Approvo!Loki ha scritto:Spoiler:
Born Again
- Sir Charles #34
- Messaggi: 12149
- Iscritto il: 03/10/2011, 13:58
- Domanda di controllo 2: nessuna
Re: Born Again
- Sir Charles #34
- Messaggi: 12149
- Iscritto il: 03/10/2011, 13:58
- Domanda di controllo 2: nessuna
Re: Born Again
Primo capitolo letto ieri sera. Ora non ho tempo, più tardi mi esprimo.

- jackx82
- Messaggi: 6584
- Iscritto il: 03/10/2011, 10:58
Re: Born Again
Boh Come capisco che versione è? L'unica cosa che ti posso due è che in ingleseVellagio ha scritto:ma hai comprato la versione mia e di loki a 30€?
Comunque non mi è costata 30€...intorno i 20 mi pare
14-4-2015...And now I found my dream, porca puttana! Benvenuta Aria.
Alphonso Ford (31/10/1971 - 4/9/2004) The G.O.A.T.
Alphonso Ford (31/10/1971 - 4/9/2004) The G.O.A.T.
- Sir Charles #34
- Messaggi: 12149
- Iscritto il: 03/10/2011, 13:58
- Domanda di controllo 2: nessuna
Re: Born Again
Premessa: non spiegherò ancora il perchè, per evitare similspoiler, ma Devil è il mio supereroe preferito. Anche se adoro Wolverine e sono innamorato degli X-Men, anche se da bambino impazzivo per l'Uomo Ragno e per i Fantastici 4, anche se Hulk è clamorosamente affascinante, come The man without fear non c'è nessuno. Per cui a questo ed altri (Man without fear, Elektra Saga, ecc.) cicli narrativi sono legatissimo.
Stasera mi rileggo Apocalisse e proseguo.
Il primo capitolo è clamoroso, per come è costruito e per quello che trasmette.
La prima cosa che salta agli occhi è la quasi totale assenza di dialoghi. Una voce fuori campo che racconta, quasi ininterrottamente. Che a mio parere ha l'effetto di renderti spettatore, più che farti immedesimare in Matt Murdock. Questo permette da un lato di farti sentire impotente, come quando vedi una disgrazia e anche se ti rendi conto di quello che sta per succedere non sei in grado di intervenire, ma permette anche un'altra cosa su cui torno dopo.
La seconda è l'impatto di alcune tavole, anche se in questo caso i quasi trent'anni della parte grafica si vedono in modo più netto rispetto a Killing Joke (il che non significa che non mi piacciono le tavole). La prima con la ragazza che rivela il vero nome di Devil ti da la sensazione del caldo afoso. La parte in cui viene presentato Kingpin è maestosa e opprimente allo stesso tempo, quella dell'esplosione del palazzo esplosiva e in netto contrasto con la scansione delle tavole precedenti (e con il sostanziale bianco e nero della parte in cui Kngpin racconta dell'esito del processo, macchiato solo del rosso di Devil furioso).
Il terzo aspetto è che ti infili nella tragedia senza rendertene conto, esattamente come capita a Murdock. Le prime disavventure (le lettere del mutuo e quelle del fisco) sembrano quelle qualunque di un uomo qualunque, poi pagina dopo pagina ti trovi in una discesa infernale e realizzi un po' per volta che non è un caso, che nulla è un caso. E quando esplode il suo palazzo sei senza fiato, percepisci la sensazione di impotenza. La vertigine di questa caduta, e qui mi lego al primo punto, è accentuata proprio dal distacco del vivere la vicenda dal punto di vista di un narratore (più d'uno, in verità): rende ovattate le tue sensazioni - cosa ironica tra l'altro, visto il personaggio di cui parliamo - e poi le risveglia di botto alla fine con un vero e proprio shock.
Stasera mi rileggo Apocalisse e proseguo.
Il primo capitolo è clamoroso, per come è costruito e per quello che trasmette.
La prima cosa che salta agli occhi è la quasi totale assenza di dialoghi. Una voce fuori campo che racconta, quasi ininterrottamente. Che a mio parere ha l'effetto di renderti spettatore, più che farti immedesimare in Matt Murdock. Questo permette da un lato di farti sentire impotente, come quando vedi una disgrazia e anche se ti rendi conto di quello che sta per succedere non sei in grado di intervenire, ma permette anche un'altra cosa su cui torno dopo.
La seconda è l'impatto di alcune tavole, anche se in questo caso i quasi trent'anni della parte grafica si vedono in modo più netto rispetto a Killing Joke (il che non significa che non mi piacciono le tavole). La prima con la ragazza che rivela il vero nome di Devil ti da la sensazione del caldo afoso. La parte in cui viene presentato Kingpin è maestosa e opprimente allo stesso tempo, quella dell'esplosione del palazzo esplosiva e in netto contrasto con la scansione delle tavole precedenti (e con il sostanziale bianco e nero della parte in cui Kngpin racconta dell'esito del processo, macchiato solo del rosso di Devil furioso).
Il terzo aspetto è che ti infili nella tragedia senza rendertene conto, esattamente come capita a Murdock. Le prime disavventure (le lettere del mutuo e quelle del fisco) sembrano quelle qualunque di un uomo qualunque, poi pagina dopo pagina ti trovi in una discesa infernale e realizzi un po' per volta che non è un caso, che nulla è un caso. E quando esplode il suo palazzo sei senza fiato, percepisci la sensazione di impotenza. La vertigine di questa caduta, e qui mi lego al primo punto, è accentuata proprio dal distacco del vivere la vicenda dal punto di vista di un narratore (più d'uno, in verità): rende ovattate le tue sensazioni - cosa ironica tra l'altro, visto il personaggio di cui parliamo - e poi le risveglia di botto alla fine con un vero e proprio shock.
