A.S. Roma
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Re: La Maggica!
A SETTANTU' CAMBIA NOMEEEEEEEEEEEEEEEEEE
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Re: La Maggica!
flao
El Don ha scritto:Dybala è in campo.ml ha scritto:Non capisco l'ennesima esclusione di Dybala.
Bene il recupero di Betancur.
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Re: A.S. Roma - la tana di Osvardo
ho seguito il consiglio di Panduri...
se volete lascio solo A.S. Roma
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Benim adım Ebruli.
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Re: A.S. Roma - la tana di Osvardo
AS Roma. ormai siam gente sobria, improgettata, rivoluzionaria, culturale, gutturale.
El Don ha scritto:Dybala è in campo.ml ha scritto:Non capisco l'ennesima esclusione di Dybala.
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Re: A.S. Roma - la tana di Osvardo
kansassiti ce sta a magnà co' la Roma (cit.)
El Don ha scritto:Dybala è in campo.ml ha scritto:Non capisco l'ennesima esclusione di Dybala.
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Re: A.S. Roma - la tana di Osvardo
Non ci sono più i romanisti di una volta...IsaiaPanduri ha scritto:AS Roma. ormai siam gente sobria, improgettata, rivoluzionaria, culturale, gutturale.
Corperryale L'Adorable "Manny" Harris, un nome che dice tutto.
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Re: A.S. Roma - la tana di Osvardo
ahahahahhaahhahahahahahaIsaiaPanduri ha scritto:kansassiti ce sta a magnà co' la Roma (cit.)
un classico
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Re: A.S. Roma 1927
GASPORT (A. CATAPANO) - Preparato, sicuro di sè, ma tradito da una gaffe clamorosa. «Il derby — gli chiedono —? Me ne hanno parlato, a Roma somiglia a una guerra civile». Panico a Stanford Bridge, dove Thomas DiBenedetto ha appena tenuto banco al convegno «Leaders in football». I colleghi inglesi lo guardano perplessi, i cronisti italiani hanno già chiamato Roma. La correzione arriva a stretto giro di posta — anche per tranquillizzare il Questore Francesco Tagliente, con cui il presidente della Roma si è impegnato a preparare un «derby in sicurezza» — ma l'impatto forte resta. «Volevo dire che sarà una battaglia calcistica, una sfida speciale, la prima per me: intendiamo vincerla, obviously».
In campo Ovviamente il paragone-derby con la guerra civile si prende il titolo, ma il DiBenedetto-pensiero, al primo banco di prova internazionale e nel giorno in cui la Consob dà il sospirato ok all'Opa che scatterà il 13 ottobre, regala altre chicche. Ispirate dal solito filo conduttore: «Il nostro obiettivo è aumentare i ricavi del club, in cinque anni contiamo di raddoppiarli. Ma la condizione per raggiungere questo traguardo — dice a chiare lettere — è alzare la competitività della squadra. Innanzitutto, riportarla in Champions League». E le prime mosse sono andate proprio in questa direzione. «Abbiamo scelto gli uomini migliori: Baldini è un grande manager e Sabatini uno scopritore di talenti. La campagna acquisti è stata molto soddisfacente e Luis Enrique un ironman con un'idea di calcio eccitante. Dopo qualche iniziale difficoltà, in cui abbiamo difeso l'allenatore con tutte le forze, la Roma sta dimostrando che con la cultura del lavoro si può vincere. Sono stupito che la squadra stia già giocando così bene, ma del resto tutti i calciatori si applicano tantissimo, in particolare Totti dà l'esempio. Mi dicono che è sempre l'ultimo a lasciare Trigoria».
Altro che pigro... «Non è tempo di pensare ad una sua carriera da dirigente: per noi è fondamentale, darà ancora tanto sul campo». Stadio e dintorni E la Roma americana, dove l'avranno portata DiBenedetto e i suoi soci tra qualche anno? Probabilmente in una nuova casa. «Questo club ha enormi potenzialità, ma l'eredità che abbiamo ricevuto per ora non ci ha permesso di discostarci troppo dal bilancio. Lo stadio nuovo è la nostra priorità — ribadisce —. Se riuscissimo a inaugurarlo entro 3-5 anni sarei molto soddisfatto». La politica e la città si sono messe a disposizione del progetto-Roma: legge sugli stadi sbloccata e aree che spuntano come funghi. Tor di Valle, nel quadrante Sud, resta in pole — il proprietario, Gaetano Papalia, assicura: «C'è un accordo per venderla subito a Luca Parnasi, che può costruirci lo stadio della Roma, a patto che il trotto abbia il suo nuovo impianto al Pescaccio» — ma alle brutte anche il sindaco Alemanno metterà a disposizione un paio di aree pubbliche. Troppa grazia, Lotito si arrabbierà.
