Greatest peaks ever

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Fab5.2
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Greatest peaks ever

Messaggio da Fab5.2 »

https://www.youtube.com/watch?v=kCKSvjBnCRQ

...serie che seguirò con enorme attenzione e di cui posterò tutti i video che usciranno.
Se poi qualcuno volesse commentare via via, o elucubrare su quelli che considera i migliori peaks della storia pre o post video, meglio ancora.

Intanto un po' di argomenti molto "tangibili" sulla grandezza e l'impatto di Russell, confrontato con quello di Wilt.
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Menic
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Re: Greatest peaks ever

Messaggio da Menic »

Bellissima perla...purtroppo non ho le competenze per elucubrare ma segurò anche io con attenzione
MWP
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Re: Greatest peaks ever

Messaggio da MWP »

Bene, ho dovuto riscrivere il messaggio visto che mi è saltato il login, quindi, mi è toccato abbreviare

Premetto che, seppur tendenzialmente d'accordo con l'assunto del video, è sempre difficile arrivare ad un certo tipo di conclusioni senza aver vissuto determinate annate (partite, roster, momenti particolari durante una stagione)

Sottolineato l'ovvio, l'idea generale sul video è che l'autore abbia voluto portare acqua al suo mulino ponendo l'accento su determinati argomenti solo dal punto di vista che gli interessava dimostrare.

Un esempio si può fare prendendo in esame il primo tema che affronta: la produzione di Chamberlain. Il discorso sul pace o il grafico sul tsa possono contestualizzare il discorso ma non esaurirlo; perché io, per dirne una, potrei evidenziare come giocare 48 minuti tutte le sere con quel numero di possessi, quei numeri e quelle percentuali (comunque, di tutto rispetto) siano qualcosa di non replicabile

Stesso concetto valido quando fa il conto degli all star, parla degli attacchi delle squadre di Wilt o del rendimento dei Celtics con o senza Russell
Fab5.2
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Re: Greatest peaks ever

Messaggio da Fab5.2 »

Non ci vedo molta acqua portata a nessun mulino...soprattutto perchè IMO il video ha poco a che fare con il confronto Russell/Wilt, che vengono usati come esempio, perchè casualmente sono un esempio PERFETTO.

In pratica Wilt è da sempre considerato un giocatore "tangibilmente" superiore rispetto a Bill, e forse rispetto a chiunque altro. Se qualche avvenimento su un campo da basket veniva "misurato" e riportato su un box-score Chamberlain risultava eccezionale (punti, efficienza, assist, rimbalzi...)...con Russell che stava alla pari solo quando si trattava di rimbalzi (e stoppate).
La superiorità di Bill Russell era in questioni intangibili, e quindi aleatorie, o nella qualità dei suoi compagni, che niente aveva a che fare con lui. Ergo per considerare Russell superiore a Chamberlain era richiesta un bel po' di ginnastica mentale.

Ma la realtà è diversa (per quanto mi riguarda fortunatamente, vista la mia bassissima considerazione per intangibles e RIIINGZZZ): Russell "vince" il confronto su questioni assolutamente TANGIBILI, che vengono "misurate" da quasi sempre (anche se non con la precisione attuale) ma che non siamo andati a guardare per decenni, perchè non saltano agli occhi come un canestro o un rimbalzo.
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FraQ
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Re: Greatest peaks ever

Messaggio da FraQ »

