I Nostri 10 sportivi preferiti di sempre

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Kukoc
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Re: I Nostri 10 sportivi preferiti di sempre

Messaggio da Kukoc »

mi ero un pò perso sto 3d.

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ElGatoPrandia
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Re: I Nostri 10 sportivi preferiti di sempre

Messaggio da ElGatoPrandia »

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mimmomorena ha scritto:Prima o poi scriverò due righe.
Intanto mi limito a segnalare El Gato come unico dio, dentro e fuori dal campo.
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Pagolo
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Re: I Nostri 10 sportivi preferiti di sempre

Messaggio da Pagolo »

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Loki
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Re: I Nostri 10 sportivi preferiti di sempre

Messaggio da Loki »

mi sono accorto di essermi scordato totti...
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Sir Charles #34
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Re: I Nostri 10 sportivi preferiti di sempre

Messaggio da Sir Charles #34 »

10? impossibile... ho stretto il più possibile e arrivo a 25 (d'altra parte ho 44 anni, non 20...), e ci aggiungo i miei perchè. Anzi, le mie emozioni... I più "vecchi" li ho idealizzati, soprattutto gli idoli d'infanzia, i più recenti (Federer per esempio, o Bolt) no, ma anche solo selezionare questi 25 mi ha riportato alla mente tanti nomi ed emozioni quasi dimenticate...



Basket - ce ne sono tanti, avrei decine di nomi solo per la Fortitudo e altre decine per il basket italiano dei mitici '80. Ma, con rinunce davvero difficili, ne scelgo tre per l'Italia. Per par condicio decido di sceglierne tre anche per l'NBA. Più un europeo.

Daniele Albertazzi: è la Fortitudo. Sparito per tanti anni, dimenticato da chi si è riempito la bocca di "fortitudo" premiando ex che non meritavano altro che calci in culo (non casualmente, è sintomatica questa dimenticanza); la sua recente presenza alla presentazione di un libro sull'epoca di John Douglas (primi anni '80), silenziosa come sempre, carismatica come all'epoca in cui era il Capitano, ha emozionato e commosso tutti i presenti. Che sia riapparso ora, dopo tanti anni, forse non è un caso.

Andrea Dallamora: mi ha fatto vedere solo a sprazzi quello che poteva dare, mi ha fatto soffrire quando spariva nel limbo di un carattere troppo borghese per avere la rabbia di emergere. In fondo il basket per lui era un hobby. L'ho difeso contro tutto e contro tutti, invano. Ma è stato forse il giocatore con cui mi sono più immedesimato, quello che poteva essere l'emblema della realizzazione del sogno che io non avevo i mezzi per poter realizzare visto che eravamo coetanei. Sentivo le sue vittorie e le sue sconfitte come fossero mie.

Giacomo Zatti: la schiacciata in testa a Kyle Macy nel derby del sorpasso 1988. Simbolo della rivincita sui nobili e odiati cugini, Vale una vita da tifoso, vale più del tiro da tre di Douglas. Fatta da uno di Sasso Marconi, che aveva fatto il liceo Augusto Righi come me, nato e cresciuto in Furla, vale ancora di più.

Magic Johnson (e, inevitabilmente, Larry Bird anche se l'ho capito dopo): avrei voluto essere come lui, mi ha conquistato, stregato, con quel sorriso e con le sue magie. Mi ha fatto piangere quando annunciò di essere affetto da HIV, quando vinse l'MVP all'All Star Game di Orlando. Mi ha emozionato al punto che anche quando ho visto il film di Espn sulla sua vicenda ho reagito come 20 anni fa: lacrime. E senza Larry non sarebbe stato lo stesso Magic.

Michael Jordan: al contrario di Magic e Larry che sono arrivati sui nostri teleschermi essendo già Magic e Larry, di Jordan ho visto tutta la parabola. Pur non essendo stato un suo tifoso (anzi, tifavo spesso contro i Bulls nelle finali) mi ha regalato emozioni pazzesche.

Charles Barkley: amore strano, folle e nato per caso. Mi piacque da subito, ma come mi piacevano tanti altri giocatori di quell'epoca. Un'estate giocavo con amici, ero un po' ingrassato, tendente come sempre al polemico e a fare un po' lo spaccone, bravo vicino a canestro pur non essendo certo un gigante... ed eccola, la frase galeotta: "sembri il Sir Charles dei poveri". Da allora la mia vita è cambiata, al punto che per qualcuno non sono neanche "Stefano" ma "Sir". Come non amarlo alla follia!

Drazen Petrovic: basta il nome. La finale di Coppa Coppe contro Caserta e quella di Coppa Campioni contro lo Zalgiris di Sabonis (altra più che honorable mention) sono due pezzi di storia del basket europeo. E lui è il basket.



Tennis - anche qua sarebbero tanti, ma molti "postumi" (nel senso che ho recuperati col tempo). Ne scelgo due, ma mi permetto quattro "honorable mentions" per due talenti che quando giocavano ho odiato, ma che oggi ricordo con affetto grandissimo: John McEnroe e Martina Navratilova; per un talento che però non è arrivato fino al cuore: Henri Leconte; per uno che mi ha riavvicinato al tennis, giocato e visto: Roger Federer.