- Lesbronz
- Messaggi: 3053
- Iscritto il: 02/05/2013, 19:02
- Domanda di controllo 2: nessuna
Re: Born Again
E' una tecnica letteraria classica.Sir Charles #34 ha scritto: La prima cosa che salta agli occhi è la quasi totale assenza di dialoghi. Una voce fuori campo che racconta, quasi ininterrottamente. Che a mio parere ha l'effetto di renderti spettatore, più che farti immedesimare in Matt Murdock.
La voce fuori campo alterna narrazione in terza persona e narrazione in prima persona (Page e Kingpin in terza, Urich in prima, Murdock in terza con dei flash in prima, ecc).
Le modalità sono quelle usate ed abusate prima nella letteratura (con queste modalità soprattutto nell'hard boiled) e poi nel cinema, come aiuto allo spettatore, di solito nelle detective stories.
Il modello è chiaro: Miller tratta le storie di Devil rifacendosi ai canoni dell'hard boiled school (Spillane, Hammett, Chandler), ma siccome si tratta di un fumetto di supereroi, l'accostamento risulta innovativo e spiazzante.
Insomma, non è roba da ragazzini.
Già dall'inizio capisci che non saranno rose e fiori (l'hard boiled nasce come contraltare alle classiche storie poliziesche intellettuali, tipo il delitto nella stanza chiusa dall'interno), che scorrerà del sangue e che la merda finirà nel ventilatore.
LO stile di Mazzucchelli è classico ma nello stesso tempo rivoluzionario: è raffinatamente grossolano, volutamente imperfetto fin quasi alla stilizzazione. Niente di più diverso della maniacale precisione di un Bolland.Sir Charles #34 ha scritto:La seconda è l'impatto di alcune tavole, anche se in questo caso i quasi trent'anni della parte grafica si vedono in modo più netto rispetto a Killing Joke (il che non significa che non mi piacciono le tavole). La prima con la ragazza che rivela il vero nome di Devil ti da la sensazione del caldo afoso. La parte in cui viene presentato Kingpin è maestosa e opprimente allo stesso tempo, quella dell'esplosione del palazzo esplosiva e in netto contrasto con la scansione delle tavole precedenti (e con il sostanziale bianco e nero della parte in cui Kngpin racconta dell'esito del processo, macchiato solo del rosso di Devil furioso).
Questo stile, volutamente "sporco", è chiaramente calibrato alla perfezione sulla storia.
La reinvenzione di Kingpin è un elemento fondamentale di questa storia: Kingpin nasce come avversario di Spiderman ed in principio non è altro che un ciccione brutale, mentre qui è rappresentato con una certa profondità come lo spin doctor definitivo. E' l'icona del potere nascosto che tiene in mano le nostre vite.Sir Charles #34 ha scritto:Il terzo aspetto è che ti infili nella tragedia senza rendertene conto, esattamente come capita a Murdock. Le prime disavventure (le lettere del mutuo e quelle del fisco) sembrano quelle qualunque di un uomo qualunque, poi pagina dopo pagina ti trovi in una discesa infernale e realizzi un po' per volta che non è un caso, che nulla è un caso. E quando esplode il suo palazzo sei senza fiato, percepisci la sensazione di impotenza. La vertigine di questa caduta, e qui mi lego al primo punto, è accentuata proprio dal distacco del vivere la vicenda dal punto di vista di un narratore (più d'uno, in verità): rende ovattate le tue sensazioni - cosa ironica tra l'altro, visto il personaggio di cui parliamo - e poi le risveglia di botto alla fine con un vero e proprio shock.
Non c'è niente di trascendentale in lui (per esempio rispetto al joker di Moore), solo questa insaziabile fame di dominio e di potere.
P.s.: magari più avanti, avendo letto altre cose di entrambi, mi piacerebbe discutere di come Miller possa essere considerato un autore "di destra" mentre Moore uno "di sinistra". Vi prego, non prendete questa dicotomia come il classico discorsetto all'italiana, è solo per fornire delle coordinate mentali per inquadrare due diverse visioni, prima dell'utilizzo del medium in particolare e poi per le tematiche affrontate dai due.
tmc ha scritto: ma la più magica rimane Cracovia, sia per le miniere di sale che per il campo di concentramento
"Che cosa fai dalla mattina alla sera?" - "Mi subisco". (Emil Cioran)BillyHoyle ha scritto:Trasudava umanità.
- Rush
- Messaggi: 10388
- Iscritto il: 03/10/2011, 11:54
- Località: Terra dei piccoli laghi
Re: Born Again
Per me è stato l'esatto contrarioSir Charles #34 ha scritto: La prima cosa che salta agli occhi è la quasi totale assenza di dialoghi. Una voce fuori campo che racconta, quasi ininterrottamente. Che a mio parere ha l'effetto di renderti spettatore, più che farti immedesimare in Matt Murdock. Questo permette da un lato di farti sentire impotente, come quando vedi una disgrazia e anche se ti rendi conto di quello che sta per succedere non sei in grado di intervenire, ma permette anche un'altra cosa su cui torno dopo.