Sulla questione Wilt vs Bill, credo il nodo da sciogliere sia se il vantaggio di Russell in difesa sia superiore al vantaggio di Wilt in attacco, considerando che lo stereotipo del Wilt attaccante forse fa passare in secondo piano quanto fosse presente in difesa.
Nel video si parla di Wilt come "volume shooter", etichetta che non rende giustizia all'efficienza del suo attacco che ridimensiona anche la (eventuale) carenza di costruzione di gioco: per quattro volte Wilt ha vinto sia la classifica di media punti a gara sia quella della percentuale al tiro (oggi possono sembrare solo percentuali di «tutto rispetto», all'epoca erano percentuali top). Considerando la combinazione fra quantità ed efficacia in attacco non credo abbia paragoni nella storia, anche considerando i minutaggi alti (nel video si dice ad esempio che Jordan e Kobe segnarono una % di punti di squadra superiore a quella di Wilt, eppure "giustificati" da quale percentuale al tiro? Certo, il discorso è più ampio e complesso, ma giusto per inquadrare il fattore "volume"...).
Parlando di volume ed efficienza, la differenza fra un Wilt e un suo simile (per non coinvolgere chi tira da tre), ovvero Shaq, è il rapporto con i propri contemporanei: ad esempio, mentre Shaq vince la classifica dei marcatori per nemmeno un paio di punti di vantaggio sul secondo, la differenza quantitativa fra Wilt e gli altri scorer coevi è probabilmente più netta (nella stagione dei 50 di media, Wilt segna 37 punti su 36 minuti, il migliore degli altri contendenti fu Petit che si fermò comunque a 31 su 36 min).
Se poi ci fidiamo delle WinShares, sia assolute che su 48 minuti, l'ago della bilancia è tutto dalla parte di Wilt, il che forse ci ricorda la differenza fra vittorie di squadra e apporto individuale.

P.s.
Quello che fa Cousy al minuto 12:25 è un highlight senza tempo, lo è tutt'oggi nei playground e lo sarà anche all'All star game fra dieci anni.
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Re: Greatest peaks ever

Messaggio da Fab5.2 »

FraQ ha scritto:Sulla questione Wilt vs Bill, credo il nodo da sciogliere sia se il vantaggio di Russell in difesa sia superiore al vantaggio di Wilt in attacco, considerando che lo stereotipo del Wilt attaccante forse fa passare in secondo piano quanto fosse presente in difesa.
Nel video si parla di Wilt come "volume shooter", etichetta che non rende giustizia all'efficienza del suo attacco che ridimensiona anche la (eventuale) carenza di costruzione di gioco: per quattro volte Wilt ha vinto sia la classifica di media punti a gara sia quella della percentuale al tiro (oggi possono sembrare solo percentuali di «tutto rispetto», all'epoca erano percentuali top). Considerando la combinazione fra quantità ed efficacia in attacco non credo abbia paragoni nella storia, anche considerando i minutaggi alti (nel video si dice ad esempio che Jordan e Kobe segnarono una % di punti di squadra superiore a quella di Wilt, eppure "giustificati" da quale percentuale al tiro? Certo, il discorso è più ampio e complesso, ma giusto per inquadrare il fattore "volume"...).
Parlando di volume ed efficienza, la differenza fra un Wilt e un suo simile (per non coinvolgere chi tira da tre), ovvero Shaq, è il rapporto con i propri contemporanei: ad esempio, mentre Shaq vince la classifica dei marcatori per nemmeno un paio di punti di vantaggio sul secondo, la differenza quantitativa fra Wilt e gli altri scorer coevi è probabilmente più netta (nella stagione dei 50 di media, Wilt segna 37 punti su 36 minuti, il migliore degli altri contendenti fu Petit che si fermò comunque a 31 su 36 min).
Se poi ci fidiamo delle WinShares, sia assolute che su 48 minuti, l'ago della bilancia è tutto dalla parte di Wilt, il che forse ci ricorda la differenza fra vittorie di squadra e apporto individuale.

P.s.
Quello che fa Cousy al minuto 12:25 è un highlight senza tempo, lo è tutt'oggi nei playground e lo sarà anche all'All star game fra dieci anni.
E qui c'è esattamente il "punto" del video e di come Wilt sia più facilmente "tangibile" rispetto a Bill... .
Nello specifico: quando si parla di pallacanestro, e di attacco nella pallacanestro NON SI PUO' prescindere da considerazioni relative all'impatto che un giocatore ha sulla squadra.
Wilt, con tutta la sua incredibile ed innegabile combinazione di volume E efficienza non ha cominciato ad elevare (o a vedere elevarsi) l'attacco della sua squadra fino a quando non ha (lui o qualcuno per lui...) deciso di dare un taglio estremamente drastico al suo volume.