Adriano Panatta (e il doppio Panatta-Bertolucci): chi è cresciuto alla mia epoca non può non essersi emozionato vedendo le sue imprese a Roma o a Parigi o le imprese di Davis. Quando giocavo da ragazzino, magari per strada senza rete o contro il muro della chiesa, il modello che cercavi di imitare era quello.

Ivan Lendl: è strano perchè a me piace il serve and volley o comunque il gioco d'attacco e l'improvvisazione. Invece mi innamorai di questo ceco un po' testa di cazzo e che era scolpito nella roccia della monotonia e del metodo, figlio di tanto lavoro più che di tanto talento. E l'ho accompagnato godendo della rimonta su McEnroe a Parigi nell'84, soffrendo per i tanti anni spesi inseguendo inutilmente Wimbledon.



F1

Niki Lauda: ho cominciato a seguire la F1 nel 1975, avevo sei anni: era sulla Ferrari e vinceva... il mio primo vero grande idolo; i miei mi nascosero l'incidente del Nurbugring (GP che stranamente non avevo visto) fino a quando non fu fuori pericolo. Amato talmente tanto da "seguirlo" alla Brabham e alla McLaren, unici episodi non ferraristi della mia carriera di tifoso.

Gilles Villeneuve: me lo ricordo ancora quell'8 maggio 1982. Ero alla "festa delle medie" della Carlotta, arrivò un compagno di classe e mi disse "è morto Villeneuve"; in quella casa ci sono stato una volta sola ma ho come la fotografia di quel momento. Non ci credetti perchè quel mio compagno tendeva a raccontar palle per poi pigliarti per il culo e non ci credetti fino a quando non vidi in tv l'incidente. Salut, Gilles!

Ayrton Senna: un amore contrastato. Lo avevo amato nelle sue lotte contro Prost per poi odiarlo quando sbatté fuori il francese sulla Ferrari a Suzuka. Ma è stato un vero fenomeno, forse il vero numero uno di sempre. Risentire le sue urla di gioia nella radio dopo la vittoria a Interlagos o vederlo danzare sulla pioggia di Montecarlo e di Donington è una stretta al cuore. Come ripensare al silenzio irreale e alla folla oceanica che c'erano il 2 maggio su Via Irnerio, fuori dall'Istituto di Medicina Legale.



Altri sport

Valentino Rossi, ho visto le ultime di Agostini e Phil Read, ho visto vincere Uncini e Lucchinelli, ho adorato Barry Sheene #7, ho visto Roberts, Mamola, Gardner, Spencer, Roberts, Lawson, Schwantz, Rainey, Doohan; ma Valentino è Valentino.

Ali, visto poco (per il rumble in the jungle ero troppo piccolo) e poi in casa mia il pugilato non era amatissimo (Hagler, Hearns e Leonard sono miti vissuti solo sulle pagine dei giornali). Ma è sufficiente ricordare la cerimonia d'apertura di Atlanta 1996.

Roberto Bettega e Dino Zoff, idoli d'infanzia.

Beppe Signori, la sua apparizione a Foggia e Roma fece rinascere in me la passione per il calcio (ha contribuito anche ad affossarla definitivamente nell'ennesimo scandalo scommesse). Per vederlo sono andato a vedermi un Atalanta - Lazio... unica trasferta calcistica della mia vita...

Sara Simeoni, la signora dell'atletica.

Usain Bolt, impossibile non farsi contagiare.

Francesco Moser, un altro idolo d'infanzia.

Marco Pantani, brividi veri ogni volta che la strada si impennava; finito lui, finito il ciclismo.

Alberto Tomba, da Bologna... al liceo ero nel gruppetto che si ritrovava nel laboratorio di inglese (dove c'era una tv) a guardarlo scendere. Peccato che esistesse anche fuori dalle piste... ma sulle piste era impossibile non amarlo.

Mike Tyson, la belva degli inizi è qualcosa di sconvolgente.

Gustav Thoeni (e Ingmar Stenmark), ho negli occhi ancora una loro sfida diretta in un parallelo... spettacolo.

Yuri Chechi, un grande.



EVENTI

La Nazionale alle Olimpiadi del 2004, agli Europei dell'83 e del '99
I mondiali di calcio dell'82 (più che del 2006)
Il settebello di Rudic
La nazionale di Velasco
Il Bologna di Maifredi che vinse la B (Cusin,Luppi,Villa,De Marchi,Monza,Pecci,Stringara,Marocchi,Poli,Marronaro,Pradella)
I due scudetti della F e la Coppa Italia del 1998
La Fortitudo delle salvezze di Cremona '91 e Reggio Emilia '92 e quella del sorpasso dell'88
Gara5 con la Carpisa nel 2006
Micheal Ray Richardson che tagliando sulla linea di fondo ributta nella nostra curva un rotolo di carta igienica, esce dall'altra parte e mette la tripla
Le Olimpiadi di basket del 1992, in particolare la finale USA-Croazia
La Jugoplastika di Kukoc, Radja, Savic
La Grecia che batte gli USA ai Mondiali 2006, unica sconfitta di coach K
Il tuffo di McAdoo (altra più che honorable mention) a Livorno in finale scudetto
La Jugoslavia campione d'europa nel 1991 a Roma (+Drazen)
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Pagolo
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Re: I Nostri 10 sportivi preferiti di sempre