Ecco, io l'ho vissuta come una liberazioneSir Charles #34 ha scritto: La seconda è l'impatto di alcune tavole, anche se in questo caso i quasi trent'anni della parte grafica si vedono in modo più netto rispetto a Killing Joke (il che non significa che non mi piacciono le tavole). La prima con la ragazza che rivela il vero nome di Devil ti da la sensazione del caldo afoso. La parte in cui viene presentato Kingpin è maestosa e opprimente allo stesso tempo, quella dell'esplosione del palazzo esplosiva e in netto contrasto con la scansione delle tavole precedenti (e con il sostanziale bianco e nero della parte in cui Kngpin racconta dell'esito del processo, macchiato solo del rosso di Devil furioso).
Il terzo aspetto è che ti infili nella tragedia senza rendertene conto, esattamente come capita a Murdock. Le prime disavventure (le lettere del mutuo e quelle del fisco) sembrano quelle qualunque di un uomo qualunque, poi pagina dopo pagina ti trovi in una discesa infernale e realizzi un po' per volta che non è un caso, che nulla è un caso. E quando esplode il suo palazzo sei senza fiato, percepisci la sensazione di impotenza. La vertigine di questa caduta, e qui mi lego al primo punto, è accentuata proprio dal distacco del vivere la vicenda dal punto di vista di un narratore (più d'uno, in verità): rende ovattate le tue sensazioni - cosa ironica tra l'altro, visto il personaggio di cui parliamo - e poi le risveglia di botto alla fine con un vero e proprio shock.
Perchè tanto odio?
- Sir Charles #34
- Messaggi: 12149
- Iscritto il: 03/10/2011, 13:58
- Domanda di controllo 2: nessuna
Re: Born Again
Sulla liberazione sono d'accordo. Sfiatato, impotente, ma liberato dal gioco subdolo: il dramma almeno viene a galla, posso affrontarlo.
Sulla reazione diversa alla modalità di narrazione, penso che sia normale il fatto che persone diverse abbiano reazioni anche diametralmente opposte al modo di raccontare una vicenda. E' comunque interessante. In generale, tendo ad immedesimarmi con chi pronuncia le parole, per cui l'uso delle caption mi fa prendere il ruolo del narratore, che osserva "da fuori", in terza persona, mentre una narrazione tramite balloon mi fa vivere direttamente la vicenda con gli occhi del personaggio che pronuncia le parole; quindi tendo a viverla come se capitasse a me.
Nel caso specifico non so quale fosse l'intenzione di Miller.
Sulla reazione diversa alla modalità di narrazione, penso che sia normale il fatto che persone diverse abbiano reazioni anche diametralmente opposte al modo di raccontare una vicenda. E' comunque interessante. In generale, tendo ad immedesimarmi con chi pronuncia le parole, per cui l'uso delle caption mi fa prendere il ruolo del narratore, che osserva "da fuori", in terza persona, mentre una narrazione tramite balloon mi fa vivere direttamente la vicenda con gli occhi del personaggio che pronuncia le parole; quindi tendo a viverla come se capitasse a me.
Nel caso specifico non so quale fosse l'intenzione di Miller.
- Loki
- Messaggi: 27101
- Iscritto il: 03/10/2011, 13:58
Re: Born Again
L'ho riletto tutto sabato. Inconsciente, perchè ho iniziato troppo tardi e mi sono addormentato tardissimo.
Sono in ufficio e non posso parlarne troppo, ma faccio una premessa: Mazzuchelli (uno dei miei artisti preferiti) è un tipo strano. MIller aveva già scritto Daredevil per una ventina di numeri (pazzeschi, sono stati anche raccolti in volume, sarebbero da leggere), quando ritorna per scrivere il diavoletto, pone una sola condizione: voglio Mazzuchelli. Lo rivorrà anche in DC, per disegnare Batman: Year One, in cui riscrive le origini del pipistrello. Poi David, mentre è uno degli cartoonist più quotati, abbandona i fumetti, perlopiù, per dedicarsi alla sua band a e progetti mooolto indipendenti, tanto che non sono nemmeno usciti.
Sono in ufficio e non posso parlarne troppo, ma faccio una premessa: Mazzuchelli (uno dei miei artisti preferiti) è un tipo strano. MIller aveva già scritto Daredevil per una ventina di numeri (pazzeschi, sono stati anche raccolti in volume, sarebbero da leggere), quando ritorna per scrivere il diavoletto, pone una sola condizione: voglio Mazzuchelli. Lo rivorrà anche in DC, per disegnare Batman: Year One, in cui riscrive le origini del pipistrello. Poi David, mentre è uno degli cartoonist più quotati, abbandona i fumetti, perlopiù, per dedicarsi alla sua band a e progetti mooolto indipendenti, tanto che non sono nemmeno usciti.
- ml
- Messaggi: 58887
- Iscritto il: 03/10/2011, 12:15
- Domanda di controllo 2: philadelphia
Re: Born Again
Finito ieri, mi è piaciuto molto, almeno 5 albi su 7, un po' deludente la parte finale, sarà che non sono molto appassionato di combattimenti, ma l'ingresso di Nuke, poi l'arrivo di Capitan America, mi ha un po' annoiato, nonostante le centinaia di morti.. Anche il finale l'ho trovato un po' sbrigativo, ma capisco anche che stiamo parlando di un'avventura inserita in una lunga saga, quindi si rimanda a futuri racconti.
Molto bella e intensa la descrizione della caduta di un supereroe, che perde tutto, per una diabolica macchinazione, si trova anche ai limiti della follia, perde anche fiducia anche nelle poche persone che credono in lui, per poi intraprendere una lenta redenzione, la ricerca della vendetta, che lo porta quasi alla morta, l'incontro con la suora (la madre?).