Per quanto riguarda la Win Shares; "dipendono" troppo dalla produzione da box score per non vedere Wilt emergere.
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Re: Greatest peaks ever

Messaggio da Fab5.2 »

In 2 anni consecutivi, con 2 roster praticamente identici i 76ers passano dal 6° attacco della lega su 9, con un ORTG di 95 circa al MIGLIOR attacco della NBA su 10 squadra con un ORTG di 101, con Wilt che passa da primo a ultimo della squadra (giocatori di rotazione) per tiri dal campo per36... .
E anche nel primo dei 2 anni Wilt è il miglior tiratore dal campo della lega con il 54%...in una NBA in cui solo altri 3 giocatori superano il 50%.
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FraQ
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Re: Greatest peaks ever

Messaggio da FraQ »

Osservazione interessante; paragoniamo l'annata '66 a quella '67
Immagine
Facendo i conti a spanne, gli 11 tiri in meno di Wilt (che aumenta sensibilmente gli assist...), sono stati presi da Greer (diamogliene 1, visti i minuti), Walker (2), Jones (2), Cunningham (2,5), e Jackson (3); il resto mancia. Tutti in grado di aumentare la propria percentuale al tiro, ma nessuno in grado di aumentarla quanto Wilt (+14%) e se consideriamo i punti per tiro dal campo, Wilt passa da 1,07 a 1,36, ovvero produce di meno in valore assoluto, ma con una rendita che probabilmente impatta non poco l'offensive rating complessivo.
In sintesi, tirando meno lui, hanno tirato meglio tutti, lui compreso; significa dunque che prima tirasse troppo? Dipende: nel primo anno in tabella, il '66, i punti per tiro di Wilt, come detto, erano 1,07 e il secondo migliore in squadra era Walker con 0,9; se fossi stato il coach sarei andato da chi ha 1,07 (magari il dato più alto della lega, non so) chiedendogli di far tirare di più chi ha 0,9 e 0,8, etc.? Non saprei. Non a caso, fra i due anni c'è stato un cambio di coach, da Schayes (ex ala grande, coach dell'anno proprio nel '66) ad Hannum.

Possibile controesempio: nel '61, Wilt tirava da campo 31 volte a gara e la squadra aveva offensive rating 91,1 (sesta su nove nella lega); l'anno dopo, stesso coach, Wilt tira 39 volte a gara e il rating sale a 94,5 (quarto nella lega). Oscillazione nettamente inferiore a quella dei due anni citati prima ('66-'67), ma comunque da prendere in considerazione.


P.s.
Sulle WinShares (per inciso, statistica che non apprezzo): non vorrei che avere numeri epici nel boxscore venisse considerato scontato o, addirittura, quasi un difetto da smorzare con altre considerazioni.

P.p.s.
Sulla questione fra offensive rating di squadra e prestazione offensiva del singolo, trovo ancora angoli bui, come accennato nel topic sulle statistiche (a Davis ed Embiid va aggiunto Aldridge).
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Re: Greatest peaks ever

Messaggio da Fab5.2 »

Hai detto bene, TUTTI tirano meglio NONOSTANTE TUTTI tranne Greer (praticamente stabile) tirino DI PIU'.
Questo non prova nulla...ma da una bella indicazione relativamente al fatto che FORSE la distribuzione dei tiri e delle responsabilità del 65-66 non fosse il top.

Ma la farei cmq più semplice.
Buona parte della "mistica" di Chamberlain è basata sulla "singolarità" offensiva mostrata nei primi 7 anni.
Ma cosa succede se (di)mostriamo che in quei 7 anni non era una forza offensiva così devastante? Se non sul piano personale...che in uno sport di squadra conta il giusto...?

