Se nni’ mmondo esistesse un po’ di bene
e ognun si considerasse suo fratello,
ci sarebbe meno pensieri e meno pene
e il mondo ne sarebbe assai più bello.
Remco mi ha sconfortato con le dichiarazioni finali tra l'altro.
Come fai a dire di esser contento di aver sucato clamorosamente sulla Redoute - presa tra l'altro come da lui stesso dichiarato in ottima posizione?
Uno dei pochi che ha gestito in modo esemplare il percorso di crescita, in quest'epoca in cui anche gli acquaioli più scarsi passano pro a 18 anni.
Pellizzari passato nel giro di un anno dall'avere zero pressioni ad avere un paese che gli chiede di duellare con Vingegaard....prevedibile che andasse così.
Bel corridorino, ma 20/30 anni fa ne avremmo pure ignorato l'esistenza.
Eulalio senza caduta a Potenza era podio agile.
Jai Hindley ogni volta che lo vedo penso che vorrei l'arnese dei Mib per cancellarmi la memoria.
Luciano Pagliarini ha scritto: ↑27/08/2023, 23:51
Isaac Del Toro è Contador, spiccicato.
E sarebbe il caso di spendere due paroline anche per Ugrumov che, l'anno scorso, lo portava a fare cross e XCO mentre quelli a cui ha bagnato il naso all'Avenir correvano già tra i pro (tolto Piganzoli che, infatti, è a mio avviso il più promettente tra gli italiani).
Pellizzari non lo vedi bene?
Al tour of The Alps in salita mi aveva fatto ottima impressione (mentre in discesa....ecco stendiamo un velo pietoso)
Luciano Pagliarini ha scritto: ↑28/08/2023, 11:41
Mi fido poco degli italiani che fanno il percorso standard nelle categorie giovanili.
Di solito arrivano tra i pro già pronti e allora o sono dei fenomeni o finiscono per essere dei Bagioli/Covi che non migliorano mai e restano nel limbo.
In generale è un problema di tutto il ciclismo dell'ultimo lustro. Le squadre valutano più di quanto dovrebbero i neopro e i ragazzini e chi sta dietro a questi corridori fa di tutto per far ottenere loro quanti più risultati possibile già da giovanissimi.
Esempio lampante di tutto ciò Riccitello. Finché doveva fare effort di 30/40 minuti era il primo della pista, appena Del Toro lo ha esposto da lontano, è andato a fondo. E parliamo di tappe comunque di neanche 100 km...nei tapponi di 220/230 km che si vedevano fino a qualche anno fa nei GT, uno così non sarebbe nemmeno arrivato in fondo. Nel ciclismo pop corn di oggi, invece, può tirare fuori quelle 3/4 prestazioni buone in salita che gli regalano una carriera.
Giusto perché ogni tanto pare che io sia qui a vaneggiare...e invece dopo qualche anno tutto torna.
Il Piga, a questo punto, ha anche serie chance di portarsi a casa la maglia bianca.
onestamente Piganzoli non me lo aspettavo cosi avanti come ciclista, dopo 5 mesi in Jumbo è già diventato l'ultimo uomo di Vinge facendo le scarpe a quello che molti spacciano per un top 10 scalatore (Kuss)
Rebellin - che ha pure due top-10 nei GT nel '96 - capì presto che nei GT dell'epoca, coi tapponi e tanta crono, non sarebbe mai stato della partita per qualcosa oltre il 5° posto e passò la carriera a farli per onore di firma.
Ciccone, a 32 anni, salta Amstel e Freccia per venire al Giro a fare non si sa bene che.
Diciamo che lui e i suoi tecnici non brillano per acume.