ma la gaffe dove sarebbe? ma magari te sveji freddo domattina, Catapano demmerda
In campo Ovviamente il paragone-derby con la guerra civile si prende il titolo, ma il DiBenedetto-pensiero, al primo banco di prova internazionale e nel giorno in cui la Consob dà il sospirato ok all'Opa che scatterà il 13 ottobre, regala altre chicche. Ispirate dal solito filo conduttore: «Il nostro obiettivo è aumentare i ricavi del club, in cinque anni contiamo di raddoppiarli. Ma la condizione per raggiungere questo traguardo — dice a chiare lettere — è alzare la competitività della squadra. Innanzitutto, riportarla in Champions League». E le prime mosse sono andate proprio in questa direzione. «Abbiamo scelto gli uomini migliori: Baldini è un grande manager e Sabatini uno scopritore di talenti. La campagna acquisti è stata molto soddisfacente e Luis Enrique un ironman con un'idea di calcio eccitante. Dopo qualche iniziale difficoltà, in cui abbiamo difeso l'allenatore con tutte le forze, la Roma sta dimostrando che con la cultura del lavoro si può vincere. Sono stupito che la squadra stia già giocando così bene, ma del resto tutti i calciatori si applicano tantissimo, in particolare Totti dà l'esempio. Mi dicono che è sempre l'ultimo a lasciare Trigoria».
Altro che pigro... «Non è tempo di pensare ad una sua carriera da dirigente: per noi è fondamentale, darà ancora tanto sul campo». Stadio e dintorni E la Roma americana, dove l'avranno portata DiBenedetto e i suoi soci tra qualche anno? Probabilmente in una nuova casa. «Questo club ha enormi potenzialità, ma l'eredità che abbiamo ricevuto per ora non ci ha permesso di discostarci troppo dal bilancio. Lo stadio nuovo è la nostra priorità — ribadisce —. Se riuscissimo a inaugurarlo entro 3-5 anni sarei molto soddisfatto». La politica e la città si sono messe a disposizione del progetto-Roma: legge sugli stadi sbloccata e aree che spuntano come funghi. Tor di Valle, nel quadrante Sud, resta in pole — il proprietario, Gaetano Papalia, assicura: «C'è un accordo per venderla subito a Luca Parnasi, che può costruirci lo stadio della Roma, a patto che il trotto abbia il suo nuovo impianto al Pescaccio» — ma alle brutte anche il sindaco Alemanno metterà a disposizione un paio di aree pubbliche. Troppa grazia, Lotito si arrabbierà.
ma la gaffe dove sarebbe? ma magari te sveji freddo domattina, Catapano demmerda
El Don ha scritto:Dybala è in campo.ml ha scritto:Non capisco l'ennesima esclusione di Dybala.
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Re: A.S. Roma 1927
comunque Rosi in allenamento fa le fiamme... discese travolgenti, gol da fuori area
non ce ne libereremo mai
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El Don ha scritto:Dybala è in campo.ml ha scritto:Non capisco l'ennesima esclusione di Dybala.
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Re: A.S. Roma 1927
eddai che sotto sotto sei un lover..
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Re: A.S. Roma 1927
a proposito di coglioni... il nuovo tatuaggio di Capitan Barbuto



El Don ha scritto:Dybala è in campo.ml ha scritto:Non capisco l'ennesima esclusione di Dybala.
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- Il2e13TiraSempreDa3
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Re: A.S. Roma 1927
Aahhahahhahahahhahahhhahha
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Re: A.S. Roma 1927
oh cazzo 
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Re: A.S. Roma 1927
in allenamento duetti Bojan-Lamela da farti cambiare le mutandine ogni 5 minuti, comunque 
El Don ha scritto:Dybala è in campo.ml ha scritto:Non capisco l'ennesima esclusione di Dybala.
Bene il recupero di Betancur.
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alè cessel
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Re: A.S. Roma 1927
Avevo già visto quella foto...
Ma pensavo fosse un fotomontaggio
Ma pensavo fosse un fotomontaggio
Se nni’ mmondo esistesse un po’ di bene
e ognun si considerasse suo fratello,
ci sarebbe meno pensieri e meno pene
e il mondo ne sarebbe assai più bello.
e ognun si considerasse suo fratello,
ci sarebbe meno pensieri e meno pene
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-
alè cessel
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Re: A.S. Roma 1927
Il Direttore del Digital Business della Roma Shergul Arshad, con esperienza decennale nel mondo dell’E-Commerce and Social Media, è stato intervistato da futbolmagazine.it per parlare delle nuove iniziative digitali che coinvolgeranno l'As Roma. Chiamato da Boston, ha già fatto entrare i giallorossi nel magico mondo di internet con la creazione di una pagina Facebook, una Twitter e la pianificazione del nuovo sito internet.