Quindi:
potremmo mai considerare una leggendaria offensive-force un giocatore che porta l'attacco della propria squadra nella prima META' delle lega 1 volte in 7 stagioni di primacy offensiva? Forse si, ma dovremmo avere pochissimo rispetto del suo cast di supporto.
Se decidiamo di rispondere cmq SI, come "giustifichiamo" il fatto che nel momento esatto in cui questo mostruoso attaccante perde (buona) parte della sua primacy l'attacco della sua squadra schizza in avanti? Non va indietro, non resta fermo, non migliora leggermente, fa un SALTO di 6 punti e diventa (se non sbaglio) il primo attacco della storia a produrre più di 1 punto per possesso... .
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Re: Greatest peaks ever

Messaggio da FraQ »

Sicuramente i dati non depongono a favore di Wilt come "collante offensivo", ma piuttosto come "one man offense". Sui comprimari onestamente non posso sbilanciarmi perché non li conosco, ma resta il fatto che se individualmente Wilt ha una produzione qualitativa e quantitativa senza eguali, non è così automatico concludere che il suo tirare di meno sia il fattore principale ad ever aumentato l'offensive rating, almeno non più del suo segnare 24 punti con il 68% dal campo che, a prescindere dai compagni, è un buon punto di partenza per qualunque attacco.
Se il balzo in avanti dell'offensive rating di squadra fosse stato solo con Wilt che tira di meno, il discorso sarebbe più "liscio", ma qui va notato che il tirare di meno è stato abbinato ad un +14,3%(!) di percentuale al tiro: sui 125 punti a gara di quei Sixers, circa un quinto è firmato con il 68,3% dal campo di Wilt, il che spiega il 48% di squadra con cui dominano la lega (i secondi 45,3%, i terzi 44,9%; media nba 44,1%). Non a caso, la stagione seguente, Wilt tira nemmeno due tiri in più a gara (su 36 minuti), con "solo" il 59,5% (non paragonabile al 68,3%) e l'offensive rating di squadra scende puntualmente a 98,1 (quarto nella lega).

Se per «offensive force» intendiamo l'apporto del singolo, credo dunque che su Wilt (tirasse poco o tanto) non ci siano dubbi; se intendiamo invece il saper trovare il miglior bilanciamento possibile fra il singolo e i compagni, non so, come detto, quanto ciò sia imputabile al giocatore e quanto invece al coach. Estremizzando: dimostrare che un Iverson o altri suoi simili avrebbero fatto meglio a tirar di meno, è piuttosto agevole, quando invece si parla della produzione di Wilt, dati alla mano, non mi sento di biasimare né lui né chi magari non gli rimproverava di tirare più di 30 volte a gara.

Da notare che un caso simile a quello delle due annate '66-'67, si ripresenta nella carriera di Wilt anche nel biennio '70-'71: Wilt passa da 20 punti a gara con 15 tiri dal campo (Lakers Off Rtg 98,8, quarti) a 15 punti con 9.5 tiri (Lakers, con nuovo coach, Off Rtg 103,1, primi). Probabilmente avere uno scorer di ottima qualità non è sempre una garanzia di buon offensive rating di squadra (soprattutto se lo scorer non ne fa 24 con il 68%), credo dipenda molto da quale sia il margine di rendimento dei compagni; per scoprirlo, Wilt docet, non resta che provare a tirare di meno (ma non è una scommessa vinta in partenza).
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Re: Greatest peaks ever

Messaggio da Fab5.2 »

Premesso che la "prova provata" non ci può essere resta significativo come il rating del 67-68 resti superiore a quello del 65-66 nonostante le % di Wilt non siano così fuori scala come nell'anno precedente (+ il 38% ai liberi che è un outlier al contrario...).

Nel 68-69 l'ORTG di Phila rimane inchiodato a 98.1 nonostante Chamberlain non sia più a roster e il suo posto sia occupato in parte da Imhoff e in parte da Luke Jackson con Cunningham da 4...a soffrire è la difesa dei 76ers.
Cosa succede a LA? Leggero calo offensivo, e leggero miglioramento (pur perdendo una posizione...) difensivo.
12 partite di Wilt nel 70? Netto peggioramento difensivo, in assoluto leggero miglioramento offensivo (non nel contesto della lega...da secondi a ottavi).
L'anno dopo Wilt torna: -0.3 ORTG, -1.3 DRTG
Nel 71-72 nuovo DRASTICO taglio al ruolo offensivo di Wilt, squadra offensivamente "in mano" a due guardie, nuovo netto miglioramento offensivo a +4.3.

