vermi ha scritto:Quando? Nella metà stagione di Cantù quando per te era il giocatore che spostava gli equilibri in ottica scudetto?FRED ha scritto:Brunner mi da la sensazione di uno che abbia giù dato il meglio, poi mi sbaglio eh..
Pallacanestro Reggiana
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Re: Pallacanestro Reggiana
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Re: Pallacanestro Reggiana
Nei play off Brunner era chiaramente con le pile scariche anche complice un leggero infortunio...Nella stagione regolare ha fatto benissimo tirando anche bene dalla distanza lo dimostra il fatto che quando è rimasto fuori per l'operazione di appendicite la squadra ha perso tutte le partite...
Reggio è la sua dimensione se dovesse lasciare mi dispiacerebbe
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- vermi
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Re: Pallacanestro Reggiana
Ma infatti, Brunner è un giocatore da squadra che ha ambizioni da salvezza tranquilla che se azzecca un paio di stranieri può anche andare ai playoff. E' uno costante, che ci da ed ha pochi bassi.zibib ha scritto:Nei play off Brunner era chiaramente con le pile scariche anche complice un leggero infortunio...Nella stagione regolare ha fatto benissimo tirando anche bene dalla distanza lo dimostra il fatto che quando è rimasto fuori per l'operazione di appendicite la squadra ha perso tutte le partite...
Reggio è la sua dimensione se dovesse lasciare mi dispiacerebbe
E' arrivato il piccolo Vermozzo. Amedeo saluta tutto il forum.
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- FRED
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Re: Pallacanestro Reggiana
Perfetto, pensavo avesse quel qualcosa in più per ambire a squadre con ambizioni più elevate, mi sbagliavo perchè pensavo, nonostante i limiti tecnico-fisici, avesse più grinta e carattere perchè a questi livelli non basta solo la grande tecnica.
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Re: Pallacanestro Reggiana
ml ha scritto:vermi ha scritto:Quando? Nella metà stagione di Cantù quando per te era il giocatore che spostava gli equilibri in ottica scudetto?FRED ha scritto:Brunner mi da la sensazione di uno che abbia giù dato il meglio, poi mi sbaglio eh..
ml, a costo di sembrare lezioso, ero convinto che inserito in quel contesto avrebbe potuto far bene, mi son sbagliato.
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Re: Pallacanestro Reggiana
Ufficializzato Coby Karl
partito bene il mercato
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zio.billy
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Re: Pallacanestro Reggiana
Dicheno che farà quel che fece Slanina: il collante.
Potrebbe avere un senso se si riuscirà a sostituire al meglio Taylor.
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- vermi
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Re: Pallacanestro Reggiana
A me il tipo di giocatore non dispiace.zio.billy ha scritto:Dicheno che farà quel che fece Slanina: il collante.
Potrebbe avere un senso se si riuscirà a sostituire al meglio Taylor.
Certo, vicino gli devi mettere una guardia che fa canestro anche col culo.
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Re: Pallacanestro Reggiana
Un americano che tiri 15 volte a partita facendo 20 punti lo trovi nemmeno troppo difficilmente.
Il problema è far funzionare il tutto in modo che ti porti a vincere partite, ma quella tipologia di giocatore è facile da trovare.
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- vermi
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Re: Pallacanestro Reggiana
Beh, non così facilmente come una volta...Hansel ha scritto:Un americano che tiri 15 volte a partita facendo 20 punti lo trovi nemmeno troppo difficilmente.
Il problema è far funzionare il tutto in modo che ti porti a vincere partite, ma quella tipologia di giocatore è facile da trovare.
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Re: Pallacanestro Reggiana
ritorna Frassinetti....l'anno scorso avrei preferito lui a Slanina...dopo la presa di Karl resto un po' più scettico...la squadra ad oggi è inferiore a quella della passata stagione...il mercato è dunque molto deludente
Play Cinciarini, Allen Filloy (fratello del lungo partente Damien)
Guardia Bell, X
Ala Koby Karl, Frassinetti
Ala Forte: Antonutti, Silins
Pivot Brunner, Cervi
a meno che X non sia un Crack oltre al quintetto anche la panchina è inferiore a quella della passata stagione lo stesso Bell mi piace di più vederlo partire dalla panchina e che possa cambiare 1 e 2
Play Cinciarini, Allen Filloy (fratello del lungo partente Damien)
Guardia Bell, X
Ala Koby Karl, Frassinetti
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Re: Pallacanestro Reggiana
Ariel Filloy... Mio amico peraltro.
