alè cessel ha scritto:Meno male che ce sei te che c'hai aaa visione!
Tu la devi smettere.
Non è che ti puoi mettere a cazzo a giudicare la gente (o, più grave ancora, le serie tv)
Vedi di darti una regolata
Per parlare con l'artista, prendi il numerino
Se nni’ mmondo esistesse un po’ di bene
e ognun si considerasse suo fratello,
ci sarebbe meno pensieri e meno pene
e il mondo ne sarebbe assai più bello.
Non l'avrei mai detto dopo il finale della seconda stagione, ma nelle 8 intense puntate della terza hanno dato un significato a tutto o quasi a differenza di quanto spesso accade nelle serie tv e non hanno inserito nemmeno l'ombra di filler e momento di vuoto. A livello puramente tecnico, regia fotografia e montaggio in assoluto tra le migliori mai viste.
Si lascia guardare, fra molti sbadigli, se si è pronti a perdonare: i viaggi nel tempo; una colonna sonora irritante; metà del cast di mediocre livello; personaggi di un'antipatia rara; molti abbandonati per strada o tirati via; totale assenza di ironia o anche solo di leggerezza; riflessioni filosofiche sull'inestricabile connessione del reale e sulla vita come labirinto da seconda liceo; costante crescita di tensione per una "soluzione finale" ridicola sul piano "scientifico" e gelida su quello emotivo (la famiglia del personaggio chiave ci è sconosciuta); forte senso di déjà vu che rimanda a Chernobyl; due tette in croce in tre stagioni; la lingua tedesca. Salvo la feroce ricerca del figlio di quel diabolico infilatore di Ulrich con il breve - ma toccante - momento in cui si ritrovano e qualche linea narrativa periferica. Apprezzabile, oltre a fotografia e product design (capace di modellare mondi con pochissimo a disposizione) la maniera con cui la città è stata quasi "sigillata fuori" dal resto del mondo.