In pratica per 7 anni la "quantità di presenza/assenza" di Wilt tra infortuni, trade, cambi di "ruolo" ha una (leggera) correlazione negativa con l'efficienza offensiva delle "sue" squadre...(e una correlazione positiva con quella difensiva).

Questo ovviamente non vuol dire che Wilt fosse un CATTIVO attaccante, in nessuna delle sue incarnazioni...non è neppure la insindacabile PROVA di qualcosa...ma di certo ridimensiona la sua presunta eccezionalità offensiva.
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Re: Greatest peaks ever

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Ai Lakers, dopo la stagione da 12 gare (in cui non fa testo), Wilt torna ed Elgin Baylor gioca solo 2 gare, praticamente si danno il cambio (dunque ci può stare che il rating ristagni); nel '72-'73 Wilt diminuisce ancora i tiri e il rating scende di -3,7.
Se non sbaglio quindi le due occasioni in cui il suo tirare di meno ha avuto un impatto positivo sulla squadra sono state nel '72 (prima ho sbagliato date scrivendo '70-'71) e nel '67. Considerando che ci sono state anche annate in cui: aumentando i suoi tiri è aumentato l'offensive rating di squadra ('62), aumentando i tiri è sceso il rating ('68), tirando meno è diminuito il rating ('64, '73), tirando meno il rating è rimasto stabile ('69), tirando circa la stessa quantità il rating è salito ('60), direi che il quadro è piuttosto aleatorio (oltre che ricco di variabili che personalmente non so quantificare).
In conclusione, credo che la sua "eccezionalità offensiva" sia soprattutto nella prestazione individuale, non nell'essere un toccasana per l'offensive rating di squadra.
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Re: Greatest peaks ever

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Sì, ma alla fine chi prendete tra i due? :asd:
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Re: Greatest peaks ever

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FraQ ha scritto: In conclusione, credo che la sua "eccezionalità offensiva" sia soprattutto nella prestazione individuale, non nell'essere un toccasana per l'offensive rating di squadra.
...che è il succo del discorso e che per forza di cose ne ridimensiona il valore offensivo.
Sì, ma alla fine chi prendete tra i due? :asd:
Non c'è davvero bisogno di dirlo, credo... ;)
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Re: Greatest peaks ever

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@Fab5.2
Wilt non ha prodotto oggettivamente un sistematico aumento dell'Ort delle sue squadre, tuttavia che ciò debba comportare «per forza di cose»(cit.) un ridimensionamento del suo valore offensivo è opinabile (nel senso di soggettivo). Le prestazioni individuali restano oggettive (pur condizionate dal contesto), mentre l'attribuzione ad un singolo dell'oscillamento dell'Ort non è, come già osservato in questa discussione, una scienza esatta e coinvolge molti fattori (alcuni piuttosto ostici da valutare).
Approcciamo il tema (Wilt mi interessa solo come esempio, non sono un suo fan) da un altro lato: quale giocatore all'epoca di Wilt ha prodotto un sistematico aumento dell'Ort cambiando squadra? Probabilmente manca una casistica adeguata e comunque mancano i dati che potrebbero aiutarci ad essere più oggettivi (come ad esempio l'Ort on-court/off-court che nondimeno, come scritto altrove, presenta comunque i suoi casi interlocutori).
Fare appello all'Ort di squadra per proporre un ridimensionamento (rispetto a quali "dimensioni"?) di Wilt è certamente legittimo, ma essendo una interpretazione poco oggettiva (mancano confronti e dati espliciti, non è stato sempre un calo, etc.), non arriverei al considerarlo inevitabile «per forza di cose».
Ad esempio, quando Russell ha lasciato i Celtics (assieme a Sam Jones) l'Ort di squadra è passato da 93,8 a 97,3 con gli scorer che hanno aumentato le percentuali (tranne Howell che è scivolato in secondo piano per utilizzo); si potrebbe supporre che nei suoi 43 minuti in campo coach Russell (e persino Jones) non giovasse(ro) offensivamente alla squadra. Come dimostrare che invece non sia stato il cambio di coach a produrre l'aumento dell'Ort? Oppure un miglioramento dei singoli indipendente dalla presenza di Russell (e/o Jones)? Si tratta di un dato sufficiente per ridimensionare l'apporto offensivo di Russell (o Jones)? Le interpretazioni soggettive possono essere molte, ma resta oggettivo quello che fece(ro) in campo Russell (e Jones).