Corperryale L'Adorable "Manny" Harris, un nome che dice tutto.
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Re: Pallacanestro Reggiana
Comunque quest'anno avremo anche la Coppa...il roster è assolutamente inadeguato ora come ora
- vermi
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Re: Pallacanestro Reggiana
Secondo me prendete un esterno titolare, non possono andare così
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Re: Pallacanestro Reggiana
Pallacanestro Reggiana comunica l'uscita dal contratto con Kennedy Lawrence Winston. Dopo le visite ortopediche effettuate, lo staff medico biancorosso ha stabilito che l'atleta al momento non è in grado di sostenere i carichi di lavoro previsti in questo periodo.
e ora chi arriverà?
e ora chi arriverà?
- Giuriv
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Re: Pallacanestro Reggiana
Si parla di accordo trovato col fratello di jrue...zibib ha scritto:Pallacanestro Reggiana comunica l'uscita dal contratto con Kennedy Lawrence Winston. Dopo le visite ortopediche effettuate, lo staff medico biancorosso ha stabilito che l'atleta al momento non è in grado di sostenere i carichi di lavoro previsti in questo periodo.
e ora chi arriverà?
Ma adesso com e' il roster?
-
zio.billy
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Re: Pallacanestro Reggiana
15/9/2013
Castelnuovo ne’ Monti (RE)
Grissin Bon RE– Veroli CR: 86-80 (dopo extra time).
C. Karl 21, C. Bell 17; J. Rich 22.
Esco dal palazzetto con gli occhi calamitati dal formoso posteriore e dalle lunghe gambe ambrate di una vistosa tipa dai vivaci riccioli biondi che indossa una corta minigonna a celare, appena appena, la tumida passerina (come se ne usano sempre meno, ahimè), rendendola ancor più desiderata. Poggia su due trampoli di 12 cm. e si lascia accompagnare da un tizio qualunque, disordinato e un po’ scalcagnato, dal prominente addome di chi lascia il meglio di se stesso tra le gambe delle succulenti tavole imbandite di questa crassa provincia emiliana. Mentre trattengo a stento gli occhi dentro le orbite, rifletto su quanto sia sprecato tutto quel ben di Dio in quelle mani banali!
Fa freddo, nuvole spesse e grigie minacciano altra pioggia.
Qualche minuto prima, là dentro, Coby Karl ha giocato la solita partita di sacrificio e di sostanza, vestito del saio che indossa ogni volta che mette un piede in campo, presentandosi, come meglio non avrebbe potuto al suo nuovo pubblico. Pallido come può esserlo solo un viso pallido, ha sudato 44 camicie e 12 magliette, fedele al cliché di sofferenza e strenuo impegno che gli deriva indissolubilmente dall’essere figlio giocante di un papà coach.
Ha incollato insieme gioco e compagni aspettando pazientemente che il suo opposto, il fantasioso e spensierato Carletto Bell, si decidesse finalmente, sul finale punto a punto, a timbrare il cartellino di presenza con alcune di quelle giocate e soluzioni dalla distanza che sono il suo marchio di fabbrica.
Tutti si dicono e mi dicono che la Reggiana, in fondo, è quella dello scorso anno se arriverà (finalmente) l’americano “giusto”, destinato a sostituire sua maestà D. Taylor.
Il timido Sillins avrà più spazio, mi dicono ancora, e l’ueggiatissimo Ricky Cervi, che alterna buone giocate offensive e difensive a errori da broccaccio patentato (non mi pare cioè migliorato di un’unghia), dovrà mostrare cosa tiene tra le gambe.