Oltre Murdock, ovviamente, uno dei personaggi che mi è piaciuto di più e quello di Karen, che all'inizio del racconto tocca il fondo, tra film pornografici, droga e malavita, arrivando anche a vendere Matt, poi anche lei inizia il suo viaggio di redenzione, con altre cadute, molto bello l'incontro con colui che ha tradito, che non solo la perdona, ma la tiene con se e la salva..
Deludente invece l'altro personaggio femminile, quello di Glori, inizialmente mi ha incuriosito, mi aspettavo di scoprire cosa era successo con Murdock e qualcosa di più su di lei, invece ha passato la fine della storia a fare foto, sempre più morbose, delle malefatte di Nuke e compagni, anche alla fine l'unico pensiero era per le foto..
Grande il personaggio del cattivo, King Pin, ossessionato dalla vendetta, da raggiungere in tutti i modi, anche a costo di mettere in difficoltà i suoi affari e i suoi soci..
Sulla parte grafica lascio a dire a voi e vi leggerò con piacere, sono solo in grado di dire che mi è piaciuta..
Molto bella e intensa la descrizione della caduta di un supereroe, che perde tutto, per una diabolica macchinazione, si trova anche ai limiti della follia, perde anche fiducia anche nelle poche persone che credono in lui, per poi intraprendere una lenta redenzione, la ricerca della vendetta, che lo porta quasi alla morta, l'incontro con la suora (la madre?).
Oltre Murdock, ovviamente, uno dei personaggi che mi è piaciuto di più e quello di Karen, che all'inizio del racconto tocca il fondo, tra film pornografici, droga e malavita, arrivando anche a vendere Matt, poi anche lei inizia il suo viaggio di redenzione, con altre cadute, molto bello l'incontro con colui che ha tradito, che non solo la perdona, ma la tiene con se e la salva..
Deludente invece l'altro personaggio femminile, quello di Glori, inizialmente mi ha incuriosito, mi aspettavo di scoprire cosa era successo con Murdock e qualcosa di più su di lei, invece ha passato la fine della storia a fare foto, sempre più morbose, delle malefatte di Nuke e compagni, anche alla fine l'unico pensiero era per le foto..
Grande il personaggio del cattivo, King Pin, ossessionato dalla vendetta, da raggiungere in tutti i modi, anche a costo di mettere in difficoltà i suoi affari e i suoi soci..
Sulla parte grafica lascio a dire a voi e vi leggerò con piacere, sono solo in grado di dire che mi è piaciuta..
- Lesbronz
- Messaggi: 3053
- Iscritto il: 02/05/2013, 19:02
- Domanda di controllo 2: nessuna
Re: Born Again
Così come commentando The Killing Joke (che comunque Moore considera una sua opera "immatura") siamo finiti a parlare di etica e di ontologia, con i fumetti di Miller questo tipo di approccio non esiste. Sbucciando le storie di Moore prima o poi ci si ritrova sempre lì, perchè ti ci porta per i capelli.
Laddove Moore è interessato ad esplorare la natura umana ed a renderne più fedelmente possibile i difetti e le contraddizioni, finendo per rappresentare un mondo in cui bene e male sono concetti sfumati e compenetrati dentro e fuori l'anima degli uomini, nell'universo Milleriano tutto è "plain and simple": ci sono i buoni, ci sono i cattivi e ci sono le vittime.
Fine.
La sua grande capacità di scrittore di fumetti risiede nel fare propri ed applicare allo strumento gli stilemi della narrativa popolare (come ho già detto precedentemente facendo l'esempio con l'hard boiled) in maniera puntuale. In questo senso è un innovatore dei comics a partire proprio dagli anni 80 con la serie di Daredevil, che culmina in Born Again.
Tuttavia i suoi eroi (o i suoi criminali) non hanno mai dubbi, incertezze o perplessità.
Sanno sempre dove stanno bene e male e sanno sempre quale strada prendere.
Sono granitici.
Soltanto l'approccio realistico basato sulla carne spezzata e sul sangue versato a secchiate (nel fumetto supereroistico classico, buoni e cattivi si pigliano a manate per 20 pagine, ma poi non hanno un livido) salva i suoi personaggi dal diventare delle macchiette bidimensionali dal comportamento ossessivo compulsivo.
Questo tipo di approccio apparirà ancora più evidente in The Dark Knight Return, per molti versi il suo capolavoro.
In seguito, in opere come Sin City e 300, a mio modesto avviso questa visione così "rozza" sconfinerà spesso nel ridicolo e nel grottesco e significherà, almeno per me, la totale decadenza di Miller come scrittore di storie.
Attorno all'integrità morale inattaccabile dei personaggi ballano altri valori assoluti che premono fortemente a Miller, come ad esempio il patriottismo e la religiosità.
L'entrata di Capitan America in Born Again a fare da contraltare al folle Nuke (i Vendicatori appaiono come servi dell'establishment corrotto), costruito, fasullo ed ingannato dai suoi superiori non è trascurabile, è fondamentale.
Cap è l'incarnazione del sogno americano ed è l'ultimo sopravvissuto di quella che negli USA viene oggi definita come la Greatest Generation (quella della grande depressione che si sacrificherà sui campi di battaglia di tutto il mondo per liberarlo dalle tenebre degli assolutismi politici); porta su di se la fierezza della bandiera, ma allo stesso tempo possiede la triste consapevolezza di quanto sia fragile ed abusato quell'ideale. Cap in fondo è un ingenuo consapevole della propria ingenuità, cioè un paradosso e del resto è un uomo degli anni 30 che si ritrova a vivere 70 anni dopo.