@The Truth 34
Senza conoscere i compagni di squadra e considerando le percentuali al tiro di Russell (anche ai liberi), prenderei Wilt (senza badare troppo all'Ort).
Fab5.2
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FraQ ha scritto:@Fab5.2
Wilt non ha prodotto oggettivamente un sistematico aumento dell'Ort delle sue squadre, tuttavia che ciò debba comportare «per forza di cose»(cit.) un ridimensionamento del suo valore offensivo è opinabile (nel senso di soggettivo). Le prestazioni individuali restano oggettive (pur condizionate dal contesto), mentre l'attribuzione ad un singolo dell'oscillamento dell'Ort non è, come già osservato in questa discussione, una scienza esatta e coinvolge molti fattori (alcuni piuttosto ostici da valutare).
Approcciamo il tema (Wilt mi interessa solo come esempio, non sono un suo fan) da un altro lato: quale giocatore all'epoca di Wilt ha prodotto un sistematico aumento dell'Ort cambiando squadra? Probabilmente manca una casistica adeguata e comunque mancano i dati che potrebbero aiutarci ad essere più oggettivi (come ad esempio l'Ort on-court/off-court che nondimeno, come scritto altrove, presenta comunque i suoi casi interlocutori).
Fare appello all'Ort di squadra per proporre un ridimensionamento (rispetto a quali "dimensioni"?) di Wilt è certamente legittimo, ma essendo una interpretazione poco oggettiva (mancano confronti e dati espliciti, non è stato sempre un calo, etc.), non arriverei al considerarlo inevitabile «per forza di cose».
Ad esempio, quando Russell ha lasciato i Celtics (assieme a Sam Jones) l'Ort di squadra è passato da 93,8 a 97,3 con gli scorer che hanno aumentato le percentuali (tranne Howell che è scivolato in secondo piano per utilizzo); si potrebbe supporre che nei suoi 43 minuti in campo coach Russell (e persino Jones) non giovasse(ro) offensivamente alla squadra. Come dimostrare che invece non sia stato il cambio di coach a produrre l'aumento dell'Ort? Oppure un miglioramento dei singoli indipendente dalla presenza di Russell (e/o Jones)? Si tratta di un dato sufficiente per ridimensionare l'apporto offensivo di Russell (o Jones)? Le interpretazioni soggettive possono essere molte, ma resta oggettivo quello che fece(ro) in campo Russell (e Jones).

@The Truth 34
Senza conoscere i compagni di squadra e considerando le percentuali al tiro di Russell (anche ai liberi), prenderei Wilt (senza badare troppo all'Ort).
Non mi interessa dimostrare la responsabilità "assoluta" di Wilt nelle oscillazioni offensive della sua squadra: concordo sul fatto che sia impossibile ed alla fine della fiera non è necessario.

La questione è che in generale si tende a considerare un "offensive monster" un giocatore che nel corso della sua carriera ha visto i cambiamenti maggiormente significativi nella produzione offensiva della sua squadra nelle due occasioni in cui le sue responsabilità sono diminuite piuttosto drasticamente.

Cosa penseremmo della eccezionalità offensiva di Michael Jordan se tra il 92-93 e il 93-94 i Bulls passassero da un ORTG di 106 a un rating di 113 invece che l'esatto contrario?
Il fatto che Adrian Dantley non venga praticamente mai ricordato tra le grandi forze offensive della storia NBA, nonostante una combinazione di volume E efficienza assolutamente Jordanesche non ha a che fare con il fatto che i Jazz in cui piazzava trentelli a ripetizione per un solo anno ebbero un attacco tra i primi 10 della lega? Si, ce l'ha.