Ho anche il piacere di veder volteggiare il giovane Mussini, tenero play di buone speranze, dal fisico minuto e immaturissimo ma dalla giusta faccia tosta e già dalle pretese lideristiche. La gente lo sostiene e lo applaude a scena aperta ad ogni tocco di pelota, e lui (che gioca una promettentissima partita) si immola cercando un no-look a spalle girate per tontolone Cervi che, manco a dirlo, gli rovina la standing ovation restando ai blocchi di partenza. Lo preferiscono di gran lunga al play titolare di giornata, l’uomo col nome di un detersivo per piatti (Ariel), il Filloy di nostra recente memoria che, pure lui, mi pare lo stesso giocatore di allora, nel bene ma anche e soprattutto nel male. Non brilla per personalità e scelte di gioco facendosi notare, come allora, solo per qualche precisa ed estemporanea conclusione dall’arco.
Greg il pelato è in evidente sovrappeso e, alla lunga, si spegne senza lasciare tracce.
Dalla parte opposta scelte molto chiare: due omaccioni bianchi e larghi a fare massa e blocchi sotto le tabelle per le tre coloratissime e pompatissime guardie (Jackson, Chase e Jason Rich).
Giasone dà spettacolo a tratti. Gli hanno assicurato entro due rigidissimi tutori le ginocchia vare che più vare non si può. Per via di quelle due corazze stenta ad estendere completamente gli arti inferiori e siccome le gambe sono arcuatissime come due parentesi tonde, il portamento e l’incedere che ne derivano sono quelli di un pistolero che cerca grane lungo la polverosa via principale di Tucson. Su quella strada, assieme a lui, avrebbe dovuto esserci anche l’amato sceriffo T.J. Watson, ma, ahimè, è stato appena tagliato due giorni fa, immagino per via delle sue precarie condizioni fisiche (ginocchia). Che tristezza ! E pensare che lo ricordo ancora correre come pochi, potentissimo atleta, nella secondaria del Lido…
Mercoledì si replica contro il CSKA di Messina in quel di Scandiano, dove, oltre al lambrusco, vale la pena di frequentare una rinomatissima boutique del formaggio. Magari ci vado.

Castelnuovo ne’ Monti (RE)
Grissin Bon RE– Veroli CR: 86-80 (dopo extra time).
C. Karl 21, C. Bell 17; J. Rich 22.
Esco dal palazzetto con gli occhi calamitati dal formoso posteriore e dalle lunghe gambe ambrate di una vistosa tipa dai vivaci riccioli biondi che indossa una corta minigonna a celare, appena appena, la tumida passerina (come se ne usano sempre meno, ahimè), rendendola ancor più desiderata. Poggia su due trampoli di 12 cm. e si lascia accompagnare da un tizio qualunque, disordinato e un po’ scalcagnato, dal prominente addome di chi lascia il meglio di se stesso tra le gambe delle succulenti tavole imbandite di questa crassa provincia emiliana. Mentre trattengo a stento gli occhi dentro le orbite, rifletto su quanto sia sprecato tutto quel ben di Dio in quelle mani banali!
Fa freddo, nuvole spesse e grigie minacciano altra pioggia.
Qualche minuto prima, là dentro, Coby Karl ha giocato la solita partita di sacrificio e di sostanza, vestito del saio che indossa ogni volta che mette un piede in campo, presentandosi, come meglio non avrebbe potuto al suo nuovo pubblico. Pallido come può esserlo solo un viso pallido, ha sudato 44 camicie e 12 magliette, fedele al cliché di sofferenza e strenuo impegno che gli deriva indissolubilmente dall’essere figlio giocante di un papà coach.
Ha incollato insieme gioco e compagni aspettando pazientemente che il suo opposto, il fantasioso e spensierato Carletto Bell, si decidesse finalmente, sul finale punto a punto, a timbrare il cartellino di presenza con alcune di quelle giocate e soluzioni dalla distanza che sono il suo marchio di fabbrica.
Tutti si dicono e mi dicono che la Reggiana, in fondo, è quella dello scorso anno se arriverà (finalmente) l’americano “giusto”, destinato a sostituire sua maestà D. Taylor.
Il timido Sillins avrà più spazio, mi dicono ancora, e l’ueggiatissimo Ricky Cervi, che alterna buone giocate offensive e difensive a errori da broccaccio patentato (non mi pare cioè migliorato di un’unghia), dovrà mostrare cosa tiene tra le gambe.
