Encolpio ha scritto: ↑20/08/2024, 5:29
Sono andato al cinema a vedere Alien Romulus. Piaciuto così tanto alle riviste e ai siti specializzati.
L'atmosfera retrofuturistica e analogica - presa di peso dai primi due capitoli - fa sentire a casa. Il production designer ha fatto un bel lavoro di citazione e revisione, con un budget evidentemente cospicuo.
Da qui in avanti, la satira non basta.
Un gruppo di minatori poco più che adolescenti vuole emanciparsi dalla big corporation che li schiavizza. Per farlo ha adocchiato il relitto di un'astronave che galleggia nello spazio sopra la colonia senza sole dove si trovano. Su questa navicella potranno recuperare dei frigoriferi per criogenizzarsi, volare fino al pianeta più vicino - dove gli uccellini cinguettano ancora - e conquistare la libertà.
Ora, la camarilla di nerd è un branco di marginali, di sfigati, di manovalanza operaia. Eppure, è a conoscenza di cose che neppure l'onnisciente Weyland-Yutani conosce. Inoltre, l'asiatica del gruppo possiede un'astronave, con cui si muove come con uno scooter a miscela. Ma sospendiamo l'incredulità. Fra una canna e l'altra, volano fino a destinazione con una competenza che neppure Tom Skerritt in Alien+Top Gun, senza che nessuno li fermi o faccia domande, attraccano e senza alcuna esitazione - nonostante un ambiente leggermente inquietante per degli sbarbati - esplorano il relitto e trovano i frigoriferi. Malauguratamente, anche gli alieni, di cui ignoravano l'esistenza.
Ecco, ora arriva la fantascienza vera.
La giovane protagonista - che abbiamo già visto in Civil War - 1.55, pelle e ossa, compassionevole, un po' insicura, stermina tutti. Qualunque creatura le si pari davanti. E ce ne sono di tanti tipi, che non vado a spoilerarvi, ma lei non concede sconti; facendo sembrare l'equipaggio della Nostromo, i cazzuti marines di Aliens come la stessa Ripley... inetti perfetti

. E lo fa scalza, senza addestramento, senza un pianto, affrontando il tutto con un sangue freddo surreale anche per un replicante, giocando con macchinari e fucili mai toccati prima, affrontando mostri infernali, in un ambiente ignoto, dopo aver visto macellare in modi orribili gli amici di sempre, in culotte a temperature di 30 gradi sotto lo zero, trascinandosi a mani nude su una corda mentre le esplode lo spazio dietro al culo ed evitando il sangue acido degli alieni in assenza di gravità tipo i laser in Ocean's Twelve

. Ancor più inetti dei personaggi passati, sembrano ora gli xenomorfi, che si fanno terminare da un supereroe che ricorda la mia estetista. Ad aiutarla, un sintetico negro e ritardato (ma capace di anticipare molte battute di Aliens) che lei ama come un fratello, facendoci capire quanto il transumanesimo del futuro futuro possa essere buono. Il cattivo è sempre maschio bianco, qui sintetico del futuro passato, con la resurrezione in AI di Ian Holm. Una resurrezione disturbante, vigliacca e finita come tutta l'operazione.