Il punto non è affatto dimostrare che Wilt non fosse un grande realizzatore e da un certo punto in poi attaccante, ma solo che da quel punto di vista NON è un outlier, neanche nei suoi primi 7 anni di NBA...e che non è così difficile trovare "motori offensivi" superiori...e che i suoi numeri realizzativi non sono sufficienti ad aprire il canyon verso giocatori contemporanei e non che dovrebbero aprire a prima vista.

Riguardo a Russell...: dal punto di vista numerico è abbastanza "intuitivo" che un centro da 10 a partita con il 43% dal campo e il 53% ai liberi NEL 68-69 non sia necessariamente un plus offensivo. Non è detto che sia così, ma di sicuro non stupisce più di tanto...non c'è nessuna "dissonanza" tra le due cose, non mi porta a pensare che Russell non fosse così forte offensivamente, perchè, soprattutto alla fine degli anni '60 è molto difficile considerare Russell un giocatore "forte" offensivamente...nonostante i passaggi, i blocchi, il fatto che giocasse post-alto.
Stupisce molto di più che una forza offensiva "inarrestabile" "debba" veder diminuire il proprio ruolo per ottenere un miglioramento dell'attacco della sua squadra.
Se Houston "trasformando" Harden in un playmaker Stocktoniano vedesse il suo attacco fare un balzo in avanti di 3-4 punti su 100 possessi credo che non potremmo fare a meno di cambiare prospettiva su James Harden, sulle sue reali capacità offensive, e sul fatto che questo tipo di utilizzo massimizzi lui e la sua squadra.
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Re: Greatest peaks ever

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Certamente se misuriamo il "motore offensivo" con l'Ort, Wilt non stupisce, se lo misuriamo con punti per tiro, efficienza, etc. come detto, segnare 1,37 punti per tiro (senza triple) per un totale che è un quinto dei punti di squadra (aggiungendoci 6,2 assist/36min), non è un ottimo "benchmark" per un motore? Quanti hanno fatto oggettivamente altrettanto? Oppure segnare il 40% dei punti di squadra con la seconda miglior percentuale al tiro che un giocatore abbia in stagione?
Matematicamente (e qui potrei sbagliarmi) mi pare renda di più offensivamente chi segna magari 0,2 punti in più per tiro rispetto ai compagni (e tira 20 volte), rispetto a chi alza l'Ort di 3 per altri motivi (meno accentratore, etc.).
Il punto è forse quanto l'Ort ridimensioni le prestazioni di Wilt e quanto, pur ridimensionate, siano paragonabili, ad esempio, ai trentelli di MJ (che quando saluta i Bulls non ci lascia attaccanti capaci di tener alto l'Ort e il volto nuovo è il rookie Kukoc...).
In generale, opinione mia, credo che l'Ort non abbia troppo peso dimostrativo, per i motivi relativizzanti detti sopra, e che, sempre secondo me, relazionarlo all'impatto dei singoli sia una mossa più azzardata (seppur non insensata) che argomentativa (vale per Wilt, come per altri).
L'esempio di Russell (e Jones, da non sottovalutare) non era sul valore assoluto dell'attacco di Bill, ovviamente di altra magnitudo rispetto a Wilt, ma sul "ridimensionare" (perché se si ridimensiona il mediocre, si rischia di andare in negativo).
Il "canyon" fra Wilt e i nostri contemporanei è contestuale, non statistico (come potrebbe essere o è quello rispetto ai suoi contemporanei).
Fab5.2 ha scritto: Il fatto che Adrian Dantley non venga praticamente mai ricordato tra le grandi forze offensive della storia NBA, nonostante una combinazione di volume E efficienza assolutamente Jordanesche non ha a che fare con il fatto che i Jazz in cui piazzava trentelli a ripetizione per un solo anno ebbero un attacco tra i primi 10 della lega? Si, ce l'ha.
A fare l'avvocato del diavolo, direi che se il Dantley attaccante può risultare in ombra (per qualcuno ma non per tutti), non è per il suo impatto sull'Ort (fra quelli che ammirano Dantley, in quanti conoscono i dati di tale impatto o l'Ort dei Jazz, onestamente?), ma soprattutto per aver giocato a Utah (senza offesa), per non aver fatto spesso i playoffs, mai Mvp o altre onoreficienze (tutti fattori che nella narrazione generale, mi concederai, valgono più del Ort di squadra).
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In uno sport DI SQUADRA il valore di un "motore" si può misurare SOLO con l'impatto che ha sull'attacco della SQUADRA.