Ho anche il piacere di veder volteggiare il giovane Mussini, tenero play di buone speranze, dal fisico minuto e immaturissimo ma dalla giusta faccia tosta e già dalle pretese lideristiche. La gente lo sostiene e lo applaude a scena aperta ad ogni tocco di pelota, e lui (che gioca una promettentissima partita) si immola cercando un no-look a spalle girate per tontolone Cervi che, manco a dirlo, gli rovina la standing ovation restando ai blocchi di partenza. Lo preferiscono di gran lunga al play titolare di giornata, l’uomo col nome di un detersivo per piatti (Ariel), il Filloy di nostra recente memoria che, pure lui, mi pare lo stesso giocatore di allora, nel bene ma anche e soprattutto nel male. Non brilla per personalità e scelte di gioco facendosi notare, come allora, solo per qualche precisa ed estemporanea conclusione dall’arco.
Greg il pelato è in evidente sovrappeso e, alla lunga, si spegne senza lasciare tracce.
Dalla parte opposta scelte molto chiare: due omaccioni bianchi e larghi a fare massa e blocchi sotto le tabelle per le tre coloratissime e pompatissime guardie (Jackson, Chase e Jason Rich).
Giasone dà spettacolo a tratti. Gli hanno assicurato entro due rigidissimi tutori le ginocchia vare che più vare non si può. Per via di quelle due corazze stenta ad estendere completamente gli arti inferiori e siccome le gambe sono arcuatissime come due parentesi tonde, il portamento e l’incedere che ne derivano sono quelli di un pistolero che cerca grane lungo la polverosa via principale di Tucson. Su quella strada, assieme a lui, avrebbe dovuto esserci anche l’amato sceriffo T.J. Watson, ma, ahimè, è stato appena tagliato due giorni fa, immagino per via delle sue precarie condizioni fisiche (ginocchia). Che tristezza ! E pensare che lo ricordo ancora correre come pochi, potentissimo atleta, nella secondaria del Lido…
Mercoledì si replica contro il CSKA di Messina in quel di Scandiano, dove, oltre al lambrusco, vale la pena di frequentare una rinomatissima boutique del formaggio. Magari ci vado.
- Rush
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Re: Pallacanestro Reggiana
Zio, ma cos'è che si usano sempre meno?
Le passerine, le tumide passerine o le minigonne?
... ehm, ma volevo dire altro
James White, mica male.
Non so bene come si incastri con gli altri, però presa di livello.
Sempre che ufficializzino
Le passerine, le tumide passerine o le minigonne?
... ehm, ma volevo dire altro
James White, mica male.
Non so bene come si incastri con gli altri, però presa di livello.
Sempre che ufficializzino
Perchè tanto odio?
-
zio.billy
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Re: Pallacanestro Reggiana
Le minigonne altezza passerina, quelle che coprono "di misura" le tumide intimità femminili...Rush ha scritto:Zio, ma cos'è che si usano sempre meno?
Le passerine, le tumide passerine o le minigonne?
... ehm, ma volevo dire altro
James White, mica male.
Non so bene come si incastri con gli altri, però presa di livello.
Sempre che ufficializzino
Con Withe acquistano una buona dimensione per il campionato italiano: giocherà da 4, almeno inizialmente, dividendosi la boccia in attacco con Troy Bell. Il Cincia a seminare panico ed aprire il campo, gli altri 2 americani bianchi a fare da collanti e portatori d'acqua.
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zio.billy
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Re: Pallacanestro Reggiana
18/9/2013
Scandiano (RE)
Grissin Bon RE – Armata Rossa Mosca : 52-64
“Mortadella al tartufo e ciccioli nostrani” recita il cartello di una invitante bar del centro di questa sorprendente cittadina della bassa reggiana. Preferisco recarmi in pellegrinaggio alla rinomata pasticceria “Da Stefano”, per mettere in panza alcune prelibatezze che raggiungono lo scopo di riconciliare mente e corpore col mondo intero.
Il palazzetto è accogliente e gremitissimo; l’attenzione alla sicurezza (forse anche per via del terremoto di recente memoria) quasi (giustamente) maniacale.