Cap, per Miller, a mio avviso rappresenta la nostalgia per un'America scomparsa nel tempo insieme ad i suoi valori più alti (Moore avrebbe fatto strame di tutto questo, il sublime anarchico), una nostalgia che è ormai uno stereotipo tipicamente americano.
La sua apparizione in Born Again è una delle parti che preferisco.
Anche lui è granitico ed inamovibile: attorno a lui i corrotti esponenti militari che si servono di poveri reduci come Nuke, trasformati in macchine drogate ed assassine per sistemare le loro sporche faccende, si agitano e appaiono minuscoli.
Quanto a Kingpin: egli non possiede un'ombra di dubbio, ne un risvolto seppur lontanamente umano ed è l'icona stessa del "Big Money" che muove tutto, le banche, la legge, l'esercito, il governo, la polizia.
Tutto è al servizio del suo denaro e della sua influenza, è un monolite di perfidia. Se in Moore il grande male è la mano del caso che muove gli uomini come marionette, trascinandole avanti ed indietro nella storia, in Miller non c'è niente di tutto questo: male è chi male fa.
Kingpin è artefice del suo destino esattamente come lo è Daredevil ed entrambi non hanno scuse. E' impossibile non provare un briciolo di comprensione e di pietà per il Joker di Moore, ma è impossibile provare simpatia per il Kingpin di Miller (ed in fututo per il Joker di Miller).
Tutto è in bianco e nero (Sin City?).
Lavorando su Daredevil, Miller lo ristruttura completamente e, come prima istanza, lo priva di tutto, spazzando via tutte le sue sovrastrutture sociali e civili: lavoro, casa, denaro, amici, amore, fino ad arrivare al nocciolo "resistente" del personaggio, ovvero la sua natura di combattente indomabile, ereditata dal padre pugile.
Il padre morto salva la sua morale. Dunque ecco la natura di guerriero.
Invece, a salvarlo fisicamente, è sua madre, una suora. Dunque ecco la fede.
Inciso: le tavole di Mazzucchelli, in cui Matt è fra la vita e la morte nell'ostello delle suore, insistono continuamente, attraverso un sapiente utilizzo dell'iconografia pittorica cristiana, nell'identificarlo col cristo. Una tavola, addirittura, è una palese citazione della pietà michelangiolesca.
Va da se che nient'altro contribuisce a salvarlo: non la legge, non la polizia, non i suoi soldi, non il suo mestiere di avvocato (orrore, un avvocato è uno che fa del compromesso il suo mestiere, non poteva resistere all'avvento di Miller), non le sue amicizie ed infine nemmeno le sue donne ed infatti una lo lascia e l'altra lo tradisce per un po' di droga.
Siamo all'opposto dell'”ideologia” di Moore: non ci sono sfumature e, come ho già scritto, esistono solo solo tre tipi di persone: i cattivi, le vittime e gli eroi.
Alla fine Murdock ne esce ovviamente vincitore e più felice di prima, essendo stato temprato a fondo; il cattivo ne esce sconfitto e barcollante e le vittime si adattano ad una nuova configurazione, sempre passive.
Infatti Foggy e Glory, per dire, alla fine non hanno capito quasi niente.
Di fronte al male assoluto tutti i personaggi principali fanno una scelta di campo che non permette compromessi né tentennamenti, vedi la battaglia interiore di Urich.
In questo senso l'epica Milleriana è, prima di tutto, americana fino al midollo: l'individuo è artefice del suo destino (non c'è da nessuna parte quell'ingranaggio inesorabile del caso che stritola come in The Killing Joke) e solo lui è alla base dell'istanza sociale, dove invece nel pensiero europeo/Mooriano l'individualismo è alla base di un'istanza prettamente anti-sociale (Batman e Joker in Moore sono due sociopatici speculari).
D'altra parte la visione dualistica (in senso classico e teologico) dell'etica,in cui la spaccatura tra bene e male è incolmabile e non si presta ad equivoci o dubbi di sorta, colloca la visione Milleriana in una zona appartenente al più classico conservatorismo popolare di matrice americana, così naif, ma anche così grezzo e portato alla risoluzione dei conflitti e delle relative complesse problematiche con la violenza popria del diritto dei giusti.
Se dovessimo fare un paragone cinematografico potremmo dire che se Alan Moore è Stanley Kubrick, allora Frank Miller è John Ford.
Scusate la prolisseide.
Laddove Moore è interessato ad esplorare la natura umana ed a renderne più fedelmente possibile i difetti e le contraddizioni, finendo per rappresentare un mondo in cui bene e male sono concetti sfumati e compenetrati dentro e fuori l'anima degli uomini, nell'universo Milleriano tutto è "plain and simple": ci sono i buoni, ci sono i cattivi e ci sono le vittime.
Fine.
La sua grande capacità di scrittore di fumetti risiede nel fare propri ed applicare allo strumento gli stilemi della narrativa popolare (come ho già detto precedentemente facendo l'esempio con l'hard boiled) in maniera puntuale. In questo senso è un innovatore dei comics a partire proprio dagli anni 80 con la serie di Daredevil, che culmina in Born Again.
Tuttavia i suoi eroi (o i suoi criminali) non hanno mai dubbi, incertezze o perplessità.
Sanno sempre dove stanno bene e male e sanno sempre quale strada prendere.
Sono granitici.
Soltanto l'approccio realistico basato sulla carne spezzata e sul sangue versato a secchiate (nel fumetto supereroistico classico, buoni e cattivi si pigliano a manate per 20 pagine, ma poi non hanno un livido) salva i suoi personaggi dal diventare delle macchiette bidimensionali dal comportamento ossessivo compulsivo.