Per quanto mi riguarda Wilt avrebbe potuto segnare 75 punti a partita con il 60% dal campo, ma se avesse avuto un CHIARO impatto NEGATIVO sull'attacco della sua squadra non esiterei a definirlo un CATTIVO attaccante.

Oggi abbiamo molti mezzi per "separare" e individuare in maniera più chiara l'influenza che un giocatore ha sulla capacità della sua squadra di generare attacco (è il motivo per cui è piuttosto chiaro che Curry sia un "generatore di attacco" superiore a Durant e praticamente a chiunque altro...), quando si guarda indietro a Wilt dobbiamo necessariamente "accontentarci" di misure molto più grossolane.

Per questo NON MI SOGNO NEMMENO di ipotizzare una relazione NEGATIVA tra "più Wilt/qualità dell'attacco", ma faccio davvero fatica a trovare una relazione POSITIVA.

Non trovare una relazione positiva per una "mitica" offensive-force è praticamente inspiegabile. Se non ipotizzando che non sia così "mitica".
La correlazione positiva è evidente per Jordan, per Magic, per Nash...Kobe mantiene i Lakers nella top10 offensiva della lega con intorno della merda fumante. E' una questione per "piccoli"? Si, in parte (il che nulla toglie al ragionamento...), ma KAREEM lascia molti meno "dubbi" di Wilt... .

Guardare a quanto un giocatore singolo produce in più rispetto ai compagni ha poco senso; l'esempio dei 76ers tra il 65 e il 67 è veramente chiaro.
Wilt E' GIA' il più efficiente di tutti nel 65-66...teoricamente allocare i possessi in un modo che ne preveda meno per lui per migliorare un attacco è contro-intuitivo...eppure un taglio DRASTICO di quei possessi porta a un aumento delle SUE PERCENTUALI, di quelle di TUTTI I COMPAGNI, della QUALITA' COMPLESSIVA DELL'ATTACCO, che, ripeto, è l'unica cosa che conta.

Se OGGI vedessimo un giocatore con alto usage, un creatore primario, che vede le sue responsabilità offensive pesantemente decurtate solo per vedere la sua squadra attaccare molto MEGLIO ci apparirebbe chiaro che quel giocatore era "fuori cast".
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FraQ
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Re: Greatest peaks ever

Messaggio da FraQ »

Come detto, Jordan viene sostituito dal rookie Kukoc, Nash da Terry, Magic da Threatt; probabilmente troppo poco per aspettarsi un aumento o conferma di Ortg. Capisco il tuo approccio "olistico", quindi non indugio più su Wilt, se non per ricordare che oltre al caso eclatante che citi (e che potrebbe essere letto proprio a monito di come l'attacco di squadra comprenda anche il rendimento del singolo, vedi l'importanza dei suddetti punti per possesso di Wilt, etc.), c'è anche quando aumentando i suoi tiri ha contribuito ad aumentare l'Ortg ('62), quando ha diminuito i tiri diminuendo l'Ortg di squadra ('64), stagioni che non "ridimensionano" forse almeno un po' l'emblematicità del '67?
Ci può stare che la risposta sia «no, non abbastanza», tanto quanto è un dato che Doncic e Finney-Smith abbiano un plus simile sull'Ortg dei Mavs (+3,7 e +3) e che Danny Green abbia alzato di 11,3 quello dei Lakers nei playoff mentre James s'è fermato a +4,6 (oltre al già ricordato -1,1 di AD in regular season). Se mi concedi la battuta, parlando del valore dell'Ortg, non ci resta che "take that for data".
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Re: Greatest peaks ever

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Seconda puntata...protagonista Bill Walton:

https://youtu.be/EYYR4imoi-I
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