Siedo sull’ultima fila della tribuna, al centro del campo. Alle mie spalle hanno piazzato 4 (diconsi 4!) telecamere e 2 postazioni di telecronisti e relative spalle tecniche.
Il primo tempo (30-31) è molto combattuto e giocato discretamente. La Reggiana tiene botta con le sue truppe leggere e con i guastatori di giornata, capitanati da un Karl ancora in spolvero, che difende, prende rimbalzi e botte e si fa vedere di forza anche in area altrui. Cervi delizia il pubblico con un cameo di 5 minuti, durante i quali prima stoppa Hines, poi schiaccia a due mani di prepotenza in faccia a Kaun. Dopo un rimbalzo difensivo comincia a zoppicare e si avvia mestamente alla panca scuotendo il capoccione: la borsa del ghiaccio sul ginocchio sinistro, non si rialzerà più per il resto della partita. Gioca, e molto, il giovane Mussini (17 enne acciughino): inizia con un assist immaginifico in mezzo al traffico, poi, malgrado mostri un’intatta baldanza, finisce per perdere 2 palloni a metà campo e sbarellare alcune conclusioni in attacco. Il carattere c’è e la leadership è naturale, ma il resto è in fieri. Non fa meglio di lui (anzi!) il più navigato uomo-detersivo (Ariel Filloy) che dopo un inizio sciolto e brillante, finisce l’ultimo quarto in totale cacca.
Il migliore, alla fine, mi pare lo sghembo Antonutti che ci sta a dare e prendere botte e che piazza alcuni canestrucoli niente male quando tutti gli altri (ospiti compresi) sono in generale vacca.
Il CSKA è fisicamente bestiale, unendo all’esplosiva potenza dei 4 mori (Pargo, Jackson, Wems, Hines), la massa corporea esagerata dei bianchi dell’est (Kaun, tale Zavauskas o giù di lì rosso lituano, più i voluminosi prodotti dell’allevamento societario). Sfuggono alla regola il mesto Fridzon (rimbeccato duramente più volte dal prode Ettore per via della svagatezza) e il noto Micov che continua ad usare in modo appropriato il notevole cervello cestistico e che risulterà di gran lunga, il migliore in campo. Hines dà una dimostrazione di atletismo inaudita quando, dopo un errore in attacco, si attarda a protestare non curandosi del contropiede altrui. Ettore immediatamente lo rampogna dalla panca e lui, allora, parte a razzo, si mangia il campo in 3 secondi, recupera nei 30 metri i 10 di ritardo che ha accumulato e, udite udite, arriva a stoppare (fallosamente) il buon Coby!
Nel complesso, una squadra che non stuzzica il mio palato e che necessita assolutamente delle qualità tecniche e cerebrali di Teodosic, assente per infortunio.
Nell’intervallo scendo ai bagni ed incontro nel parterre la bionda ricciolona di Castelnovo: oggi indossa una mini leopardata che ne sancisce definitivamente l’indole di combattente da lenzuola. In uscita dal cesso incontro una Cadillac bionda in minigonna frou frou, stile olgettina (orgettina?) da mozzare il fiato: mi chiede se ci sia uno specchio… Mi rifugio in corner balbettando un “non mi pare, non ne ho visti”. Mi ringrazia, esce, attraversa sui trampoli a spillo tutto il bordo campo davanti alle panchine ammirate e si siede sotto il canestro in prima fila. Accavalla e scoscia come Dio comanda e fa bella mostra di sé al colto e all’inclita, là sotto, per tutto il secondo tempo. Com’è come non è, il parziale degli ultimi due quarti è 22-23, tra un susseguirsi di errori madornali, palle buttate al vento e indegna tonnara generale (Micov escluso). Escono dal campo strabici, chissà perché.
Esco velocemente perché ho un appuntamento: mi attende una zuppa inglese di quelle “come una volta” a Casa Poggioli. Con quella dolcezza i sogni sono più sereni.
Oggi si rientra in metropoli…
Scandiano (RE)
Grissin Bon RE – Armata Rossa Mosca : 52-64
“Mortadella al tartufo e ciccioli nostrani” recita il cartello di una invitante bar del centro di questa sorprendente cittadina della bassa reggiana. Preferisco recarmi in pellegrinaggio alla rinomata pasticceria “Da Stefano”, per mettere in panza alcune prelibatezze che raggiungono lo scopo di riconciliare mente e corpore col mondo intero.