Questo tipo di approccio apparirà ancora più evidente in The Dark Knight Return, per molti versi il suo capolavoro.
In seguito, in opere come Sin City e 300, a mio modesto avviso questa visione così "rozza" sconfinerà spesso nel ridicolo e nel grottesco e significherà, almeno per me, la totale decadenza di Miller come scrittore di storie.
Attorno all'integrità morale inattaccabile dei personaggi ballano altri valori assoluti che premono fortemente a Miller, come ad esempio il patriottismo e la religiosità.
L'entrata di Capitan America in Born Again a fare da contraltare al folle Nuke (i Vendicatori appaiono come servi dell'establishment corrotto), costruito, fasullo ed ingannato dai suoi superiori non è trascurabile, è fondamentale.
Cap è l'incarnazione del sogno americano ed è l'ultimo sopravvissuto di quella che negli USA viene oggi definita come la Greatest Generation (quella della grande depressione che si sacrificherà sui campi di battaglia di tutto il mondo per liberarlo dalle tenebre degli assolutismi politici); porta su di se la fierezza della bandiera, ma allo stesso tempo possiede la triste consapevolezza di quanto sia fragile ed abusato quell'ideale. Cap in fondo è un ingenuo consapevole della propria ingenuità, cioè un paradosso e del resto è un uomo degli anni 30 che si ritrova a vivere 70 anni dopo.
Cap, per Miller, a mio avviso rappresenta la nostalgia per un'America scomparsa nel tempo insieme ad i suoi valori più alti (Moore avrebbe fatto strame di tutto questo, il sublime anarchico), una nostalgia che è ormai uno stereotipo tipicamente americano.
La sua apparizione in Born Again è una delle parti che preferisco.
Anche lui è granitico ed inamovibile: attorno a lui i corrotti esponenti militari che si servono di poveri reduci come Nuke, trasformati in macchine drogate ed assassine per sistemare le loro sporche faccende, si agitano e appaiono minuscoli.
Quanto a Kingpin: egli non possiede un'ombra di dubbio, ne un risvolto seppur lontanamente umano ed è l'icona stessa del "Big Money" che muove tutto, le banche, la legge, l'esercito, il governo, la polizia.
Tutto è al servizio del suo denaro e della sua influenza, è un monolite di perfidia. Se in Moore il grande male è la mano del caso che muove gli uomini come marionette, trascinandole avanti ed indietro nella storia, in Miller non c'è niente di tutto questo: male è chi male fa.
Kingpin è artefice del suo destino esattamente come lo è Daredevil ed entrambi non hanno scuse. E' impossibile non provare un briciolo di comprensione e di pietà per il Joker di Moore, ma è impossibile provare simpatia per il Kingpin di Miller (ed in fututo per il Joker di Miller).
Tutto è in bianco e nero (Sin City?).
Lavorando su Daredevil, Miller lo ristruttura completamente e, come prima istanza, lo priva di tutto, spazzando via tutte le sue sovrastrutture sociali e civili: lavoro, casa, denaro, amici, amore, fino ad arrivare al nocciolo "resistente" del personaggio, ovvero la sua natura di combattente indomabile, ereditata dal padre pugile.
Il padre morto salva la sua morale. Dunque ecco la natura di guerriero.
Invece, a salvarlo fisicamente, è sua madre, una suora. Dunque ecco la fede.
Inciso: le tavole di Mazzucchelli, in cui Matt è fra la vita e la morte nell'ostello delle suore, insistono continuamente, attraverso un sapiente utilizzo dell'iconografia pittorica cristiana, nell'identificarlo col cristo. Una tavola, addirittura, è una palese citazione della pietà michelangiolesca.
Va da se che nient'altro contribuisce a salvarlo: non la legge, non la polizia, non i suoi soldi, non il suo mestiere di avvocato (orrore, un avvocato è uno che fa del compromesso il suo mestiere, non poteva resistere all'avvento di Miller), non le sue amicizie ed infine nemmeno le sue donne ed infatti una lo lascia e l'altra lo tradisce per un po' di droga.
Siamo all'opposto dell'”ideologia” di Moore: non ci sono sfumature e, come ho già scritto, esistono solo solo tre tipi di persone: i cattivi, le vittime e gli eroi.
Alla fine Murdock ne esce ovviamente vincitore e più felice di prima, essendo stato temprato a fondo; il cattivo ne esce sconfitto e barcollante e le vittime si adattano ad una nuova configurazione, sempre passive.
Infatti Foggy e Glory, per dire, alla fine non hanno capito quasi niente.
Di fronte al male assoluto tutti i personaggi principali fanno una scelta di campo che non permette compromessi né tentennamenti, vedi la battaglia interiore di Urich.
In questo senso l'epica Milleriana è, prima di tutto, americana fino al midollo: l'individuo è artefice del suo destino (non c'è da nessuna parte quell'ingranaggio inesorabile del caso che stritola come in The Killing Joke) e solo lui è alla base dell'istanza sociale, dove invece nel pensiero europeo/Mooriano l'individualismo è alla base di un'istanza prettamente anti-sociale (Batman e Joker in Moore sono due sociopatici speculari).
D'altra parte la visione dualistica (in senso classico e teologico) dell'etica,in cui la spaccatura tra bene e male è incolmabile e non si presta ad equivoci o dubbi di sorta, colloca la visione Milleriana in una zona appartenente al più classico conservatorismo popolare di matrice americana, così naif, ma anche così grezzo e portato alla risoluzione dei conflitti e delle relative complesse problematiche con la violenza popria del diritto dei giusti.
