci sono partite nè oggi nè domani
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Re: Opinionisti spazzatura (versione mundial)
giocano venerdì