“Abbiamo deciso di proseguire attraverso degli steps ben precisi, il primo è stato quello di creare un luogo d’incontro virtuale per i tifosi e non. Facebook e Twitter sono i social network più seguiti e mi ha colpito il fatto che molti supporters hanno capito perfettamente che esiste un progetto intorno a questa società e questa squadra e lo appoggiano con ogni loro commento o tweet. La mia filosofia è che il social network di una squadra di calcio deve essere un posto in cui divertirsi, a prescindere dai risultati. La Roma è una squadra molto giovane e va sostenuta. Io per il momento – continua Arshad – faccio il pendolare tra Boston e Roma e quindi a curare i contenuti (foto e news) di queste pagine è lo staff dell’ufficio stampa. Abbiamo agito come una squadra unendo le nostre idee e usando delle strategie comuni. Bello lavorare in questo modo”.
Il secondo “digital step”, immagino sia la creazione di un nuovo sito internet?
“Proprio così. Appena arrivato ho trovato una situazione drammatica a livello di sito istituzionale ed è per questo che non è stato possibile farlo partire immediatamente e sarà online a gennaio. Qualche anticipazione? Senza svelare troppo, prima di gennaio ci sarà l’introduzione di uno store online, un E-Commerce all’altezza della squadra. Poi, abbiamo studiato una pianificazione fatta su due piattaforme ben definite: la prima è la creazione di un grande database per arricchire il nostro parco sponsor, la seconda dovrà essere un punto di partenza per la navigazione del tifoso che sarà alle prese con giochi, attività varie e un sito ricco di contenuti unici ed esclusivi”.
Parlaci di te. Come sei capitato alla corte di DiBenedetto?
“Io sono da dieci anni nel mondo dell’E-Commerce e dei Social Media ed ho conosciuto DiBenedetto quest’anno, mentre stava pianificando il team di lavoro per la Roma. Ho parlato con lui e poi mi ha fatto chiamare. In America lui è un tipo considerato molto “low profile”, che non appare molto, ma che fa i fatti e sa guadagnarsi il rispetto da parte di tutti e mi pare lo stia dimostrando anche a Roma, con la sola differenza che è tutti i giorni sulle pagine dei giornali. Per quanto mi riguarda, io ora vivo a Boston, ma sono nato e cresciuto a Firenze quindi so perfettamente cosa significa il calore di una città per una squadra di calcio e adesso, frequentando Roma, tutto questo calore lo trovo meraviglioso. Faremo un gran bel lavoro, ne sono sicuro”.
“Abbiamo deciso di proseguire attraverso degli steps ben precisi, il primo è stato quello di creare un luogo d’incontro virtuale per i tifosi e non. Facebook e Twitter sono i social network più seguiti e mi ha colpito il fatto che molti supporters hanno capito perfettamente che esiste un progetto intorno a questa società e questa squadra e lo appoggiano con ogni loro commento o tweet. La mia filosofia è che il social network di una squadra di calcio deve essere un posto in cui divertirsi, a prescindere dai risultati. La Roma è una squadra molto giovane e va sostenuta. Io per il momento – continua Arshad – faccio il pendolare tra Boston e Roma e quindi a curare i contenuti (foto e news) di queste pagine è lo staff dell’ufficio stampa. Abbiamo agito come una squadra unendo le nostre idee e usando delle strategie comuni. Bello lavorare in questo modo”.
Il secondo “digital step”, immagino sia la creazione di un nuovo sito internet?
“Proprio così. Appena arrivato ho trovato una situazione drammatica a livello di sito istituzionale ed è per questo che non è stato possibile farlo partire immediatamente e sarà online a gennaio. Qualche anticipazione? Senza svelare troppo, prima di gennaio ci sarà l’introduzione di uno store online, un E-Commerce all’altezza della squadra. Poi, abbiamo studiato una pianificazione fatta su due piattaforme ben definite: la prima è la creazione di un grande database per arricchire il nostro parco sponsor, la seconda dovrà essere un punto di partenza per la navigazione del tifoso che sarà alle prese con giochi, attività varie e un sito ricco di contenuti unici ed esclusivi”.
Parlaci di te. Come sei capitato alla corte di DiBenedetto?
“Io sono da dieci anni nel mondo dell’E-Commerce e dei Social Media ed ho conosciuto DiBenedetto quest’anno, mentre stava pianificando il team di lavoro per la Roma. Ho parlato con lui e poi mi ha fatto chiamare. In America lui è un tipo considerato molto “low profile”, che non appare molto, ma che fa i fatti e sa guadagnarsi il rispetto da parte di tutti e mi pare lo stia dimostrando anche a Roma, con la sola differenza che è tutti i giorni sulle pagine dei giornali. Per quanto mi riguarda, io ora vivo a Boston, ma sono nato e cresciuto a Firenze quindi so perfettamente cosa significa il calore di una città per una squadra di calcio e adesso, frequentando Roma, tutto questo calore lo trovo meraviglioso. Faremo un gran bel lavoro, ne sono sicuro”.
Se nni’ mmondo esistesse un po’ di bene
e ognun si considerasse suo fratello,
ci sarebbe meno pensieri e meno pene
e il mondo ne sarebbe assai più bello.
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ci sarebbe meno pensieri e meno pene
e il mondo ne sarebbe assai più bello.