Se dovessimo fare un paragone cinematografico potremmo dire che se Alan Moore è Stanley Kubrick, allora Frank Miller è John Ford.
Scusate la prolisseide.
Ultima modifica di Lesbronz il 29/04/2015, 12:24, modificato 2 volte in totale.
tmc ha scritto: ma la più magica rimane Cracovia, sia per le miniere di sale che per il campo di concentramento
"Che cosa fai dalla mattina alla sera?" - "Mi subisco". (Emil Cioran)BillyHoyle ha scritto:Trasudava umanità.
- orsobruno
- Messaggi: 407
- Iscritto il: 19/12/2013, 23:32
- Domanda di controllo 2: nessuna
Re: Born Again
Vi leggo con molto interesse. Volevo chiedere a Les probabilmente perchè non ti ho letto bene (cioè forse hai già risposto): ma Cap.America non rompe un po' questa visione granitica con il suo dubbio verso i superiori? O al contrario è ancora più monolitico perchè fedele alla bandiera e a null'altro?
Ma soprattutto se è pur vero che le scelte di campo sono nette, a me sembra quasi che la differenza fra i due buoni (Devil e Cap.) sia tale che veramente a stento si possa dire che sono dalla stessa parte.
Ma soprattutto se è pur vero che le scelte di campo sono nette, a me sembra quasi che la differenza fra i due buoni (Devil e Cap.) sia tale che veramente a stento si possa dire che sono dalla stessa parte.
(Messaggio per la 47° giornata mondiale della pace)papa Francesco ha scritto: Una convivenza fondata soltanto su rapporti di forza non è umana.
- Lesbronz
- Messaggi: 3053
- Iscritto il: 02/05/2013, 19:02
- Domanda di controllo 2: nessuna
Re: Born Again
I superiori di Cap vendono Nuke al Kingpin e Cap chiede loro spiegazioni.orsobruno ha scritto:Vi leggo con molto interesse. Volevo chiedere a Les probabilmente perchè non ti ho letto bene (cioè forse hai già risposto): ma Cap.America non rompe un po' questa visione granitica con il suo dubbio verso i superiori? O al contrario è ancora più monolitico perchè fedele alla bandiera e a null'altro?
Ma soprattutto se è pur vero che le scelte di campo sono nette, a me sembra quasi che la differenza fra i due buoni (Devil e Cap.) sia tale che veramente a stento si possa dire che sono dalla stessa parte.
La tavola che esprime il concetto dell'integrità totale di Cap verso l'ideale e non verso l'istituzione è questa:

Devil e Cap sono ovviamente diversi: uno è una leggenda vivente, un eroe simbolo per generazioni e l'altro è un vigilante di quartiere e tuttavia alla fine non possono trovarsi che dalla stessa parte e infatti Cap lascia prendere Nuke a Devil per sbatterlo in prima pagina e mettere in imbarazzo i mandanti.
tmc ha scritto: ma la più magica rimane Cracovia, sia per le miniere di sale che per il campo di concentramento
"Che cosa fai dalla mattina alla sera?" - "Mi subisco". (Emil Cioran)BillyHoyle ha scritto:Trasudava umanità.
- jackx82
- Messaggi: 6584
- Iscritto il: 03/10/2011, 10:58
Re: Born Again
prometto che posterò anche un commento. al momento ho finito il primo capitolo e iniziato il secondo (poche, pochissime pagine)
14-4-2015...And now I found my dream, porca puttana! Benvenuta Aria.
Alphonso Ford (31/10/1971 - 4/9/2004) The G.O.A.T.
Alphonso Ford (31/10/1971 - 4/9/2004) The G.O.A.T.
- DNA
- Messaggi: 1986
- Iscritto il: 04/10/2011, 14:04
Re: Born Again
Finito, mi ha fatto scoprire una dimensione diversa delle storie sui supereroi, si esplora l'abbandono, la rigenerazione.
Mi ha lasciato perplesso il ritorno di Capitan America, fa uscire il focus della storia dall'analisi, se così si può chiamare, su Devil e il suo alter ego. Non è certamente l'azione a limitare questo lato della storia ma l'orizzonte che si amplia al livello più in su, dalle vicende cittadine/di quartiere, ai militari corrotti e sanguinari.
Quanto alla valutazione di lesbronz moore/miller è molto simile a quella che ho fatto io, per quanto ho potuto vedere da queste opere.
Mi ha lasciato perplesso il ritorno di Capitan America, fa uscire il focus della storia dall'analisi, se così si può chiamare, su Devil e il suo alter ego. Non è certamente l'azione a limitare questo lato della storia ma l'orizzonte che si amplia al livello più in su, dalle vicende cittadine/di quartiere, ai militari corrotti e sanguinari.
Quanto alla valutazione di lesbronz moore/miller è molto simile a quella che ho fatto io, per quanto ho potuto vedere da queste opere.
Ogni mano aperta che vedo mi spinge e mi colpisce
Però, non basta colpirmi, bisogna farmi cadere...
La balla passa ma l'ignoranza resta
Da oggi chiamatemi tuca cincillà, che vuol dire piedi di coniglietto peloso
Però, non basta colpirmi, bisogna farmi cadere...
La balla passa ma l'ignoranza resta
Da oggi chiamatemi tuca cincillà, che vuol dire piedi di coniglietto peloso
- Loki
- Messaggi: 27101
- Iscritto il: 03/10/2011, 13:58
Re: Born Again
su Capitan America
conta che ogni storia esce in un numero diverso della testata, un volta al mese.
A leggerla per intero spezza un po', è vero, ma a cadenza mensile meno.