Messaggio da Pagolo »

Sir Charles #34 ha scritto:

Andrea Dallamora: mi ha fatto vedere solo a sprazzi quello che poteva dare, mi ha fatto soffrire quando spariva nel limbo di un carattere troppo borghese per avere la rabbia di emergere. In fondo il basket per lui era un hobby. L'ho difeso contro tutto e contro tutti, invano. Ma è stato forse il giocatore con cui mi sono più immedesimato, quello che poteva essere l'emblema della realizzazione del sogno che io non avevo i mezzi per poter realizzare visto che eravamo coetanei. Sentivo le sue vittorie e le sue sconfitte come fossero mie.
Ci ho giocato contro un paio di anni fa in prima divisione :redfaceold: ...mi sembra giocasse a Cervia o giu di li
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Sir Charles #34
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Re: I Nostri 10 sportivi preferiti di sempre

Messaggio da Sir Charles #34 »

Pagolo ha scritto:
Sir Charles #34 ha scritto:

Andrea Dallamora: mi ha fatto vedere solo a sprazzi quello che poteva dare, mi ha fatto soffrire quando spariva nel limbo di un carattere troppo borghese per avere la rabbia di emergere. In fondo il basket per lui era un hobby. L'ho difeso contro tutto e contro tutti, invano. Ma è stato forse il giocatore con cui mi sono più immedesimato, quello che poteva essere l'emblema della realizzazione del sogno che io non avevo i mezzi per poter realizzare visto che eravamo coetanei. Sentivo le sue vittorie e le sue sconfitte come fossero mie.
Ci ho giocato contro un paio di anni fa in prima divisione :redfaceold: ...mi sembra giocasse a Cervia o giu di li
Cervia. Ha un albergo e lui sta in cucina.
Tarabas
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Re: I Nostri 10 sportivi preferiti di sempre

Messaggio da Tarabas »

Pensando ai nomi, mi rendo conto che certe emozioni le provi solo fino a una certa età, probabilmente. Poi prevale un po' di scetticismo.
Comunque, associandomi anagraficamente a Sir Charles (son 43 l'anno prossimo):

- Pirmin Zurbriggen: tanto forte quanto schivo e a me la gente riservata tende a stare simpatica
- Bruno Conti: perchè era sempre il più tappo in campo ed era fortissimo
- Franco Baresi: perchè sì, dai
- Mike D'Antoni: forte, vincente, intelligente, agonista, il mio idolo fin dal minibasket con
- Magic Johnson: non credo si possa spiegare a chi non c'era cos' hanno rappresentato le prime partite NBA in tv
- Julius Erving: Dr- J and Larry Bird go one-on-one...The Doctor
- Steffi Graf: l'unica tennista per cui abbia mai fatto il tifo, in effetti l'unica\o tennista di cui mi sia mai importato qualcosa
- Carl Lewis: fantastico atleta e grande personaggio
- Drazen Petrovic: odi et amo, più la seconda che la prima, il brivido dell'onnipotenza
- Kakà: fuoriclasse con un cervello, troppo bello per durare
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Re: I Nostri 10 sportivi preferiti di sempre

Messaggio da ml »

Sir Charles #34 ha scritto:

Ivan Lendl: è strano perchè a me piace il serve and volley o comunque il gioco d'attacco e l'improvvisazione. Invece mi innamorai di questo ceco un po' testa di cazzo e che era scolpito nella roccia della monotonia e del metodo, figlio di tanto lavoro più che di tanto talento. E l'ho accompagnato godendo della rimonta su McEnroe a Parigi nell'84, soffrendo per i tanti anni spesi inseguendo inutilmente Wimbledon.
Ti capisco, io ho iniziato a tifare per lui durante una partita a Wimbledon, giocava contro McEnroe, tutti tifavano per l'americano e odiavano Ivan, il perdente antipatico, fu naturale per me iniziare a simpatizzare per lui, fino ad arrivare al tifo scatenato, come per la squadra del cuore. E che soddisfazioni, a partire da quella rimonta a Parigi, fino a tutte le vittorie, passare dal brutto anatroccolo al dominatore, quante vittorie e soddisfazioni. Peccato per Wimbledon, soprattutto quella finale con Pat Cash, li ci speravo veramente.. Ma ha dimostrato che se uno ci crede veramente, lavora e si impegna, può riuscire anche dove è carenta, finali ma non vittorie, ma sempre grandi risultati : Love :
Dopo di lui non ho mai tifato veramente per nessuno, a parte una breve infatuazione per Pat Rafter.. :tantammore:
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