Il palazzetto è accogliente e gremitissimo; l’attenzione alla sicurezza (forse anche per via del terremoto di recente memoria) quasi (giustamente) maniacale.
Siedo sull’ultima fila della tribuna, al centro del campo. Alle mie spalle hanno piazzato 4 (diconsi 4!) telecamere e 2 postazioni di telecronisti e relative spalle tecniche.
Il primo tempo (30-31) è molto combattuto e giocato discretamente. La Reggiana tiene botta con le sue truppe leggere e con i guastatori di giornata, capitanati da un Karl ancora in spolvero, che difende, prende rimbalzi e botte e si fa vedere di forza anche in area altrui. Cervi delizia il pubblico con un cameo di 5 minuti, durante i quali prima stoppa Hines, poi schiaccia a due mani di prepotenza in faccia a Kaun. Dopo un rimbalzo difensivo comincia a zoppicare e si avvia mestamente alla panca scuotendo il capoccione: la borsa del ghiaccio sul ginocchio sinistro, non si rialzerà più per il resto della partita. Gioca, e molto, il giovane Mussini (17 enne acciughino): inizia con un assist immaginifico in mezzo al traffico, poi, malgrado mostri un’intatta baldanza, finisce per perdere 2 palloni a metà campo e sbarellare alcune conclusioni in attacco. Il carattere c’è e la leadership è naturale, ma il resto è in fieri. Non fa meglio di lui (anzi!) il più navigato uomo-detersivo (Ariel Filloy) che dopo un inizio sciolto e brillante, finisce l’ultimo quarto in totale cacca.
Il migliore, alla fine, mi pare lo sghembo Antonutti che ci sta a dare e prendere botte e che piazza alcuni canestrucoli niente male quando tutti gli altri (ospiti compresi) sono in generale vacca.
Il CSKA è fisicamente bestiale, unendo all’esplosiva potenza dei 4 mori (Pargo, Jackson, Wems, Hines), la massa corporea esagerata dei bianchi dell’est (Kaun, tale Zavauskas o giù di lì rosso lituano, più i voluminosi prodotti dell’allevamento societario). Sfuggono alla regola il mesto Fridzon (rimbeccato duramente più volte dal prode Ettore per via della svagatezza) e il noto Micov che continua ad usare in modo appropriato il notevole cervello cestistico e che risulterà di gran lunga, il migliore in campo. Hines dà una dimostrazione di atletismo inaudita quando, dopo un errore in attacco, si attarda a protestare non curandosi del contropiede altrui. Ettore immediatamente lo rampogna dalla panca e lui, allora, parte a razzo, si mangia il campo in 3 secondi, recupera nei 30 metri i 10 di ritardo che ha accumulato e, udite udite, arriva a stoppare (fallosamente) il buon Coby!
Nel complesso, una squadra che non stuzzica il mio palato e che necessita assolutamente delle qualità tecniche e cerebrali di Teodosic, assente per infortunio.
Nell’intervallo scendo ai bagni ed incontro nel parterre la bionda ricciolona di Castelnovo: oggi indossa una mini leopardata che ne sancisce definitivamente l’indole di combattente da lenzuola. In uscita dal cesso incontro una Cadillac bionda in minigonna frou frou, stile olgettina (orgettina?) da mozzare il fiato: mi chiede se ci sia uno specchio… Mi rifugio in corner balbettando un “non mi pare, non ne ho visti”. Mi ringrazia, esce, attraversa sui trampoli a spillo tutto il bordo campo davanti alle panchine ammirate e si siede sotto il canestro in prima fila. Accavalla e scoscia come Dio comanda e fa bella mostra di sé al colto e all’inclita, là sotto, per tutto il secondo tempo. Com’è come non è, il parziale degli ultimi due quarti è 22-23, tra un susseguirsi di errori madornali, palle buttate al vento e indegna tonnara generale (Micov escluso). Escono dal campo strabici, chissà perché.
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Oggi si rientra in metropoli…