Comunque la marvel tiene molto al fatto che il suo universo sia percepito come unitario, è anche per questo che appare Cap (un fatto del genere, con annessa devastazione di new york e coinvolgimento militare, non può sfuggire ai vendicatori e a capitan america).
conta che ogni storia esce in un numero diverso della testata, un volta al mese.
A leggerla per intero spezza un po', è vero, ma a cadenza mensile meno.
Comunque la marvel tiene molto al fatto che il suo universo sia percepito come unitario, è anche per questo che appare Cap (un fatto del genere, con annessa devastazione di new york e coinvolgimento militare, non può sfuggire ai vendicatori e a capitan america).
- DNA
- Messaggi: 1986
- Iscritto il: 04/10/2011, 14:04
Re: Born Again
Si, ho valutato anche tutto questo, mi pare logica la sua comparsa, e anche la sua ricomparsa per indagare certo, solo che diventa il centro della storia, e del Devil rinato si dice pochino
Ogni mano aperta che vedo mi spinge e mi colpisce
Però, non basta colpirmi, bisogna farmi cadere...
La balla passa ma l'ignoranza resta
Da oggi chiamatemi tuca cincillà, che vuol dire piedi di coniglietto peloso
Però, non basta colpirmi, bisogna farmi cadere...
La balla passa ma l'ignoranza resta
Da oggi chiamatemi tuca cincillà, che vuol dire piedi di coniglietto peloso
- Loki
- Messaggi: 27101
- Iscritto il: 03/10/2011, 13:58
Re: Born Again
perchè in realtà continua. cioè il devil rinato viene esplorato in tutte le storie successive, in cui però si abbandona quella che è la storia di boon again, per introdurre la quotidianità del nuovo murdock/devil.
è il limite (bello?) delle storie tratte da una serie... non iniziano e non finiscono mai veramente da sole.
è il limite (bello?) delle storie tratte da una serie... non iniziano e non finiscono mai veramente da sole.
- Lesbronz
- Messaggi: 3053
- Iscritto il: 02/05/2013, 19:02
- Domanda di controllo 2: nessuna
Re: Born Again
La contrapposizione tra i due approcci, chiamiamoli così, che ho cercato di sottolineare col mio post insopportailmente lungo apparirà ancora più chiara con le due opere principali dei due autori: Watchmen e The Dark Knight Returns.DNA ha scritto: Quanto alla valutazione di lesbronz moore/miller è molto simile a quella che ho fatto io, per quanto ho potuto vedere da queste opere.
Nel primo, ogni contrafforte morale viene demolito sistematicamente senza pietà, lasciando esposta la natura umana in tutta la sua commovente inettitudine di fronte al male, mentre nel secondo si ripeterà per sommi capi su un Batman anziano ma indomabile la stessa operazione effettuata su Daredevil.
Attendiamo i commenti degli altri?
NOn ricordo che cosa ci sarebbe in calendario ora (The Authority?)
tmc ha scritto: ma la più magica rimane Cracovia, sia per le miniere di sale che per il campo di concentramento
"Che cosa fai dalla mattina alla sera?" - "Mi subisco". (Emil Cioran)BillyHoyle ha scritto:Trasudava umanità.
- DNA
- Messaggi: 1986
- Iscritto il: 04/10/2011, 14:04
Re: Born Again
Fantastico, grazie, ora ci vedo molto più chiaroLoki ha scritto:perchè in realtà continua. cioè il devil rinato viene esplorato in tutte le storie successive, in cui però si abbandona quella che è la storia di boon again, per introdurre la quotidianità del nuovo murdock/devil.
è il limite (bello?) delle storie tratte da una serie... non iniziano e non finiscono mai veramente da sole.
Si, The Authority.Lesbronz ha scritto:La contrapposizione tra i due approcci, chiamiamoli così, che ho cercato di sottolineare col mio post insopportailmente lungo apparirà ancora più chiara con le due opere principali dei due autori: Watchmen e The Dark Knight Returns.DNA ha scritto: Quanto alla valutazione di lesbronz moore/miller è molto simile a quella che ho fatto io, per quanto ho potuto vedere da queste opere.
Nel primo, ogni contrafforte morale viene demolito sistematicamente senza pietà, lasciando esposta la natura umana in tutta la sua commovente inettitudine di fronte al male, mentre nel secondo si ripeterà per sommi capi su un Batman anziano ma indomabile la stessa operazione effettuata su Daredevil.
Attendiamo i commenti degli altri?
NOn ricordo che cosa ci sarebbe in calendario ora (The Authority?)
Ditemi se iniziarlo o aspettare, vedo pochi commenti...
Ogni mano aperta che vedo mi spinge e mi colpisce
Però, non basta colpirmi, bisogna farmi cadere...
La balla passa ma l'ignoranza resta
Da oggi chiamatemi tuca cincillà, che vuol dire piedi di coniglietto peloso
Però, non basta colpirmi, bisogna farmi cadere...
La balla passa ma l'ignoranza resta
Da oggi chiamatemi tuca cincillà, che vuol dire piedi di coniglietto peloso
- Lesbronz
- Messaggi: 3053
- Iscritto il: 02/05/2013, 19:02
- Domanda di controllo 2: nessuna
Re: Born Again
Mah, io direi di aspettare che ci siano altri commenti.
tmc ha scritto: ma la più magica rimane Cracovia, sia per le miniere di sale che per il campo di concentramento
"Che cosa fai dalla mattina alla sera?" - "Mi subisco". (Emil Cioran)BillyHoyle ha scritto:Trasudava umanità.